FREETOWN, 5 agosto 2008 (IPS) – I risultati ufficiali delle elezioni municipali di luglio in Sierra Leone sono stati resi noti dal presidente della Commissione elettorale nazionale. Nonostante i diversi episodi di maltrattamenti e intimidazione segnalati, il numero delle donne elette è maggiore rispetto alle elezioni di quattro anni fa. Ma la quota di rappresentanza del 30 per cento non è stata raggiunta, riferiscono gli attivisti per la parità di genere.

Un poster elettorale propone una donna per il consiglio comunale in Sierra Leone
Mohammed Fofanah/IPS
Sul totale dei 394 distretti contesi, le donne hanno ottenuto appena 78 seggi, ossia il 18,9 per cento, che rappresenta senz’altro un miglioramento rispetto al 12,7 per cento dei seggi comunali occupati dalle donne nel 2004.
Honorine Muyoyeta, Direttrice del National Democratic Institute, segnala che “nonostante i concreti passi avanti realizzati verso la pace e lo sviluppo democratico in Sierra Leone, le donne – che rappresentano il 49 per cento degli elettori registrati – sono sottorappresentate e devono ancora affrontare importanti sfide per raggiungere la piena partecipazione politica”.
Ma quali saranno le conseguenze di questa scarsa rappresentatività femminile persistente nel governo locale, in un paese che lo scorso anno è finito in fondo all’indice di sviluppo umano delle Nazioni Unite? Negli ultimi cinque anni, la crescita economica è stata in media di oltre il 7 per cento in questo paese grande produttore di diamanti e con 5,7 milioni di abitanti, ma dove più del 70 per cento della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà, e che registra un alto tasso di analfabetismo e i più alti tassi di mortalità materna e infantile al mondo.
Princess Pratt era consigliere del distretto di Kono, Circoscrizione 66. Si è ripresentata alle elezioni del 2008 con il Partito del popolo della Sierra Leone (SLPP), all’opposizione, ma non è stata rieletta.
“Le donne nel governo locale sono cruciali per la nostra giovane democrazia e per il nostro cammino verso lo sviluppo”, ha affermato Pratt.
Era una delle tre donne elette nel consiglio locale di Kono, racconta, e durante il suo mandato si è dedicata ai bisogni delle donne di quel distretto, che erano stati ignorati dai precedenti governi.
“Ho costruito mercati comunitari per le donne, ho costruito macine per il riso destinate alle donne agricoltori, che hanno potuto migliorare la produzione di riso e quindi il loro reddito. Ho istituito otto scuole primarie comunitarie in villaggi dove non erano mai esistite scuole. Ho assegnato 70 borse di studio ad altrettante ragazze e ho perfino esteso alcuni dei miei progetti ad altri distretti, dove i bisogni delle donne sono enormi”, ha dichiarato Pratt all’IPS.
”Adesso nel consiglio è rimasta una sola donna, e mi chiedo che cosa riuscirà a fare. Perché so che gli uomini del consiglio non saranno in grado di rivolgersi ai nostri bisogni, visto che non si identificano con le nostre problematiche”.
Richard Yarjah, un insegnante di Kono la cui moglie è stata tra i beneficiari del progetto delle macine, è preoccupato per il suo futuro, adesso che Pratt ha perso l’incarico. “Mi chiedo se i nuovi assessori, quasi tutti uomini, continueranno a sostenere la macina, quando il presupposto dell’intero progetto era l’empowerment delle donne. La mia famiglia si è sostenuta praticamente grazie ai ricavi ottenuti da mia moglie nella sua attività con il riso”.
Alie Kabbah, un commerciante di Kroo Bay, uno degli slum di Freetown, ha raccontato: “Abbiamo avuto per la prima volta un ambulatorio nella nostra comunità quando è stata eletta un consigliere donna. Se i grandi politici minacciano le donne, rifiutando di dar loro un simbolo per candidarsi alle elezioni, non ci sarà sviluppo nel nostro paese”.
Durante la campagna elettorale sono stati registrati diversi casi di intimidazione nei confronti di candidate donne. Fatmata Daramy si è dovuta ritirare dalle elezioni per il Consiglio del distretto di Bombali perché temeva che i suoi oppositori la avrebbero aggredita fisicamente. Ha spiegato che la scarsa rappresentatività femminile nei consigli locali potrebbe essere disastrosa per le donne.
“La regione settentrionale del paese, dove volevo presentarmi come consigliere, ha davvero bisogno di rappresentanti donne, perché qui si concentra il maggior tasso di analfabetismo femminile, al punto che il governo ha dovuto intraprendere una iniziativa specifica assegnando delle borse di studio alle ragazze. Come possiamo colmare il divario nell’educazione, se non siamo lì a batterci per i nostri interessi?”.
Brima Sheriff, responsabile di Amnesty International in Sierra Leone, ha dichiarato che nonostante l’appoggio dato, insieme a molte altre Ong, per la partecipazione delle donne alle elezioni comunali, i risultati restano deludenti.
Brima ha sottolineato che la “democrazia è una questione di numeri: meno donne saranno presenti nel consiglio, minore sarà l’impatto che avranno nel fronteggiare le questioni che le riguardano”.
Ha però dichiarato che al contrario del Parlamento, dove è fondamentale avere la maggioranza, le donne nei consigli comunali non hanno bisogno dell’approvazione dell’intero consiglio per elaborare ed attuare i progetti.
”Potrebbero far sentire la loro voce anche al di là del loro stesso consiglio, o influenzare il presidente del consiglio perché si interessi al benessere delle donne”, ha affermato.
La crescente consapevolezza dell’influenza che le donne hanno sulle istituzioni e i programmi politici ha spinto l'International Foundation for Electoral Systems ad avviare un progetto finalizzato all’istituzione di una Commissione di registrazione dei partiti politici (PPRC) e all'inclusione delle tematiche di genere nei lavori della Commissione Elettorale Nazionale, insieme alla sensibilizzazione dell’elettorato sull’importanza del coinvolgimento delle donne nella governance locale.
Secondo un funzionario della PPRC, l’impatto di questo progetto potrà concretizzarsi nel 2012, nelle prossime elezioni dei consigli comunali.
Margaret Vandy, un’altra candidata del SLPP sconfitta alle elezioni comunali, ha dichiarato che “l’empowerment delle donne è cruciale per lo sviluppo della Sierra Leone come nazione. Le donne sono più del 50 per cento della popolazione, perciò lo status delle donne rispecchia di fatto la condizione del popolo in Sierra Leone”.

