LIBANO: Hezbollah rafforzato dopo gli scontri

BEIRUT, 12 maggio 2008 (IPS) – Almeno 11 persone sono state uccise 30 ferite durante i feroci scontri tra sciiti di Amal e Hezbollah, e membri del Movimento del Futuro, gruppo sunnita che fa parte della coalizione di maggioranza del 14 marzo. Mentre i miliziani dell’opposizione stringono la loro morsa sui quartier generali del governo, l’equilibrio del potere sembra essersi definitivamente spostato nella Terra dei Cedri.

Mona Alami/IPS Mona Alami/IPS

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Dall’assassinio dell’ex primo ministro Rafik Hariri nel 2005 –presumibilmente per mano dei siriani – e le successive dimissioni dei ministri sciiti dall’esecutivo, il conflitto tra opposizione e maggioranza è andato crescendo. Il governo è formato dal Movimento sunnita del Futuro (guidato da Saad Hariri, figlio del primo ministro assassinato), il Partito progressista socialista druso (PSP), le Forze cristiane libanesi e il partito Kataeb.

Negli ultimi tre anni, l’opposizione sostenuta da siriani e iraniani ha osteggiato la maggioranza appoggiata dall’Occidente, opponendosi originariamente all’internazionalizzazione del tribunale per il processo agli assassini di Hariri.

Dopo la fine della guerra civile in Libano, nel 1990, e la firma degli accordi di Taef, tutte le parti in campo avevano chiesto un’equa divisione del potere tra musulmani e cristiani, e la smilitarizzazione di tutti i miliziani; ma Hezbollah, dietro il vessillo della resistenza, è rimasto il solo movimento a mantenere il proprio arsenale militare in Libano. Tuttavia, con l’abbandono del Libano da parte di Israele nel 2000 (con l’eccezione dell’enclave delle fattorie di Shebaa, i cui diritti rimangono oggetto di dibattito in Libano, Siria e Israele), il ruolo di Hezbollah e la legittimità delle sue armi sono tornati al centro della scena politica.

Le tensioni sono sfociate nella violenza la settimana scorsa, quando il richiamo alle difficili condizioni di vita e all’elevata inflazione si è trasformato in protesta di massa, culminando nello scontro tra le forze dell’opposizione sciita Hezbollah e Amal e i membri del sunnita Movimento del Futuro. Gli scontri hanno coinciso politicamente con il discorso del leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, che ha denunciato la rimozione del Generale Wafic Shoucair dalla sua posizione di responsabile della sicurezza aeroportuale, e l’indagine del governo sulla rete indipendente di telecomunicazioni di Hezbollah.

Il leader di Hezbollah ha minacciosamente definito le decisioni del governo una “dichiarazione di Guerra”, e l’eco delle sparatorie nelle labirintiche strade e nei quartieri alti della capitale hanno come confermato il profetico annuncio.

Il Movimento del Futuro, ovviamente impreparato e certo non addestrato al combattimento, si è ritirato di fronte alle fazioni armate dell’opposizione che sono riuscite ad assumere il controllo di Beirut in meno di 48 ore, circondando le residenze di Saad Hariri, del leader del PSP Walid Joumblat e della sede del governo, protetta unicamente da uno sbarramento di protezione delle forze armate libanesi.

Mentre a Beirut avanzavano le forze dell’opposizione, venivano sistematicamente compiuti atti vandalici contro i beni dei membri della maggioranza e dei partiti. Maya, una donna residente nell’area di Karakol Druze abitata prevalentemente da membri del PSP, ha visto scaricare immondizia nel suo parcheggio da uomini armati prima che intervenisse un suo vicino, membro di Hezbollah, che è riuscito a impedire ai miliziani di entrare nel palazzo. “È stato spaventoso, volevano davvero prendere d’assalto l’edificio”, ha detto la donna, madre di due bambini.

Odette Alameh, che vive nelle vicinanze della residenza di Saad Hariri, ha detto che il suo palazzo era diventato obiettivo di uomini armati appostati sui tetti delle costruzioni vicine. Membri del partito socialista nazionalista siriano (SSNP) hanno dato fuoco agli uffici della Future TV, sui cui resti anneriti hanno innalzato le loro bandiere.

Ahmad, residente nell’area Ain Mreisseh, di prevalenza sunnita, ha raccontato di un palazzo vicino preso d’assalto dai miliziani alle 3.30 del mattino, presumibilmente con l’obiettivo di prelevare un membro del Movimento del Futuro. Tuttavia, IPS non ha potuto confermare l’informazione. L’appartamento di Ammar Houry del Movimento del Futuro, nel facoltoso quartiere di Tallet Khayat, è stato saccheggiato da uomini armati, che, secondo le dichiarazioni dei vicini, hanno perquisito l’edificio in cerca di armi.

Durante i brutali eventi degli ultimi giorni, l’approccio dell’esercito è stato di apparente neutralità di fatto favorevole all’opposizione. Le forze armate libanesi hanno rinunciato a dichiarare lo stato di emergenza, rifiutandosi di prendere posizione negli scontri, e lasciando in tal modo poco margine d’azione al governo.

”Non è altro che una nuova fase della politica libanese”, ha detto lo studioso di scienze politiche Amal Saad Ghorayeb, autore di “Hezbollah: Politics and Religion”. “La decisione del governo (di destituire il responsabile della sicurezza aeroportuale Shoucair e denunciare la rete privata di comunicazione del partito) è senza precedenti, e de-legittima il diritto del partito a resistere. Comunque, non vedo perchè il conflitto debba proseguire oltre”, ha dichiarato. “Mi aspetto una rapida risoluzione, dovuta all’ovvio squilibrio sulla bilancia del potere”.

Secondo l’accademico, l’evidente superiorità militare di Hezbollah spingerà la maggioranza al compromesso. “È inevitabile, il governo dovrà arrendersi”, ha aggiunto. Saad Ghorayeb prevede un consenso provvisorio dell’esecutivo che si appellerà a elezioni politiche anticipate, che l'opposizione richiede da tempo.

Mentre le lotte diminuiscono e l’opposizione proclama il controllo sulle aree occidentali della città, le implicazioni degli eventi di Beirut supereranno certamente i confini del paese per raggiungere gli angoli più remoti della regione. “Tutto questo porterà indubbiamente a una drastica riconfigurazione dell’ordine politico, e potrebbe spianare la strada verso una revisione degli accordi di Taef, con lo scopo di correggere gli squilibri del sistema”, ha concluso Saad Ghorayeb.