AMBIENTE-ITALIA: La valle ‘amica dell’ambiente’ è un modello per l’Europa

MILANO, 16 agosto 2006 (IPS) – Esempio di convivenza tra economia salutare, cura ambientale e benessere sociale, Varese Ligure, nell’entroterra ligure della Val di Vara, provincia di La Spezia, è forse la comunità più pulita è più “amica dell’ambiente” in Europa.

Dall’agricoltura all’allevamento, dall’energia rinnovabile al riciclaggio dei rifiuti, dal turismo sostenibile ai programmi sociali: ogni cosa in questa cittadina – che si estende per oltre 1.600 ettari tra le montagne della provincia ligure – viene realizzato nel più rigoroso rispetto per la natura.

Questo comune, dove vivono appena 2.350 persone, era destinato a rimanere escluso dagli itinerari turistici. La popolazione stava invecchiando, e i più giovani preferivano le grandi città per cercare lavoro.

Il declino ha spinto le autorità locali a cambiare il tradizionale modello di sviluppo verso un approccio sostenibile, che negli ultimi 14 anni ha trasformato Varese Ligure in un esempio da seguire sia in Italia che in Europa.

È la prima comunità ad aver ricevuto le certificazioni europee per l’ambiente (ISO-14001 nel 1999, e EMAS II nel 2002), oltre al premio come “migliore comunità rurale del vecchio continente”, nel 2004.

“I servizi funzionano bene e nel rispetto per l’ecologia, e la pulizia è la conseguenza di questa politica. L’ambiente era l’unica risorsa che avevamo a disposizione, e l’unica cosa che potevamo sfruttare. Perciò i benefici sono di tutti”, ha spiegato a Tierramérica il sindaco di Varese Ligure, Michela Marcone.

Il novanta per cento del territorio è coltivato biologicamente: frutta e verdura non vengono trattate con pesticidi né altri prodotti chimici; e anche gli animali, in particolare capre e bovini, vengono allevati secondo il 'credo' eco-sostenibile.

Uno degli esempi è la cooperativa Cibele. “Non è facile seguire le regole, perché sono molto rigide, e vengono eseguiti controlli durante tutto l’anno”, ha detto a Tierramérica il proprietario, Percy Wochiecivich.

La conversione dalle normali pratiche commerciali alle tecniche agricole sostenibili ha beneficiato 50 cooperative rurali dell’area, che riforniscono le mense scolastiche locali e vendono i loro prodotti ai supermercati e ai centri vicini. Quasi tutte hanno aumentato la loro forza lavoro e le entrate, come la cooperativa Pietro Vara (750.000 euro all’anno) e la Casearia (1,3 milioni di euro).

Varese Ligure è pioniera nella cura per la qualità dell’ambiente. La cittadina ha quattro turbine eoliche, alte 46 metri e con una media di velocità del vento di 7,2 metri al secondo; permette un risparmio nei costi energetici di 30.000 euro all’anno, oltre ad evitare l’emissione di 8.000 tonnellate di anidride carbonica.

La città possiede anche dei pannelli solari che producono energia secondo le dimensioni e la quantità di luce solare che ricevono le celle, producendo circa 23.000 kilowatt in più, e consentendo un risparmio di 9.600 kg di emissioni di anidride carbonica (principale causa dell’effetto serra). Una diga idroelettrica fornisce energia alle case di 3.000 persone.

La produzione di rifiuti in questa “eco-valle” è precipitata a 350 kg per persona, comparata ad una media provinciale di 530 kg a persona.

“È una delle comunità più avanzate in Europa in termini di ambiente, e un esempio di come amministrare un territorio particolare, praticamente in montagna, e con molti problemi”, ha fatto notare a Tierramérica Stefano Sarti, presidente regionale dell’organizzazione non governativa italiana Legambiente.

Il turismo sostenibile è in crescita a Varese Ligure, attirando i viaggiatori in cerca di pace e tranquillità, che amano la natura, e che riescono ad adattarsi alle norme ambientali. Gran parte dei visitatori provengono da Germania e Gran Bretagna, e apprezzano gli sforzi di questa ordinata comunità italiana.

“I giovani sono in parte tornati, perché sono stati creati 140 nuovi posti di lavoro, e turismo e commercio sono aumentati. Oggi gli abitanti si sentono orgogliosi: sono i protagonisti di questi cambiamenti, e sono motivati a rimanere”, ha osservato il presidente dell’associazione Qualitambiente, Maurizio Caranza, in una conversazione con Tierramérica.

(* Francesca Colombo è collaboratrice di Tierramérica. L’articolo è stato pubblicato per la prima volta il 5 agosto dai quotidiani latinoamericani che fanno parte della rete di Tierramérica, un servizio speciale di notizie prodotto dall’IPS con il supporto del Programma di sviluppo delle Nazioni Unite).