PERU: I sostenitori di Fujimori strizzano l’occhio a Humala

LIMA, 18 Aprile 2006 (IPS) – Alcune organizzazioni per i diritti umani del Perù avvertono che i 14 legislatori appena eletti, sostenitori di Fujimori, cercheranno di far dichiarare “perseguitato politico” l’ex presidente Alberto Fujimori, detenuto in Cile dallo scorso novembre in attesa dell’estradizione richiesta dal governo peruviano che lo accusa di diversi crimini.

Alle elezioni del 9 aprile, la lista “fujimorista” Alianza por el Futuro (AF), composta per la maggior parte da ex ministri, legislatori, militari ed ex funzionari del regime di Fujimori (1990-2000) ha ottenuto così tanti voti da sorprendere anche l’ex presidente.

La figlia, Keiko Sofía Fujimori, ex first lady durante il suo governo – dopo il divorzio dei genitori – ha ottenuto più voti di qualunque altro candidato: con il 43 per cento degli scrutini effettuati ad oggi, raggiunge i 286.000 voti. Dopo di lei, con 94.000 voti, Carlos Bruce, ex ministro di governo dell’attuale presidente, Alejandro Toledo.

Considerando i precedenti del loro leader, i fujimoristi hanno ottenuto una straordinaria rappresentatività tra i legislatori, diventando la quarta forza politica al Congresso.

Dopo due anni di governo, Fujimori sciolse il Parlamento, bloccò la giustizia, sospese le attività dei partiti, poi riformò la Costituzione per essere rieletto. Terminò il suo mandato fuggendo in Giappone, accusato di frode elettorale e di diverse violazioni dei diritti umani.

Durante la legislatura 2001-2006, Fujimori aveva appena quattro rappresentanti, tre dei quali furono sospesi per aver ricevuto denaro dal capo dell’intelligence, Vladimiro Montesinos, arrestato in Perù e sottoposto a giudizio per corruzione e violazione dei diritti umani.

La candidata presidenziale di AF Martha Chávez occupa un sorprendente quarto posto, con il 7,47 per cento dei voti, relegando al quinto posto Valentín Paniagua (5,76 per cento), nominato presidente dal Congresso dopo la fuga in Giappone di Fujimori e la sua rinuncia al mandato comunicata via fax.

Luisa María Cuculiza, ex ministro di Fujimori, amica intima e stretta collaboratrice di Montesinos, ha dichiarato che AF sarebbe disposta a formare un’alleanza con il partito del vincitore al primo turno elettorale per la presidenza, il colonnello Ollanta Humala.

Gli “humalisti” hanno ottenuto 43 dei 120 seggi in Parlamento, ma se Humala vincesse al secondo turno dovrebbe cercare accordi con altri partiti per raggiungere la maggioranza e poter governare.

Chávez ha respinto la proposta di Cuculiza. Humala ha invece replicato che non intende escludere la squadra fujimorista dal suo progetto di stabilire alleanze al Congresso. “Parleremo con il gruppo di Keiko Fujimori perché bisogna rispettare la volontà del popolo”, ha detto.

Il possibile avvicinamento di Humala al “fujimorismo” preoccupa le organizzazioni per i diritti umani, poiché il candidato alla presidenza è indagato per presunte violazioni dei diritti umani, e conta tra i suoi più importanti collaboratori ex militari che hanno lavorato per il regime di Fujimori o per i complici di Montesinos.

“AF cercherà in qualunque modo di ottenere l’impunità di Fujimori”, ha detto all’IPS Ismael Vega Díaz, rappresentante di Amnesty International-Perù.

“Non potendo candidarsi, l’ultima chance per Fujimori era cercare una rappresentanza al Congresso per concertare alleanze e rafforzare la sua strategia, di farsi passare per perseguitato politico assicurandosi l’impunità”.

In campagna elettorale, i fujimoristi hanno respinto un rapporto della Commissione “Verdad y Reconciliación” che indaga sulla guerra contro i ribelli maoisti tra il 1980 e il 2000, e hanno proposto una revisione dei processi contro i militari che in quel periodo avrebbero commesso azioni brutali contro civili.

“Diversi candidati fujimoristi hanno parlato di indulto o amnistia per coloro che sono accusati di violazione dei diritti umani. Non c’è da stupirsi, ora che sono stati eletti, che chiedano l’impunità per gli accusati. È questo il pericolo”, ha spiegato all’IPS Gloria Cano, avvocato della ”Associazione pro diritti umani” (Aprodeh).

Appena informata del risultato elettorale, Keiko Fujimori ha dichiarato che la sua vittoria decreta il ritorno di suo padre “dalla porta principale”, e che si impegnerà per riabilitarne l’immagine danneggiata “dalle false accuse che gli vengono mosse”.

L’ex presidente è accusato di complicità per i crimini perpetrati da un gruppo paramilitare del servizio di intelligence, oltre che per l' “indennizzo” di 15 milioni di dollari pagato a Montesinos per fuggire a Panama in un estremo tentativo di evitare la caduta del suo governo nel 2000.

L’avvocato che sta seguendo il caso Fujimori-Montesinos ha confermato all’IPS che è in corso un’inchiesta contro la stessa Keiko Fujimori, sospettata di aver ricevuto fondi pubblici per finanziare i suoi studi all’Università di Boston.

Nel 2001, la stessa Keiko dichiarò che durante il governo del padre, riceveva denaro in contanti per pagare i suoi corsi e quelli dei tre fratelli, anche loro laureatisi negli Stati Uniti.

Secondo i controlli effettuati Fujimori spese più di 500.000 dollari per gli studi dei suoi quattro figli, senza mai spiegarne la provenienza. Montesinos ha dichiarato al processo di aver consegnato al presidente i fondi del Servizio di intelligence nazionale (SIN) per coprire quei pagamenti.

Secondo fonti della Procura, sono stati individuati conti bancari che ammonterebbero a 270.000 dollari intestati a Keiko Fujimori presso la Citibank di New York. Le autorità hanno chiesto l’annullamento del segreto bancario per la figlia dell’ex presidente per stabilire l’origine di quei fondi.

Tra gli eletti figura anche l’ex ministra Cuculiza, accusata di complicità in alcune attività di Montesinos.

Quando la Corte interamericana per i diritti umani ha dichiarato illegali i tribunali militari imposti da Fujimori per giudicare le accuse di terrorismo, Cuculiza, in lacrime, è apparsa nei programmi televisivi più seguiti del paese annunciando che i membri del gruppo maoista Sendero Luminoso sarebbero usciti in massa dalle carceri per uccidere.

Santiago Fujimori, altro legislatore eletto e fratello dell’ex presidente, è anch’egli indagato per corruzione per la partecipazione nell’acquisto di un Boeing 737 del costo di 25 milioni di dollari. Tra il 1990 e il 1996, Santiago Fujimori è stato consulente all’ombra del capo di Stato e, secondo un’altra testimonianza di Montesinos, avrebbe partecipato all’allontanamento di giudici e procuratori contrari al regime.

Rolando Reátegui è un altro dei legislatori eletti fedeli a Fujimori. È indagato in due processi, uno per aver partecipato alla falsificazione di firme per la candidatura di Fujimori al suo terzo mandato, e un altro per aver ricevuto denaro da Montesinos per finanziare la propria campagna come candidato al Congresso.

“C’è un ampio settore della popolazione che appoggia il governo di Fujimori perché è riusito a risolvere problemi concreti che toccano da vicino la vita di tutti i giorni, come il terrorismo, senza considerare l’alto costo in vite umane di quella politica. Questo spiega la percentuale (di voti) ottenuta da Keiko Fujimori”, ha detto Ismael Vega, di Amnesty.

“Se i fujimoristi formeranno un’alleanza con Humala, il Perù rischia di diventare un paria internazionale”, ha concluso Gloria Cano, di Aprodeh.