NAZIONI UNITE, 10 agosto 2005 (IPS) – Le Nazioni Unite, criticate, all’età di 60 anni, per le loro debolezze politiche strutturali, sono così occupate nella propria ristrutturazione che l’imminente Vertice del Millennio rischia di perdere di vista uno dei suoi obiettivi principali: un piano d’azione per sradicare fame e povertà estreme entro il 2015.
”Lo sviluppo è stato messo in secondo piano, soprattutto diffondendo l’idea che le questioni riguardanti gli Obiettivi di sviluppo del millennio (MDG, Millennium Development Goals) fossero ormai decise e che non fosse rimasto niente da definire”, ha dichiarato Saradha Iyer di Third World Network, organizzazione non governativa (Ong) con sede in Malesia che controlla strettamente l’ente mondiale.
Il mandato del vertice era di analizzare dettagliatamente successo e fallimenti degli MDG stabiliti nell’ottobre 2000, ma, secondo Iyer, gli attuali orientamenti indicano che il vertice potrebbe concentrarsi su missioni di pace, terrorismo, diritti umani e riforma del Consiglio di sicurezza.
”Le Nazioni Unite intendono focalizzarsi sulle crisi umanitarie e lasciare le questioni di sicurezza/terrorismo ai grandi poteri, che ne sanno di più”, ha detto Iyer all’IPS.
Secondo l’attivista, le previsioni non sono ottimistiche. “Non ci illudiamo”, afferma. I recenti attacchi terroristici a Londra e in Egitto, ha proseguito, serviranno solo a rafforzare la determinazione degli Stati Uniti nella loro guerra: “contro tutti noi, in nome del terrorismo”.
“Laddove si possa e si debba andare in favore dei paesi in via di sviluppo”, ha aggiunto, ovvero nel commercio e nei negoziati dell’Organizzazione mondiale per il commercio (OMC) sull’accesso al mercato, le cose sembrano invece destinate a fallire.
Il Vertice del Millennio – che il Segretario generale dell’Onu Kofi Annan considera potenzialmente ”il più grande incontro mai realizzato tra leader mondiali” – avrà luogo dal 14 al 16 settembre e vi parteciperanno 122 capi di stato, 55 capi di governo, più di 13 ministri degli esteri e alti funzionari.
Martedì scorso, durante una conferenza stampa, Nicola Reindorp di Oxfam International ha dichiarato che la sua organizzazione teme che il vertice non riuscirà a offrire un vero progresso ai più poveri e ai più deboli se non trova un accordo sugli “impegni minimi”.
Reindorp ha suddiviso questi impegni in quattro aree: realizzare gli MDG; proteggere i civili nei conflitti armati; stabilire un trattato sul commercio delle armi; prevedere nuove risposte ai disastri umanitari.
”Siamo ben lontani dal traguardo degli MDG entro il 2015”, ha dichiarato. Al vertice, “è necessario un impegno ben più significativo sulla questione“.
Reindorp sostiene che l’incontro di settembre dovrebbe innanzitutto indurre i leader ad impegnarsi nell’aumento degli aiuti all’interno di uno specifico programma; secondariamente, dovrebbe convincerli a battersi per un accesso alle esportazioni dai paesi in via di sviluppo esente da dogana e da quote; e infine, incoraggiarli a lottare per la cancellazione del debito alle nazioni più povere. ”È questo il momento”, ha proseguito. “Rimangono solo 10 anni” alla scadenza del 2015.
Gli MDG prevedono di ridurre povertà e fame del 50 per cento; assicurare l’istruzione primaria universale; abbassare di due terzi la mortalità infantile, e di tre quarti la mortalità materna; promuovere l’uguaglianza di genere; fermare la diffusione di Hiv/Aids, malaria e altre malattie; creare una partnership globale Nord-Sud per lo sviluppo.
189 leader mondiali, in un incontro al vertice nel settembre 2000, si sono impegnati a soddisfare questi obiettivi entro il 2015. Tuttavia, la loro realizzazione dipende fondamentalmente dall’aumento degli aiuti allo sviluppo da parte dei donatori occidentali.
L’imminente vertice non solo esaminerà i progressi compiuti finora, ma dovrà anche stabilire l’agenda di sviluppo mondiale per i prossimi dieci anni.
Secondo una dichiarazione diffusa il mese scorso da Oxfam International, ”con l’attuale tasso di crescita, molti degli MDG non verranno raggiunti in diverse parti del mondo”. ”L’obiettivo di eliminare la differenza di genere nell’istruzione primaria e secondaria è già tragicamente fallito”, avverte il rapporto.
L’Assemblea generale, composta da 191 membri, è impegnata dal mese scorso nella proposta di ristrutturazione del Consiglio di Sicurezza, che dovrebbe essere autorizzata per l’approvazione di settembre da parte dei leader mondiali.
”Il progetto, formalmente introdotto da Brasile, Germania, Giappone e India per cambiare la composizione del Consiglio di Sicurezza, mette in ombra gli MDG che avrebbero dovuto invece costituire l’interesse centrale della comunità internazionale al Vertice del Millennio”, ha dichiarato un diplomatico asiatico, sottolineando che la risoluzione 58/291 dell’Onu, con cui l’Assemblea generale ha deciso di convocare una sessione plenaria di alto livello a settembre, mette in risalto ”i risultati delle principali conferenze e vertici Onu in campo economico e sociale”.
Questi temi orientati allo sviluppo sono stati ulteriormente evidenziati quando Annan ha avviato il “Progetto del millennio” per sviluppare i “punti d’azione” finalizzati al raggiungimento degli MDG.
”Chiunque fosse direttamente o indirettamente impegnato nello sviluppo pensava che il vertice di settembre avrebbe approfondito la riflessione sugli MDG, proponendo le misure necessarie per la loro realizzazione”, ha dichiarato il diplomatico. Tuttavia, ha aggiunto, gli MDG a un certo punto si sono allontanati e l’attenzione si è spostata su questioni politiche, come la composizione del Consiglio di sicurezza, un nuovo ente per i diritti umani, le misure anti-terrorismo, e altro. ”Sono questioni importanti”, ha osservato.”Risolverle tutte, o qualcuna, potrebbe aiutare a ridare lustro all’operato di Annan, facendogli ritrovare alcuni amici dei quali ha estremo bisogno, ma ciò non porterà certo conforto ai poveri, agli affamati e ai dimenticati del mondo”.
Nel frattempo, gli Stati Uniti, che hanno espresso forte opposizione al piano proposto per allargare il Consiglio di Sicurezza dell’Onu, con la motivazione che non esista “ampio consenso” per questa riorganizzazione, hanno già minacciato il potenziale fallimento dell’imminente vertice. Tuttavia, hanno già la loro agenda segreta.
”Mentre ci prepariamo per quello che sarà un settembre molto dinamico“, ha dichiarato Shirin Tahir-Kheli, consigliere del Dipartimento di Stato Usa per la riforma dell’Onu, “vorrei ribadire che l’evento di alto livello che si terrà ai margini della sessantesima sessione dell’Assemblea generale non dovrebbe diventare il punto centrale nella riforma delle Nazioni Unite”.
”Continuiamo a credere che l’attenzione maggiore dovrebbe essere rivolta alla realizzazione degli obiettivi del millennio”, ha dichiarato Tahir-Kheli alla riunione dell’Assemblea Generale nell’aprile di quest’anno.
L’Ambasciatore tedesco Guenter Pleuger, uno dei promotori della proposta che chiede l’allargamento del Consiglio di Sicurezza, ha detto il mese scorso ai delegati che l’Assemblea Generale dovrebbe arrivare al più presto a una decisione, “per consentire al vertice di settembre di occuparsi liberamente dell’agenda di sviluppo e degli MDG”.
”Se non riusciamo ad andare avanti sulla questione (allargare il Consiglio di Sicurezza) prima di settembre, il successo del vertice potrebbe essere compromesso; le ripercussioni di una mancata riforma del Consiglio di Sicurezza ostacolerebbero la realizzazione degli obiettivi di sviluppo per anni a venire”, ha avvertito.
L’Ambasciatore francese Michel Duclos ha dichiarato all’Assemblea Generale in aprile che vi sono due importanti questioni prima del vertice: il raggiungimento degli MDG, in particolare la necessità di aumentare gli impegni per lo sviluppo, e la riorganizzazione delle istituzioni multilaterali. ”Dobbiamo chiederci quale sarebbe il prezzo da pagare in caso di insuccesso. Non dobbiamo farci illusioni: commettere errori e provocare un fallimento a settembre avrebbe serie conseguenze”, ha dichiarato.
Secondo Duclos, la spinta per raggiungere gli MDG “sarebbe gravemente indebolita, e la credibilità della nostra organizzazione danneggiata”. Il diplomatico francese sostiene che anche l’Africa – i cui particolari bisogni economici devono essere illustrati durante il vertice – “sarebbe colpita da questo fallimento”.
L’Ambasciatore del Pakistan Munir Akram, il cui paese si è opposto alla riforma del Consiglio di sicurezza, ha dichiarato il mese scorso all’Assemblea generale che sono in gioco il successo o il fallimento del vertice di settembre.
“In gioco ci sono la possibilità di prendere decisioni importanti sullo sviluppo e un’autentica riforma dell’Onu, contro l’idea di sprecare le nostre energie politiche per soddisfare il desiderio egoista e assolutamente sterile di qualche stato ambizioso che chiede ingiusti privilegi.”

