POLITICA-UGANDA: Per Museveni una vittoria controversa

KAMPALA, 4 marzo 2006 (IPS) – I sostenitori dell'opposizione hanno contestato la vittoria del presidente
dell'Uganda Yoweri Museveni alle elezioni della scorsa settimana, le
prime nel paese in cui, dopo oltre 20 anni, si sono presentati più partiti.

Secondo i calcoli della commissione elettorale, il capo di stato ha ottenuto il 59 per cento dei voti, necessari per essere eletto presidente, contro il 37 per cento del principale rivale, Kizza Besigye. Tra gli altri avversari, Miria Obote, moglie dell'ex capo di stato Milton Obote, membro del Congresso del popolo ugandese (Upc), e John Ssebana Kizito, rappresentante del Partito democratico.

I risultati hanno smentito tutti i sondaggi, che indicavano un confronto serrato tra Museveni e Besigye.

Ma il presidente e il suo Movimento di resistenza nazionale (NRM) hanno avuto uno scarso consenso in alcune regioni, in particolare nell'Uganda orientale e del nord, dove l'instabilità politica, la povertà, il sottosviluppo e le malattie sono ai massimi livelli.

Il voto alle elezioni parlamentari a nord e ad est ha espresso soprattutto la rabbia contro il governo di Museveni. “Nella maggior parte dei casi non aveva niente a che vedere con i risultati effettivi di qualche membro del Parlamento”, ha dichiarato il commentatore politico Emmy Allio.

Il governo è in guerra dal 1986 con il Lord's Resistance Army (LRA) nel nord dell'Uganda. Secondo il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia (Unicef), l'LRA ha ucciso più di 20.000 bambini, o li ha arruolati nelle proprie file come soldati o schiavi del sesso. I ribelli dichiarano di combattere per una società basata sui 10 comandamenti della Bibbia.

Secondo i dati dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) dello scorso anno, almeno 1.000 persone ogni settimana sono morte nei campi profughi, sugli oltre 20.000 sfollati a causa dell'attività dei ribelli, come risultato di Aids, tubercolosi, malaria e altre malattie.

Sebbene a Museveni si attribuisca il merito di aver combattuto la diffusione dell'Aids in Uganda, secondo i dati del ministero della sanità l'incidenza di Hiv nel nord è due volte la media nazionale del sei per cento.

Al capo di stato è mancato anche il sostegno della capitale.

Kampala ha votato per Besigye, che ha rifiutato l'esito delle elezioni, affermando che alcuni eventi precedenti al voto avrebbero compromesso la sua corsa alla presidenza. Nel 2005 sono state infatti avanzate diverse accuse nei confronti del leader dell'opposizione, incriminato e arrestato per tradimento, terrorismo e stupro. Besigye è stato rilasciato su cauzione a campagna elettorale già conclusa.

Gli osservatori internazionali sostengono che le elezioni sono state libere e imparziali, anche se l'opposizione ha parlato di irregolarità negli scrutini. Besigye si sta preparando a fare ricorso in tribunale contro l'esito elettorale.

Museveni è stato anche apprezzato per aver introdotto l'educazione primaria universale durante i suoi vent'anni di governo, per aver regolarizzato l'economia dell'Uganda e per una generale tolleranza verso la stampa libera.

Ma James Tumusiime, editore del giornale Weekly Observer, ha detto che il risultato del voto della settimana scorsa dovrebbe far riflettere il presidente.

“È piuttosto chiaro che nonostante il presidente e il suo partito abbiano vinto, devono ancora fare molto. Hanno perso molto terreno nel nord e nell'est dell'Uganda, e anche nella regione centrale, anni fa non era così”, ha osservato.

“Se non mettono le cose a posto, tra cinque anni potrebbero scivolare al 49 per cento, e ciò potrebbe non bastare per continuare a governare”.

Perché un candidato alle elezioni presidenziali vinca in Uganda, deve ottenere almeno il 51 per cento dei voti, senza i quali diventa necessario un secondo turno.

L'addetto stampa presidenziale Onapito Ekilomoit ha ammesso che il sostegno per l'NRM si sarebbe indebolito nell'Uganda orientale, e ha aggiunto che la domanda di servizi migliori in questa regione sarebbe stata soddisfatta.

“La popolazione chiede servizi sociali e noi ci stiamo lavorando. Quanto alla popolazione del nord, dobbiamo convincerli che le loro condizioni di vita stanno migliorando”, ha detto.

Secondo Tumusiime, il Forum per il cambiamento democratico, il partito guidato da Besigye, rappresenta una grossa speranza, nonostante la sconfitta del suo candidato.

“Il partito ha appena un anno di vita”, ha affermato. “Per un partito così giovane, aver sostenuto una simile battaglia minacciando da vicino l'NRM, che è al potere da 20 anni, è un risultato notevole. Tra cinque anni sarà una forza con cui dover fare i conti”.

Si stima che la partecipazione alle elezioni sia stata del 70 per cento rispetto ai 10,4 milioni di ugandesi con diritto al voto.

La costituzione del paese è stata modificata l'anno scorso per permettere a Museveni di candidarsi per un terzo mandato, e questo ha comportato una riduzione degli aiuti da parte dei donatori, contrariati dai tentativi del presidente di restare al potere.