RIO DE JANEIRO, 7 febbraio 2006 (IPS) – La seconda Conferenza internazionale sulla Riforma agraria e lo sviluppo
rurale (CIRADR), che si svolgerà questa settimana nella città di Porto
Alegre, nel sud del Brasile, si apre sottolineando il lungo esilio di
queste tematiche. La prima edizione si è tenuta a Roma, 27 anni fa.
Lo scopo è quello di recuperare una “agenda congelata” negli scorsi anni ”dall’egemonia neoliberista, dagli aggiustamenti strutturali che escludevano le politiche pubbliche”, ha detto all’IPS Caio França, consulente speciale del Ministero per lo sviluppo agricolo brasiliano.
La conferenza è promossa dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Agricoltura e l’Alimentazione (FAO), ma ha il timbro brasiliano non solo perché è il paese che la ospita, ma anche per il ruolo avuto dal Brasile nel riscatto di questo tema.
Oltre ad aver avviato un processo di riforma agraria singolare nello scenario mondiale attuale, il Brasile ha dato un nuovo impulso alla lotta contro la fame e la miseria, con programmi nazionali e iniziative internazionali promosse dal presidente Luiz Inácio Lula da Silva.
Il paese promuove dagli anni ’80 la redistribuzione delle terre, che negli ultimi dieci anni ha favorito l’insediamento di oltre 600.000 famiglie in piccole tenute agricole. L’amministrazione Lula ha poi ampliato l’accesso al credito per i piccoli agricoltori e per le loro famiglie, migliorando le condizioni per la loro permanenza nelle campagne, la vendita dei loro prodotti e la loro educazione.
Ma i movimenti contadini giudicano il processo insufficiente e troppo lento, rispetto agli oltre quattro milioni di famiglie rurali senza terra in questo paese di oltre 184 milioni di abitanti.
Questa seconda Conferenza CIRADR nasce grazie ad una “combinazione di fattori favorevoli” e, secondo França, sarà un passo importante verso la “democratizzazione dell’accesso alla terra” e la promozione dello sviluppo rurale. I vertici mondiali sull’alimentazione, lo sviluppo sostenibile, la definizione degli Obiettivi del millennio per il 2015 e le esperienze brasiliane hanno messo al centro dell’agenda internazionale la questione della fame e i problemi ad essa legate, ha segnalato l’esperto.
Molti paesi si sono assunti questo impegno, ma “pochi hanno risposto alla sfida con politiche pubbliche”, ha sostenuto.
Nel mondo ci sono ancora 852 milioni di persone che soffrono la fame, di cui tre quarti nelle zone rurali. La cui sopravvivenza dipende dall’accesso alla terra e da altre risorse naturali, secondo quanto evidenziato dalla FAO nell’illustrare il programma della conferenza, che si è aperta lunedì 6 con la partecipazione del vicepresidente brasiliano José Alencar, e di diversi ministri provenienti da altri paesi. I lavori si concluderanno venerdì 10 marzo.
Dopo tanti anni, la riforma agraria ha acquisito nuove caratteristiche, adeguandosi a diverse situazioni nazionali. Si tratta più in generale di assicurare l’accesso alla terra ai contadini, un problema che colpisce anche i paesi europei e che ha acquisito forza in America Latina, con le mobilitazioni della società civile e le risposte molto diverse dei governi.
La questione è anche strettamente legata alle norme del commercio internazionali, ha proseguito, come hanno “drammaticamente” dimostrato alcune esperienze africane, con i disastrosi cali dei prezzi agricoli, come quelli del cotone.
L’aspettativa, anche per il governo brasiliano, è che questa seconda CIRADS approvi una Dichiarazione e un piano d’azione che “incorporino il meglio delle conferenze mondiali sull’alimentazione e sull’ambiente”, definendo concetti, principi, priorità e direttive per un effettivo sviluppo rurale.
Le cose più importanti, ha dichiarato l’esperto, saranno il monitoraggio, i programmi nazionali e internazionali che si riuscirà a promuovere.
Gli incontri saranno centrati su cinque temi principali: politiche e esperienze che hanno migliorato l’accesso dei più poveri alle risorse; costruzione di competenze locali; nuove opportunità di sviluppo delle comunità rurali; come combinare riforma agraria, giustizia sociale e sviluppo sostenibile; sovranità alimentare.
Vía Campesina, organizzazione mondiale con diversi enti affiliati in Brasile, avrà una forte presenza nella conferenza, insieme ad altri movimenti affini, come la Confederazione brasiliana dei lavoratori dell’agricoltura e la Federazione dei lavoratori nell’agricoltura familiare, entrambe legate ad una centrale sindacale.
Circa 5.000 contadini si riuniranno in un campeggio situato nel parco centrale di Porto Alegre per discutere problemi e richieste, con un incontro parallelo di organizzazioni della società civile. Qui verrà adottata una dichiarazione da presentare al CIRADS giovedì.
Mercoledì 8 marzo, Giornata internazionale della donna, una manifestazione contadina marcerà verso la sede della conferenza, il campus dell’Università cattolica, ha segnalato all’IPS Paulo Facioni, uno dei coordinatori di Vía Campesina nello stato di Río Grande do Sul, di cui è capitale Porto Alegre.
In questa marcia il “simbolo dell’agrobusiness” sarà l’industria della cellulosa, ha riferito, che occupa vaste aree negli stati di Espíritu Santo e Bahia, nel centro-ovest del Brasile, e cerca di avviare grandi progetti a Río Grande do Sul.
La produzione di cellulosa, materia prima della carta, si contrappone alla sovranità alimentare difesa dai contadini. Le imprese acquisiscono immense aree, “sottraendo terra all’agricoltura”, per coltivare alberi esotici come l’eucalipto, ha spiegato.
“Il popolo non mangia l’eucalipto né il legno”, ha sentenziato Facioni, anche dirigente del Movimento dei lavoratori rurali senza terra, che è in testa alle grande mobilitazioni per la riforma agraria in Brasile.
L’iniziativa della FAO di promuovere questo incontro 27 anni dopo il primo è “lodevole”, ma è insoddisfacente il modo in cui affronta i temi agricoli e della sicurezza alimentare, ha proseguito.
Secondo il coordinatore di Vía Campesina, il governo brasiliano non rispetta le promesse di una riforma agraria che trasformi la realtà rurale e la concentrazione della terra nel paese. Ma i dibattiti di Porto Alegre saranno importanti e potranno aprire la strada agli sviluppi di questo processo, ha concluso.

