LONDRA, 10 novembre 2008 (IPS) – Durante l'ultima visita in Gran Bretagna, all’ex segretario di Stato Americano Colin Powell è stato chiesto, con garbo, se pensava che la Gran Bretagna avrebbe potuto offrire ad un nero le stesse opportunità che gli Stati Uniti avevano offerto a lui. Con lo stesso garbo, Powell ha risposto di no.
E adesso che Barack Obama è stato eletto presidente degli Stati Uniti, una domanda comincia a insinuarsi tra le persone di colore e le altre minoranze in Gran Bretagna e un po’ in tutta Europa: è ipotizzabile che, in un futuro immediato, un nero si trasferisca al numero 10 di Downing Street? O all’Eliseo? O che una persona di origine turca possa diventare il Cancelliere tedesco? Tutti direbbero di no, e senza nemmeno troppo garbo.
I tedeschi hanno gradito e applaudito le parole di Obama. Ma in fondo, a pochissimi viene in mente di fare un collegamento tra chi viene eletto negli Stati Uniti e chi potrebbe essere eletto in Germania, in Francia o in altri paesi europei.
In realtà, l’Europa sembra rivolta in tutt’altra direzione. “Al momento, in Europa c’è un’ostilità piuttosto forte contro gli immigrati”, ha detto all’IPS Daniel Joly, direttrice del Centro di ricerca in relazioni etniche della Warwick University. “Si è costruita negli anni – anche come risultato dei discorsi dei politici, piuttosto negativi nei confronti degli immigrati”.
E l’ostilità non si ferma agli immigrati, ha spiegato. “Purtroppo, colpisce anche chi immigrato non è, come i loro figli e nipoti, vittime dello stesso sentimento di ostilità. Questo è il clima generale oggi in paesi come Francia, Germania e Gran Bretagna”.
L’Europa sembra non offrire credibilità né popolare né politica a chi appartiene alle minoranze, osserva Joly. “In Francia non c’è nessuno che provenga dalla comunità nera immigrata in parlamento, né in una posizione di qualche rilievo nei partiti. Perciò non vedo proprio come potrebbero fare carriera in questo campo”.
”In Francia, la situazione non è migliore che in Gran Bretagna, in parte per come è strutturato lo stesso sistema, ma probabilmente anche perché oggi i partiti politici in Francia non hanno integrato nessun membro di origine immigrata. Trovano difficile persino integrare le donne; c’è una percentuale molto bassa di donne che occupano una certa posizione nei partiti, e ovviamente una percentuale molto bassa di donne in parlamento”.
Perciò, che un presidente venga eletto direttamente, come in Francia, o un primo ministro venga eletto da un determinato collegio, come in Gran Bretagna, nessuno farebbe posto a un nero al comando – e neanche all’idea che possa essercene uno.
In Gran Bretagna, un cugino di Powell deve ritenersi fortunato anche solo per il fatto di lavorare sui mezzi di trasporto senza subire abusi o maltrattamenti. Perché mentre gli USA eleggono Obama, la comunità nera in Gran Bretagna deve combattere per i diritti fondamentali al lavoro, all'istruzione, all'alloggio, all'assistenza sanitaria… e la lista è lunga quanto la lista delle cose che chiunque dovrebbe avrebbe la possibilità di fare.
Mentre la recessione colpisce l’economia europea più velocemente di ogni previsione, aumentano i timori che la situazione delle minoranze adesso non potrà che peggiorare. Trevor Phillips, presidente della Commissione parità e diritti umani, ha avvertito questa settimana che il sentimento anti immigrati potrebbe intensificarsi allo stato attuale delle cose.
”Nel prossimo periodo, la migliore difesa contro i pregiudizi razziali sarà fare in modo che a chi risente della loro concorrenza, sia garantito un posto nella società”, ha suggerito. “In questo senso, potrebbero servire le stesse misure speciali già utilizzate per le minoranze etniche”.
”Quello che sta accadendo – ha aggiunto Philips – è che c’è un intero gruppo di persone, di cui un’ampia percentuale di bianchi, che subirà gli effetti della crisi e saranno persone che dovremmo aiutare, soprattutto perché vengono dalla parte sbagliata della città. Dovremo fare qualcosa di speciale per loro. Dovremo aggiungere risorse laddove i giovani non possono competere con le abilità dei migranti”.
In Europa, per tantissima gente che non ha la pelle bianca, arrivare alla fine della giornata è una vera e propria battaglia. Ormai quasi ogni giorno in Gran Bretagna, agenti di polizia appartenenti ad una minoranza – e la polizia dovrebbe garantire la sicurezza per tutti – lamentano episodi di discriminazione razziale. E un nuovo studio del Sainsburys Centre for Mental Health (SCMH) rivela che molte persone nere sono ostacolate dall’ambiente circostante, al punto che rinunciano addirittura all’assistenza medica di cui hanno bisogno.
Le persone con disturbi mentali devono affrontare barriere ancora più insormontabili per trovare e mantenere un lavoro, si legge in un rapporto del centro. “Per i neri queste barriere possono essere particolarmente dure da superare. I servizi di sostegno e di salute mentale devono essere in grado di rispondere positivamente a questa sfida e di offrire un sostegno mirato dove è necessario”, spiega Bob Grove, direttore della sezione lavoro del Sainsbury Centre.
Attualmente, in Gran Bretagna il 63 per cento della popolazione nera ha un’occupazione, di fronte al 72 per cento dei bianchi; e secondo una ricerca, dal 2005 il tasso di occupazione tra i neri resta inferiore al 10 per cento della media nazionale.
E nella settimana in cui si celebrava la vittoria di Obama, un altro studio britannico mostrava che gli studenti neri di origine caraibica sono vittime di razzismo istituzionale nelle scuole anglosassoni, il che può minare in modo drammatico le loro opportunità di carriera accademica.
La ricerca mostra poi che gli insegnanti sottovalutano regolarmente le capacità di alcuni studenti neri. I dati, basati su un sondaggio dell’Università di Warwick che ha esaminato 15mila studenti nel loro percorso educativo, sono in linea con la percezione generale che gli scarsi risultati tra alcuni studenti di colore si aggravano perché gli insegnanti non li ritengono capaci di ottenere buoni risultati.
Non c’è dubbio che tantissime persone di colore negli Stati Uniti sono vittime di segregazione e discriminazione. Ma gli USA hanno assistito a una straordinaria rivoluzione della sfera del possibile; l’Europa è ancora ben lontana da questi risultati, e pochi pensano che potranno mai essere raggiunti.

