ACCRA, 5 luglio 2007 (IPS) – La decisione di un approccio graduale verso un governo panafricano è stato l’esito positivo del vertice annuale dell’Unione africana (UA), conclusosi martedì scorso ad Accra, capitale del Ghana, dove per tutta la serata è proseguito un acceso dibattito sul tema.
Il primo punto in agenda, l’introduzione di un’amministrazione estesa all’intero continente.
Alla guida del gruppo favorevole ad una rapida integrazione politica ed economica c’era il presidente della Libia Muammar Gheddafi, che ha chiesto di mettere al voto la proposta di un governo continentale: “Chiediamo ai capi di stato di realizzare un referendum, così vedranno che tutti i popoli vogliono gli Stati Uniti d’Africa”, ha detto, rivolgendosi ai 30 leader presenti al summit. (L’UA è composta da 53 Stati membri).
Anche la presidente della Liberia Ellen Johnson-Sirleaf ha appoggiato l’immediata costituzione di un governo panafricano, così come il Ciad, l’Etiopia e il Senegal. “L’unità politica è importante per l’Africa. Se restiamo frammentati nei nostri piccoli stati, rimarremo politicamente deboli”, ha detto il capo di stato senegalese Abdoulaye Wade.
Ma la maggioranza dei paesi – tra cui i pesi massimi Sud Africa e Nigeria – è rimasta nel campo dei moderati durante i tre giorni dell’incontro.
Seppure concordando sul fatto che un’Africa unita avrebbe un potere più forte nei negoziati internazionali, il presidente keniano Mwai Kibaki ha sottolineato la necessità di rafforzare prima i raggruppamenti regionali, come la Comunità dell’Africa orientale (EAC), che, secondo Kibaki, formerebbero la struttura portante del governo continentale.
L’EAC ha già avviato l’istituzione di un mercato comune, e si pensa anche ad una federazione politica entro il 2013, che comprenderebbe Kenya, Uganda, Tanzania, Ruanda e Burundi.
Il leader dell’Uganda Yoweri Museveni è stato ancora più cauto: “Insistere sull’integrazione politica a livello continentale porterà a mettere insieme raggruppamenti tra loro incompatibili, il che rischia di creare tensione invece che coesione”, ha detto.
”Questo è vero soprattutto se si riuniscono gruppi che vogliono imporre la propria identità sugli altri. Io non rinuncerei mai in nessun caso alla mia identità”. Il Lesotho ha espresso preoccupazioni analoghe: “La piena integrazione politica presuppone la totale rinuncia della sovranità. Per alcuni di noi, potrebbe essere un obiettivo difficile da raggiungere”, ha osservato Pakalitha Mosisili, primo ministro di questo paese dell’Africa del Sud.
L’UA dovrebbe ora nominare un team che esamini con cura i passi necessari per raggiungere l’integrazione, oltre a definire una scadenza per questo processo. Un rapporto 2006 dell’UA sul governo panafricano, “Un governo dell’Unione africana. Verso gli Stati Uniti d’Africa”, raccomandava un’integrazione graduale, per arrivare ad un’amministrazione continentale entro il 2015.
Ogni singolo stato dovrebbe poi realizzare udienze pubbliche sul tema, per assicurare la partecipazione dei cittadini nel dibattito sull’unità dell’Africa.
La società civile sta comunque già facendo pressioni per dare voce ai cittadini nelle discussioni su un governo panafricano. Un incontro tenutosi a Nairobi il mese scorso, ad esempio, ha raccolto le opinioni dei cittadini per poi presentarle al vertice del Ghana – insieme ai pareri dei cittadini di altri paesi. (si veda l’articolo: 'POLITICS-AFRICA: Continental Government by 2015?' sul sito www.ipsnews.net).
E ancora, ad Accra c’erano anche circa 150 gruppi non governativi in rappresentanza di 30 stati africani, per fare pressioni sull’UA per l’integrazione africana. Hanno chiesto di eliminare le restrizioni sul “Movimento degli africani” in tutto il continente, osservando in un comunicato che la “cittadinanza continentale” è fondamentale per un “governo continentale” (si veda l’articolo: 'POLITICS: “Take The Bull By the Horns And Move Towards a New Country – Africa”' su www.ipsnews.net).
Rivolgendosi ai partecipanti al vertice, José Manuel Barroso – presidente della Commissione europea, braccio esecutivo dell’Unione europea (Ue) – ha annunciato che ogni due anni verrà organizzato un incontro Ue/UA per permettere all’Europa di condividere la propria esperienza di integrazione.
L’idea di un governo dell’UA risale a più di cinquant’anni fa, con la creazione del predecessore dell’Unione, l’Organizzazione dell’Unità Africana: un raggruppamento formato nel 1963, a cui nel 2002 è subentrata l’Unione africana.

