SALUTE-EL SALVADOR: Test dell’Aids gratuito, e poi?

SAN SALVADOR, 7 luglio 2007 (IPS) – Mentre le autorità sanitarie di El Salvador hanno lanciato la campagna “Fai il test: positivo o negativo siamo tutti esseri umani di fronte all’Aids”, le persone affette dal virus lamentano mancanza di farmaci e discriminazione, anche da parte dei medici della sanità pubblica.

Il Ministero della salute pubblica e l’Istituto della sicurezza sociale di El Salvador riferiscono di avere effettuato il test dell’Aids ad almeno 40.000 persone, in ospedali pubblici e centri sanitari, nei parchi e nei centri commerciali, il 27 giugno scorso, dichiarata giornata nazionale del test dell’Hiv.

Ma secondo gli esperti intervistati dall’IPS, la campagna del governo, partita alla fine di giugno, punta soltanto a migliorare l’immagine internazionale del paese e ad attirare l’attenzione dei media, mentre il numero dei casi continua ad aumentare.

Il 27 giugno, si sono formate lunghe code di persone in attesa di sottoporsi al test gratuito dell’Hiv/Aids nella Plaza Cívica, una piazza affollata della capitale, mentre la polizia manteneva l’ordine. María Rodríguez, di 52 anni, aspettava sotto il caldo sole di mezzogiorno ”È una cosa positiva, perché alcune persone vorrebbero fare il test ma non possono permetterselo”, ha commentato Rodríguez. Jeannette Alvarado, rappresentante sanitaria locale della rete internazionale “Social Watch”, ha detto all’IPS che il Ministero della sanità pubblica ha usato la giornata nazionale come una mossa propagandistica.

”Vogliono far vedere che sono all’altezza degli Obiettivi di sviluppo del millennio (MDG), che le condizioni di vita nel paese stanno migliorando, che le politiche sanitarie funzionano”, ha detto Alvarado, che lavora con la Fundación Maquilishuat (FUMA), un’organizzazione non governativa impegnata nell’assistenza sanitaria.

Nel settembre 2000, i 189 stati membri delle Nazioni Unite hanno adottato gli otto MDG, che comprendono la lotta contro Hiv/Aids, malaria e altre malattie. La trentenne Silvia (nome fittizio) e i suoi due figli, di 10 e sette anni, hanno contratto l’Hiv e devono affrontare continue discriminazioni, anche dai dottori che le assistono.

”Le cure che ci danno sono piuttosto scarse. Non ci fanno i controlli completi di cui abbiamo bisogno. È come se i medici avessero paura di toccarci. Ho cambiato dottori a causa di questo problema”, ha raccontato Silvia, che è risultata positiva al test dell’Hiv 11 anni fa, e ha chiesto di rimanere anonima per timore di maggiori discriminazioni.

Per di più, ha riferito, nei centri sanitari c’è carenza di farmaci antiretrovirali, e di attrezzature per valutare l’evoluzione delle infezioni da Hiv.

La donna riferisce di aver sentito dire addirittura: “Perché dar loro le medicine se in ogni caso moriranno”.

Dal 1984, quando è stato diagnosticato il primo caso di Aids in El Salvador, al febbraio 2007, sono stati riportati 18.282 casi, secondo Elina Miranda, coordinatrice del Fondo globale contro Aids, tubercolosi e malaria.

Secondo il Ministero della salute pubblica, in questo paese centroamericano sono morte fino ad oggi 318 persone a causa dell’Aids.

Miranda ha spiegato all’IPS che le relazioni eterosessuali sono la causa principale dell’infezione, responsabili del 79 per cento dei casi, mentre vengono colpite sempre più donne. Nel 1991, il rapporto era di 3,2 uomini con l’Hiv ogni 7,1 donne, rispetto a 1,7 contro 1 nel 2006.

Ma ne El Salvador, la percentuale di mancato monitoraggio è del 60 per cento, per l’assenza di un valido sistema epidemiologico, secondo Miranda.

Il rapporto 2006 del Programma delle Nazioni Unite per Hiv e Aids (Unaids) riferisce che nonostante i dati incompleti, le statistiche disponibili sull’Hiv indicano che l’epidemia in Centro America sta crescendo, con alcuni tra i più alti tassi in America Latina.

I dati del Ministero della salute pubblica mostrano che in Honduras sono stati registrati 20.283 casi nel 2004, e 10.306 in Guatemala nel 2006.

Tra 39 e 47 milioni di persone vivono con l’Hiv in tutto il mondo, di cui 1,7 milioni in America Latina, secondo i dati dell’Onu.

Secondo Alvarado, la gestione irregolare dei fondi contro l’Aids ha creato difficoltà sia in termini di affidabilità nel monitoraggio del numero di casi, sia nell’accesso ai finanziamenti internazionali per i farmaci antiretrovirali.

”Questi indicatori (presentati dal governo) puntano a creare un’immagine che non è quella reale, e questo significa che non vengono prese le necessarie precauzioni”, ha commentato Alvarado.

Mario Orellana, rappresentante dell’organizzazione non governativa Prevensida, che partecipa alla campagna “Fai il test”, ritiene che lo sforzo del governo abbia diversi difetti.

”È necessario un maggiore monitoraggio, oltre a maggiori sforzi di sensibilizzazione e campagne per migliorare la consapevolezza del problema”, ha spiegato Orellana.