SALUTE-USA: Sopravvivere alla guerra, morire lentamente a casa

LOS ANGELES, 14 giugno 2007 (IPS) – Il centro per i veterani americani U.S. Vets Westside Residence Hall è una massiccia struttura di otto piani a pochi isolati dall’aeroporto internazionale di Los Angeles. È il principale centro di accoglienza e di lavoro per i veterani senzatetto del paese, che ogni anno ospita 700 persone.

Michael Hall è una delle persone che vive lì. Sergente maggiore dell’esercito, di 31 anni, si è arruolato subito dopo il liceo come esperto tecnico meccanico di armi ed equipaggiamento pesante in Bosnia, Cuba, Kuwait e Afghanistan, prima di essere ferito gravemente in Iraq nel 2003.

“Sono stato colpito da una granata con propulsione a razzo”, ha raccontato all’IPS Hall, zoppicando verso la sala ricreativa al pianoterra dell’edificio. “Ho subito uno schiacciamento della colonna vertebrale. Prima ero alto un metro e novantacinque; adesso sono uno e novanta”.

”Sono stato colpito attraverso un muro”, ha aggiunto, quasi soprapensiero.

L’amministrazione del governo federale per i veterani ha riconosciuto a Hall un’invalidità del 100 per cento. Cammina con difficoltà, trascinando la gamba ad ogni passo. Soffre anche di disturbi mentali – disordini bipolari e disordini da stress post-traumatico – che non aveva prima di andare in Iraq.

Hall ha spiegato che in realtà i suoi problemi si sono manifestati al ritorno negli Stati Uniti, quando ha cominciato a prendere metanfetamine per alleviare il dolore.

”Ho conosciuto moltissime persone che sono state uccise in Iraq”, ha raccontato, “il dolore di perdere persone care sul campo di battaglia, il dolore di non poter essere con i miei figli, di non sapere come vivere nella società civile dopo tanti anni passati nell’esercito – ho sotterrato tutte queste cose nel profondo dentro di me, perché pensavo di essere un vero duro. Ma quando passava l’effetto delle metanfetamine, mi sentivo di nuovo così. Non importa cosa facessi o quanto fumassi; i risultati erano gli stessi. Era la follia più totale”.

Hall ha quattro figli, di sette, quattro, due e un anno. Ma il suo stato dopo essere stato congedato lo ha tenuto lontano da loro. Oltre a fare uso di droghe, ha anche cominciato a venderle. Dopo aver lasciato l’esercito nel 2003, è stato rinchiuso in una prigione federale in Oklahoma per violazione di domicilio e occupazione illecita, oltre a diversi altri problemi con la legge. Dopo tre anni, ha toccato il fondo – diventando uno dei 27.000 veterani senzatetto per le strade di Los Angeles.

Dwight Radcliff è capo ufficiale operativo della U.S. Vets, una partnership fondata nel 1993 per accogliere i veterani senzatetto. Ha spiegato all’IPS che la sua organizzazione sta entrando sempre più in contatto con veterani senzatetto relativamente giovani coinvolti in reati legati alla custodia dei figli.

“È un segno dei tempi”, ha detto. “Adesso si è molto più liberi anche rispetto agli anni ’70. Perciò non è strano vedere un veterano di 23 anni con dei figli, che non va d’accordo con il genitore cui è affidata la custodia, che invece avrebbe bisogno di sostegno e di un aiuto per far funzionare tutto il sistema”.

Radcliff ha aggiunto che proprio la presenza dei figli potrebbe motivare un veterano ad uscire dalla strada e ad abbandonare la droga. Per esempio, la U.S. Vets ha aiutato l’ex sergente maggiore Michael Hall ad ottenere la custodia dei figli dopo aver smesso di assumere metanfetamine. Al momento, i figli vivono con i genitori di Hall finché lui non troverà un posto in cui vivere stabilmente.

“Questi sono ragazzi che di solito passano direttamente dall’esercito alla strada”, ha aggiunto Rachel Feldstein, direttrice associata di New Directions, un centro di assistenza residenziale all’interno del complesso VA nella parte ovest di Los Angeles. La donna ha spiegato che i veterani della guerra in Iraq finiscono per strada molto prima dei veterani del Vietnam.

Circa la metà dei circa 400.000 veterani senzatetto hanno prestato servizio nella guerra del Vietnam, e secondo Feldstein la maggior parte di questi non è finita per strada fino a 9-12 anni dopo il congedo.

Invece, ha proseguito, i veterani della guerra in Iraq stanno già vivendo per le strade di Los Angeles; sono fortemente dipendenti dalle droghe, e manifestano comportamenti criminali.

È difficile avere stime precise del numero dei veterani della guerra in Iraq senzatetto. Nel giugno 2005, la Coalizione nazionale per i veterani senzatetto ha calcolato che i veterani delle operazioni Iraqi Freedom e Enduring Freedom (Afghanistan) che cercano aiuto presso i servizi locali di assistenza ai senzatetto sarebbero più di 400.

Il gruppo Veterans for America, in passato Fondazione per i veterani americani del Vietnam, stima che 10.000 veterani dell’Iraq e Afghanistan vivrebbero oggi per strada.

Negli ultimi quattro anni, sedici veterani della guerra in Iraq sono entrati nei centri residenziali di riabilitazione dalla droga presso la New Directions. Quasi tutti sono stati indirizzati a questo programma con una sentenza alternativa seguita ad una condanna per crimine.

“La cosa singolare degli uomini e delle donne che tornano dall’Iraq e dall’Afghanistan è che non sono in grado di reintegrarsi nella loro famiglia”, ha detto Feldstein. “Hanno visto cose orribili; sono stati in luoghi orribili, e le loro famiglie non riescono a relazionarsi con loro. Così diventi un senzatetto nell’ultimo posto in cui hai vissuto”.

Gli attivisti, preoccupati per l’aumento del numero di veterani senzatetto, chiedono maggiori investimenti federali in servizi sociali e alloggi accessibili. Tra i problemi più preoccupanti, l’attesa per l’assistenza sanitaria per la salute mentale, per la quale si può aspettare addirittura sei mesi. Un recente studio della Harvard's Kennedy School of Government ha calcolato che al termine delle guerre in Iraq e Afghanistan, ci saranno almeno due milioni e mezzo di veterani. Per questo, conclude lo studio di Harvard, il Congresso dovrà raddoppiare il budget del VA, per evitare un taglio nei servizi.