BERLINO, 28 maggio 2007 (IPS) – A meno di due settimane dal vertice di quest’anno dei capi di stato e di governo degli otto paesi più industrializzati (G8), il rispetto per i diritti dei manifestanti e l’adempimento delle promesse di aiuti economici del gruppo sono al centro dei preparativi.
Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha assicurato la scorsa settimana che il G8 farà onore alle tante promesse fatte all’Africa. “Dobbiamo dimostrare la nostra credibilità e affidabilità”, ha detto all’ottavo meeting del Forum Africa Partnership, a Berlino.
Nel forum, lanciato dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), Banca mondiale, e paesi africani fondatori della Nuova Partnership per lo sviluppo dell’Africa (Nepad), si è discusso degli aspetti politici, economici e sociali dello sviluppo.
Ma la Merkel non è riuscita a garantire che il G8 raddoppierà gli aiuti all’Africa entro il 2010, come promesso al vertice 2005 del gruppo a Gleneagles, in Scozia.
Invece, ha evidenziato le opportunità di investimenti privati che stanno nascendo in Africa. “Chiunque consideri l’Africa come una sede di investimenti oggi, ne raccoglierà i frutti domani”, ha detto Merkel alla conferenza, specificando che “l’Africa è un continente con un incredibile potenziale di sviluppo”.
Il G8 (formato da Gran Bretagna, Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Russia e Stati Uniti), si riunirà il 6-8 giugno nella cittadina baltica di Heiligendamm. Oltre agli aiuti per l’Africa, il gruppo ha incluso tra i punti in agenda la stabilità dei mercati finanziari internazionali, il sistema di scambi internazionali, e la politica ambientale mondiale per combattere il riscaldamento globale.
In vista dell’incontro del Forum Africa Partnership, i ministri delle finanze e dell’economia del G8 si erano incontrati il 19 maggio a Potsdam, 20 chilometri a sud di Berlino, un incontro chiuso con una dichiarazione congiunta: “Ribadiamo il nostro impegno ad adempiere alle nostre responsabilità di donatori, e in particolare l’importanza di tener fede ai nostri impegni sugli aiuti” verso l’Africa.
Ma secondo la bozza di dichiarazione congiunta redatta dal governo tedesco per il vertice di Heiligendamm, il G8 si impegnerà ad aumentare gli aiuti pubblici allo sviluppo all’Africa fino a 25 miliardi di dollari all’anno entro il 2010 – molto meno dei 67 miliardi all’anno promessi a Gleenagles nel 2005.
E nella bozza non vengono nemmeno definiti i dettagli su come questi aiuti dovranno essere avviati. Su uno dei paragrafi del documento, che invita l’OCSE a proporre delle modalità specifiche per adempiere alle promesse, i rappresentanti del G8 hanno aperto un controverso dibattito, che potrebbe portare ad eliminare questa parte dalla versione finale, secondo quanto dichiarato da una fonte locale all’IPS.
Formulazioni tanto vaghe hanno portato analisti e osservatori a criticare il G8 per avere ancora una volta dimenticato i loro stessi impegni verso l’Africa.
“I ministri delle finanze del G8 hanno manifestato una amnesia collettiva, decidendo di dimenticare le loro promesse all’Africa”, ha detto Max Lawson di Oxfam International, presente a Potsdam il 19 maggio.
“Il cancelliere Merkel ha solo pochi giorni per dimostrare una vera leadership, richiamare gli altri leader per le scarse iniziative, evitando l’imbarazzo agli occhi del mondo e di negare una speranza a milioni di persone. Il G8 tedesco non dovrà essere ricordato come il vertice della vergogna”, ha aggiunto Lawson.
Nel frattempo, si è aperto un altro intenso dibattito intorno al summit del G8: quello del diritto delle organizzazioni pacifiche no-global di manifestare contro le politiche ufficiali dei paesi più ricchi del pianeta.
Il governo tedesco sta attivando tutta una serie di misure per impedire ai protestanti provenienti da tutto il mondo di disturbare l’incontro di Heiligendamm, e alcune sfiorano addirittura il ridicolo, secondo alcuni osservatori.
Oltre ad aver accusato formalmente i piccoli gruppi tedeschi di sinistra di formare una “rete terroristica” per fermare il vertice del G8, facendo irruzione nelle abitazioni private e negli uffici degli attivisti per sequestrare computer, telefoni cellulari e interrompere le connessioni Internet, e dopo aver ripristinato i controlli dei passaporti lungo le frontiere europee altrimenti aperte, il governo tedesco ha annunciato che potrebbe anche servirsi di un altro metodo per fermare i protestanti: cani addestrati a riconoscere gli odori dei corpi dei singoli attivisti, per individuarli tra la folla dei manifestanti ed arrestarli.
Il ministro dell’interno Wolfgang Schaeuble ha definito l’uso di cani addestrati per identificare i “criminali sospetti” tramite i loro oggetti personali “una risorsa che merita di essere applicata in alcuni casi specifici”.
Ma l’annuncio ha scatenato un’ondata di proteste tra i gruppi per i diritti umani, e persino tra alcuni rappresentanti del governo.
Barbara Lochbihler, a capo dell’ufficio tedesco di Amnesty International, ha sottolineato che “il diritto di manifestare è un diritto umano molto importante. Per uno stato democratico che rispetti la legge, è indegno che il governo contempli di utilizzare informazioni intime dei cittadini a scopi politici”.
Lochbihler ha paragonato questi metodi a quelli usati dalla polizia segreta della vecchia Repubblica Democratica tedesca ex comunista, nota come la Stasi.
Un paragone analogo era stato avanzato anche dall’ex presidente del parlamento tedesco, il deputato social-democratico Wolfgang Thierse. “Esorto le autorità ad evitare di cadere nell’isteria della polizia tipica della Stasi”, aveva dichiarato in un’intervista Thierse, che era un ministro della chiesa e un attivista per i diritti umani nella Germania dell’Est.
Lochbihler ha poi lamentato che il governo starebbe pensando di costruire prigioni temporanee all’aperto, e impedire agli attivisti stranieri di entrare in Germania. “Simili misure ricordano quelle usate dal governo italiano di Silvio Berlusconi prima del vertice del G8 di Genova, nel 2001”, ha ricordato.
Il vertice di Genova è diventato un punto di riferimento nella storia del G8, per i violenti scontri che scoppiarono in quell’occasione tra i dimostranti e la polizia italiana e che portarono all’uccisione dell’attivista 23enne Carlo Giuliani, per mano di un agente di polizia.
I gruppo no-global tedeschi prevedono un afflusso di circa 100.000 manifestanti provenienti da tutta Europa per partecipare alle proteste contro il G8.
Ma anche se i dimostranti riusciranno ad entrare in Germania, resteranno comunque lontani da Heiligendamm, dato che il governo tedesco ha costruito una recinzione di cemento e filo spinato lunga 12 chilometri, per un costo di 17 milioni di dollari, che circonda l’intera area del summit.
In totale, saranno 16.000 agenti di polizia e oltre 1.100 soldati a sorvegliare l’area, per tenere i dimostranti a diversi chilometri di distanza dalla sede dell’incontro, oltre a nove navi della marina militare che pattuglieranno le acque al largo di Heiligendamm.

