CARACAS, 24 gennaio 2006 (IPS) – Circa 100.000 attivisti della società civile provenienti dalle Americhe e dal resto del mondo sono arrivati nella capitale venezuelana, per condannare la guerra e l’imperialismo, e dare il proprio appoggio – sebbene non incondizionato – ai cambiamenti introdotti in questo paese dal presidente Hugo Chávez.
Il sesto Forum Sociale Mondiale (FSM), anziché in un unico luogo come nelle precedenti cinque edizioni, si svolge quest’anno in diverse località. Oltre al forum delle Americhe che si tiene a Caracas dal 24 al 29 gennaio, c’è stato il forum africano a Bamako, in Mali, dal 19 al 23 gennaio, e quello asiatico, che avrà luogo nella capitale pakistana Karachi a marzo.
In Venezuela, il FSM “si confronterà con un processo di trasformazione che ha inglobato alcune delle politiche dei movimenti di massa in questo continente e in altre regioni. La gente partecipa al forum per parlare e discutere, ma anche per guardare e imparare”, ha detto all’IPS Carlos Torres, dell’organizzazione non governativa canadese Alternatives.
Il governo venezuelano sta portando avanti la riforma agraria, redistribuendo la terra governativa e grandi proprietà private. Ha avviato programmi di alfabetizzazione di massa e di istruzione per gli adulti, e istituito centri sanitari di base in tutto il paese – molti dei quali con medici cubani. Inoltre, in tutta la nazione sono stati disposti centri di distribuzione degli aiuti alimentari.
Quanto alle relazioni estere, Chávez si oppone duramente al governo Usa e al presidente Bush, ed è critico nei confronti dell’invasione in Iraq condotta dagli Stati Uniti. Difende i prezzi elevati del petrolio e lavora per rafforzare l’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (OPEC). Con le politiche di Chávez, il Venezuela rifornisce di carburante i paesi dei Caraibi e dell’America Latina a condizioni preferenziali, come forma di cooperazione.
”Ovviamente il forum non è né apolitico, né antipolitico. È piuttosto un incontro politico di organizzazioni sociali che hanno la loro personale visione del mondo”, ha detto all’IPS Edgardo Lander, del Consiglio latino-americano per le scienze sociali, co-organizzatore del FSM.
Quando lo scorso anno, durante il quinto FSM a Porto Alegre, città del Brasile meridionale, era stato proposto il Venezuela per l’incontro successivo, c’era un po’ di preoccupazione per la potenziale “Chávezazione” dell’evento, a causa della forte personalità del presidente ospite, ma soprattutto per il suo dinamismo, dato che vorrebbe essere rieletto a dicembre. Anche il suo atteggiamento di sfida verso Washington e la creazione di alleanze latino-americane usando il petrolio venezuelano sono tra i motivi di preoccupazione.
”Nonostante questa sia per Chávez un’opportunità di dimostrare il proprio operato a migliaia di attivisti sociali di tutto il mondo, molti dei partecipanti al FSM hanno un’ottica progressista della società, e sono interessati sia a osservare che a discutere“ ha detto in un’intervista con l’IPS Francisco Iturraspe, dell’Associazione latino-americana degli avvocati del lavoro.
Il Consiglio emisferico per il FSM ha incontrato Chávez un anno fa, ha ricordato Lander, e “gli abbiamo spiegato la natura del forum, nel senso di auto-gestito e non-paternalista, e soprattutto non bolivariano (come si definisce il presidente) o chavista, e lui ha acconsentito”.
La carta dei principi del FSM lo definisce un’entità non governativa e apartitica.
Jacobo Torres, del sindacato Fuerza Bolivariana de Trabajadores (FBT), ha detto all’IPS che per fugare ogni dubbio, Chávez parteciperà al FSM fuori dal programma ufficiale. La sera del 25 gennaio, il presidente sarà presente a una manifestazione, dove sono invitati anche i lavoratori del Movimento dei senza terra (MST) brasiliano e del movimento internazionale dei contadini Via Campesina.
L’ultimo giorno del forum ci sarà inoltre un incontro tra Chávez e i leader dell’Assemblea mondiale delle organizzazioni sociali, un’iniziativa del FSM in alternativa al Forum economico mondiale, meeting delle elite economiche che si svolge annualmente a Davos, località delle alpi svizzere.
Lander ha tuttavia sottolineato che il FSM si riconosceva originariamente come parte della società civile, “qualcosa di nuovo, buono, incontaminato dalle politiche tradizionali, percepite come piuttosto immorali. Tuttavia, quando le assi tematiche del sesto Forum sono state decise, la maggior parte delle attività effettivamente comprendevano il dibattito politico”.
Il primo argomento è “Potere, politica e lotta per l’emancipazione sociale”, con discussioni su stati, partiti politici e movimenti sociali, come la resistenza pratica contro la dominazione e la violenza politica.
Il secondo è “Strategie imperiali e resistenza delle popolazioni”, con temi che vanno dall’espansione militare imperialista al terrorismo e al libero commercio.
In “Risorse e diritti per la vita: alternative al modello predatore di civilizzazione”, sono previste discussioni su capitalismo, privatizzazione delle risorse, riscaldamento globale, desertificazione e diritto alla salute.
Il quarto asse è “Diversità, identità e visioni mondiali in movimento”, ovvero, popolazioni, nazioni indigene e afro-discendenti, dialogo tra le religioni, identità di genere e differenza sessuale.
Il quinto tema è “Lavoro, sfruttamento e riproduzione della vita”, e riguarda la crescente precarietà del lavoro, e l’esclusione, disuguaglianza e povertà.
Vi è infine “Comunicazione, cultura e istruzione: dinamiche alternative e di democratizzazione“, sul diritto alla comunicazione, all’appropriazione sociale della tecnologia, e alla produzione artistica contro quella egemonica.
Oltre a Chávez, è atteso al forum di Caracas un altro presidente, il brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva. Il FSM è nato in Brasile, nella città di Porto Alegre che ha ospitato l’evento per quattro dei primi cinque anni; Lula ha definito questo conclave sociale una “fiera ideologica”.
Lander non è d’accordo, perché “malgrado (il FSM) riunisca organizzazioni con idee differenti, esiste una continuità nelle sue campagne ed è un luogo dove si possono creare delle reti, come quelle che si oppongono all’Area di libero commercio delle Americhe, alla guerra in Iraq, alle politiche dell’Organizzazione mondiale del commercio, a al debito estero”.
Tutte queste reti “hanno un posto privilegiato nel forum, per valutare il lavoro fatto, analizzare le circostanze attuali e mettere in pratica i loro progetti. Il FSM non serve solo allo scambio di esperienze, attraverso l’incontro tra persone diverse e l’apologia della vita”, ha affermato Lander.
Quasi 2000 attività registrate al FSM delle Americhe avranno luogo in circa 250 sale congresso, tende e spazi aperti nel “territorio del forum “, che in realtà consiste in quattro spazi pubblici di Caracas. L’area centrale della città ospita milioni di persone.
Fuori Caracas ci sarà un Campo giovani, e gli organizzatori chiedono ai cittadini di offrire alloggio a basso costo nelle case, in nome della solidarietà. Sperano che la chiusura dell’autostrada che collega la capitale all’aeroporto, causata dal crollo di un ponte, non scoraggerà i partecipanti che vengono da fuori.
”Ci aspettiamo l’arrivo in aereo di circa 30.000 partecipanti stranieri, e di altri 30.000 via terra, dal Brasile e dalla Colombia”, ha dichiarato Zuraima Martínez, altra organizzatrice del forum.
Le delegazioni più grandi saranno quelle di Venezuela, Brasile e Colombia; quest’ultima è “di nostro interesse per la natura anti-imperialista del forum”, ha detto Carlos Torres.
Qual è il collegamento tra la Colombia e la posizione anti-imperialista? Il Plan Colombia (contro il traffico di droga e le insurrezioni) funziona proprio come una rotella nell’ingranaggio dell’impero”, ha spiegato Lander, facendo riferimento alla notevole copertura finanziaria e militare degli Stati Uniti.
”Alcuni vedono il presidente (colombiano) Álvaro Uribe come lo Sharon latino-americano, esecutore o portavoce – con il presidente messicano Vicente Fox – della politica imperialista”, ha dichiarato.
”La nostra idea è dimostrare che in questi conflitti di interesse, le relazioni dirette tra le popolazioni dei diversi paesi sono importanti. Rispetto a queste relazioni tra le persone, gli stessi stati sono spesso delle comparse”, ha aggiunto Lander.

