MEDIA: Buone speranze per l’informazione non allineata

KUALA LUMPUR, 27 novembre 2005 (IPS) – Le speranze per una Rete di informazione non allineata (NNN, Non-aligned News Network) si sono riaccese grazie all’incontro ministeriale dei paesi non allineati svoltosi la scorsa settimana a Kuala Lumpur. Tuttavia, gli ostacoli sono molto diversi da quelli incontrati quando l’idea era stata proposta per la prima volta, nei giorni violenti prima della caduta dell’impero sovietico.

Oggi, i vantaggi includono una tecnologia in movimento, come internet, maggior benessere nei paesi non allineati e una necessità compresa dai più di un mondo multipolare con voci indipendenti, soprattutto dopo la disastrosa guerra in Iraq.

Politicamente, martedì è stata approvata la “Dichiarazione di Kuala Lumpur sulla cooperazione NAM (Non-Aligned Movement) nell’informazione e nella comunicazione” — stranamente simile all’antica richiesta di un Nuovo ordine mondiale dell’informazione e della comunicazione (NWICO, New World Information and Communication Order) — che ha già messo le basi per la creazione di una NNN, finanziata e sostenuta dalla Malesia e dalla sua agenzia di stampa Bernama.

Bernama ospiterà la NNN nella sua sede centrale di Kuala Lumpur, mentre la Malesia, attualmente presidente del Movimento dei non allineati (NAM) composto da 114 paesi, ha chiesto una somma di denaro non precisata per aiutare il movimento a rialzarsi da terra.

”Ogni paese dovrebbe avere il diritto e la libertà di raccontare la propria storia dal proprio punto di vista, e i mezzi per farlo”, ha dichiarato il primo ministro malese Abdullah Badawi, in un importante discorso pronunciato alla conferenza di due giorni, cui hanno partecipato 70 paesi membri.

Basata sul tema “Far progredire la cooperazione nell’informazione e comunicazione per un NAM più dinamico”, la conferenza è stata convocata nove anni dopo il quinto meeting dei ministri dell’informazione, tenutosi ad Abuja, Nigeria, nel 1996.

La Malesia ha ospitato nel 2003 la XIII Conferenza dei capi di stato e di governo dei paesi non allineati e considera il progetto NNN un contributo alla rinascita del movimento, dopo che il crollo dell’Unione Sovietica aveva determinato una crisi d’identità in un’organizzazione nata negli anni ’50 come baluardo contro le pressioni dell’allora mondo bipolare. L’istituzione della NNN prevede, con l’aiuto del governo malese, l’installazione di un server e di altre apparecchiature di partenza. I servizi di informazione estera e la struttura di Bernama, con la sua esperienza nella gestione di questi siti web e di accordi multilaterali per lo scambio di informazioni, collaboreranno all’avvio delle attività. L’agenzia offre anche il suo centro fotografico digitale, con una base dati di più di due milioni di foto.

”Le risorse di molte organizzazioni più piccole possono essere condivise e raggruppate, creando una fonte giornalistica dinamica alternativa ai giganti dell’informazione“, informa la dichiarazione.

Il documento include molta della retorica anni ’70 e dei primi anni ‘80, all’apice della campagna del NAM all’Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura (UNESCO) in favore di un NWICO, campagna effettivamente boicottata nel 1984 dal ritiro di Stati Uniti e Gran Bretagna dall’agenzia Onu, privata così di un terzo del suo budget.

Una volta avviato e reso funzionante il sito web della NNN, qualsiasi agenzia di stampa o giornale accreditato dei paesi NAM potrà caricare 24 ore su 24 articoli e immagini sul sito, oppure scaricare e stampare servizi altrui presenti sul sito, con l’obbligo di citarne la fonte.

Una volta a regime, il sito potrebbe avere fino a 300 articoli al giorno disponibili per la pubblicazione.

Bernama nominerà, per NNN, un direttore con almeno 20 anni di esperienza, tre redattori regionali e un consiglio direttivo scelto tra i paesi NAM.

Mentre le disuguaglianze dei media e dello scambio di informazioni tra Nord e Sud oggi potrebbero essere peggiori che durante i giorni della Guerra fredda, i membri del NAM ritengono che un NWICO adesso ha maggiori possibilità di successo, perché molti paesi in via di sviluppo possono dare vita ad uno scambio più giusto, se esiste la volontà politica tra gli stati membri.

Di fatto, questo è esattamente ciò che la Malesia propone offrendosi di ospitare e finanziare la maggior parte dell’infrastruttura NNN e soprintendendo l’intervento per un NWICO, attraverso l’utilizzo di Internet per la divulgazione delle notizie.

”Sarà una rete di informazione focalizzata sui nostri paesi visti dai nostri stessi occhi”, ha dichiarato Abdul Kadir Shiekh Fadzir, ministro dell’informazione malese, aggiungendo: “Non possiamo sempre accusare l’occidente. Qualche volta la verità può sembrare dolorosa per noi, ma dobbiamo fondare un’agenzia di stampa credibile, così alla fine anche l’occidente si rivolgerà a noi per avere notizie attendibili su di noi e viste dal nostro punto di vista“.

Un tentativo precedente di creare un Gruppo di agenzie di stampa non allineate (NANAP, Non-Aligned News Agencies Pool), era stato avviato dall’India negli anni ’80, in seguito sostituita dall’Iran, ma venne fermato negli anni ‘90, quando l’occidente spostò la propria attenzione dall’esigenza di arginare il comunismo a quella di controllare il crescente fondamentalismo islamico.

Morteza Granghadt, redattore per l’Asia del Pacifico dell’agenzia di stampa della Repubblica islamica dell’Iran, ha detto all’IPS che all’inizio degli anni ‘90, dopo la caduta dell’Unione Sovietica, molti membri del NAM avevano perso interesse per un’agenzia di stampa alternativa.

Tuttavia, oggi, vedendo come “i media occidentali hanno dichiarato guerra ai paesi in via di sviluppo attraverso l’informazione”, ci si è dovuti convincere che lo scambio di informazioni non può essere lasciato al controllo di un pugno di paesi potenti dell’occidente, ha proseguito il giornalista. “NNN è un buon esempio di come si può usare la tecnologia dell’informazione per rispondere a questa minaccia“.

Ministri dell’informazione e delegati provenienti da diversi paesi hanno espresso opinioni simili.

”La disinformazione è un terrorismo continuo e silenzioso”, ha denunciato Ernesto Lopez Dominguez, presidente dell’Istituto cubano per la radio e la televisione. “Autorizza il genocidio mentale, perché priva il popolo di idee e argomenti su questioni cruciali per la loro stessa esistenza“.

La disinformazione può provocare l’alienazione e creare un nemico fasullo, e “sotto quella truffa”, ha aggiunto, si possono perpetrare “atti atroci, come la distruzione e il saccheggio della terra, complotti o colpi di stato, sovversione, interferenza negli affari interni degli stati, guerre e conquiste”.

Questo concetto è condiviso dal ministro siriano dell’informazione Mahdi Dakhlallah, il quale ha dichiarato che, con tutti i rapporti negativi dei media occidentali sul suo paese, “non ci sorprenderemo se la Siria verrà accusata dello tsunami in Asia, del terremoto in Pakistan e persino dell’influenza aviaria”.

Interrogato sulla necessità di sensibilizzare i redattori nelle sale stampa dei paesi in via di sviluppo, perché nei loro giornali venga dato più spazio a pareri alternativi a quelli delle agenzie d’informazione occidentali, Fadzir ha risposto che il progetto NNN dovrebbe organizzare all’uopo seminari e convegni regionali.

”Abbiamo bisogno di un cambiamento di paradigma”, ha assicurato il ministro sud-africano delle comunicazioni Ivy Matsepe, la quale ritiene che le istituzioni per l’istruzione superiore dei paesi NAM devono guardare più da vicino i loro piani di studio, in modo che i futuri giornalisti useranno criteri meno centrati sull’occidente nel loro modo di valutare le notizie. “Questo è fondamentale per il successo di un progetto come la NNN”, ha concluso.