POLITICA: Critiche al piano di riforma dell’Onu

NAZIONI UNITE, 19 novembre 2005 (IPS) – Il gruppo dei 77, composto da 132 membri – la più grande coalizione di nazioni in via di sviluppo – si avvia a un chiarimento politico con il Segretariato delle Nazioni Unite (Onu), riguardo le sue proposte di rinnovare l’infrastruttura amministrativa di questo tormentato organismo mondiale.

Nell’ambito di una riforma dell’Onu voluta principalmente dagli Usa, dopo l’accusa di cattiva amministrazione dell’oramai defunto programma “Oil for food” del valore di 68 miliardi di dollari, il Segretario generale Kofi Annan ha proposto la creazione di un nuovo Ufficio etico e di una Commissione indipendente di controllo, destinati principalmente a impedire truffe e corruzione nel sistema. Annan ha anche in programma di istituire un Gruppo per lo stato di diritto all’interno del Segretariato, oltre a voler rivedere il ruolo di diverse commissioni e organismi Onu, la cui utilità o i cui mandati originari potrebbero essere scaduti. Tuttavia, il presidente del Gruppo dei 77, parlando a nome dei 132 paesi in via di sviluppo e della Cina, ha messo in dubbio la necessità di nuovi livelli burocratici.

Stafford Neil, ambasciatore della Giamaica, ha anche implicitamente accusato il Segretariato di cercare di eludere, nell’esercizio della riforma proposta, la Quinta Commissione Onu, che si occupa di questioni amministrative e finanziarie, e il Comitato consultivo sulle questioni amministrative e finanziarie (ACABQ).

Si tratta delle due commissioni più potenti nell’organismo mondiale perché hanno un mandato su tutte le questioni finanziarie, con facoltà di decidere quali programmi devono o meno sopravvivere.

Durante un recente meeting a porte chiuse del G77, Neil ha detto ai delegati che bisognerebbe spiegare chiaramente ad Annan che lui non è un direttore generale e che le Nazioni Unite non possono essere amministrate come una società americana o una multinazionale.

“Le Nazioni Unite sono costituite da 191 membri – e tutti dobbiamo sapere come vengono amministrate”, ha aggiunto.

In una lettera a Jan Eliasson, presidente dell’Assemblea Generale di 191 membri, Neil ha chiesto che gli stati membri abbiano un ruolo cruciale nella istituzione di ogni nuovo organismo Onu, che a sua volta può anche dipendere da “implicazioni finanziarie”.

“Il Segretariato”, ha proseguito, “dovrebbe muoversi con prudenza su questioni così sensibili, che potrebbero essere considerate ingerenze nel processo intergovernativo”.

Secondo il diplomatico, la decisione di Annan di procedere alla creazione di un Ufficio etico “solleva serie preoccupazioni”, dato che rappresenta una deviazione dall’accordo raggiunto a metà settembre durante il vertice dei leader mondiali.

“Secondo la prassi prevista in questo caso, tutti i dettagli, non solo le implicazioni finanziarie, devono essere sottoposti all’Assemblea Generale per una valutazione, in accordo con le regole e le procedure esistenti”, ha dichiarato Neil.

La lettera denuncia che, poiché esistono diversi enti di controllo nel sistema delle Nazioni Unite, compreso l’Ufficio per i servizi di controllo interno e l’Unità investigativa congiunta, la creazione di una commissione indipendente di vigilanza non solo determinerebbe una “sovrapposizione dei mandati”, ma anche “maggior inefficienza e confusione nelle funzioni di organismi simili”.

Un diplomatico asiatico ha detto all’IPS che il senso della lettera del G77 è che tanto Annan quanto il Segretariato, oltre ad arrogarsi poteri di altrui competenza, eludono procedure già convenute.

Dato che le Nazioni Unite sono state recentemente messe sotto tiro, soprattutto dai membri del Congresso e dai gruppi neoconservatori degli Stati Uniti, ha aggiunto il diplomatico, “il Segretariato si sta adoperando per fare un po’ di pulizia”. Nel processo, ha proseguito, sta cercando di assumere i poteri già assegnati agli Stati membri – per caso o intenzionalmente.

La lettera accusa il Segretariato di essersi impegnato anche a rivedere i mandati Onu più vecchi di cinque anni, nonostante questo non dovrebbe essere un processo di sua competenza.

“Il ruolo del Segretariato è quello di facilitare il controllo da parte di tutti gli organi e non di intraprendere esso stesso quella funzione, che compete all’Assemblea Generale e ad altri enti competenti”, insiste lo scritto.

In un breve attacco alle riforme ispirate dagli Usa, la lettera giudica “imprescindibile sottolineare che ciò riguarda solo i mandati più vecchi di cinque anni, e che dovrebbero essere portati avanti in modo obiettivo, senza l’influenza di agende politiche nazionali”.

Il presidente dell’Assemblea Eliasson, ha commentato che la lettera del G77 si riferisce principalmente al rapporto del Segretario Generale sulla “Attuazione dei Risultati del vertice mondiale 2005 da parte del Segretario Generale”.

Le questioni sollevate rientrano principalmente nel campo d’azione del Segretariato, ha sottolineato Eliasson all’IPS.

Come parte del follow-up e dell’attuazione dei Risultati del vertice mondiale 2005, si prevede che inizino presto consultazioni informali dell’Assemblea Generale plenaria sulla riforma di gestione dell’Onu.

Eliasson ha aggiunto che, nell’ambito di queste consultazioni che saranno condotte da due co-presidenti, gli stati membri avranno l’opportunità di discutere un insieme di questioni gestionali, comprese quelle sollevate nella comunicazione presentata dal G77 e dalla Cina.

“Come ho sostenuto nel meeting plenario informale del 7 novembre, il ruolo della Quinta Commissione e dell’ACABQ è fondamentale per la riflessione su questioni che rientrano nelle relative aree di competenza”, ha concluso Eliasson.