SVILUPPO-UGANDA: La strategia dei piccoli passi

MASAKA, Uganda del sud, 7 aprile 2005 (IPS) – L’Uganda rappresenta una delle rare realtà africane di successo nella lotta contro l’Aids, avendo ridotto l’incidenza dell’Hiv dal 30 per cento dei primi anni ’90 all’attuale sei per cento. Ma l’epidemia continua a lasciare il segno in questo paese dell’Africa orientale, con un bilancio di quasi due milioni di bambini orfani.

Secondo il Programma congiunto delle Nazioni Unite su Aids/Hiv, circa 1,7 milioni dei 2,2 milioni di orfani dell’Uganda hanno perso i genitori per malattie legate all’Aids.

I nuclei familiari con bambini capi-famiglia sono ormai uno scenario comune nel paese, soprattutto nelle aree rurali, e sono molto più esposti alla povertà rispetto ai nuclei che hanno la fortuna di una supervisione adulta. Secondo le cifre diffuse dal Ministero per le questioni di genere, lavoro e sviluppo sociale, i bambini costituiscono il 62 per cento di coloro che vivono nella povertà assoluta in Uganda.

Il grosso flagello degli orfani dell’Aids ha portato alla creazione dell’Organizzazione delle donne ugandesi per salvare gli orfani (UWESO).

L’iniziativa, avviata dieci anni fa, è stata condotta dalla first-lady Janet Museveni, il cui scopo è migliorare la vita degli orfani facendo in modo che le comunità locali soddisfino i loro bisogni. Ciò viene in parte realizzato concedendo prestiti a breve termine alle famiglie che si prendono cura degli orfani.

La quarantasettenne Harriet Kiiza è tra coloro che sono riusciti a trarre vantaggio da questo programma di microcredito.

Dopo la morte del marito nel 1993, Kiiza, con una scarsa istruzione e senza alcun mezzo per produrre reddito, inizialmente viveva alla giornata con i suoi sei bambini. Oggi prepara frittelle e ciambelle che vengono distribuite a negozi e mense scolastiche; tutto con l’aiuto di un mutuo dell’UWESO.

È anche riuscita a comprare un pezzo di terra e, con i soldi ricavati dalla sua attività, si prende cura di almeno 12 bambini: sei orfani di parenti, o di membri della comunità, oltre ai suoi.

”È così che abbiamo imparato la cultura del risparmio”, dice Kiiza, che oggi è tesoriere di un gruppo di beneficiari del microcredito che si riunisce ogni giovedì a Masaka per pagare le rate del prestito, fare il bilancio e depositare risparmi, un contributo regolarmente richiesto ai clienti dell’UWESO. Sul sito web dell’organizzazione si legge che sono stati messi da parte oltre 90.000 dollari fino ad oggi.

Come Kiiza, anche altri clienti si dedicano alla cucina per generare reddito. Alcuni usano i finanziamenti per vendere carbone, allestire banchi al mercato, allevare polli, o creare nuove piccole attività. Nell’aprile del 2004, il piano di microcredito è stato esteso ai prestiti per le imprese agricole, come bestiame e coltivazioni.

Una rete di volontari – che va dai villaggi fino al livello nazionale – aiuta a gestire il piano finanziario, grazie anche al sostegno del Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (IFAD), un’agenzia delle Nazioni Unite incentrata sulla povertà rurale nei paesi in via di sviluppo, e del Fondo belga per la sopravvivenza, costituito dal parlamento belga nel 1983.

“L’UWESO è per le donne, ma accettiamo anche un 10 per cento di uomini, anche se la leadership è tutta femminile”, ha dichiarato Eva Nangendo, funzionaria UWESO incaricata del portafoglio. Per ottenere un prestito, è necessario accudire almeno quattro orfani.

”Quando ho aderito al progetto, ci hanno insegnato che una donna non può starsene seduta a far niente tutto il giorno. Dovevi lavorare, non aspettare che il marito si occupasse di te”, ha detto la trentacinquenne Juliet Nassanga Kabiito, che aiuta sei bambini, quattro dei quali orfani.

”All’inizio non sapevamo come far funzionare il progetto. Oggi siamo noi a portarlo avanti. Gestiamo la contabilità, facciamo i verbali e investiamo persino i risparmi”, ha aggiunto. “Molte donne hanno paura di chiedere un mutuo, ma è una delle migliori vie per lo sviluppo. Se non vogliono contrarre prestiti, almeno fai in modo che imparino a risparmiare”.

I prestiti possono variare dai 30 ai 1.760 dollari, e i beneficiari sono obbligati a usufruire di ciò che l’UWESO definisce “training pre-mutuo alla spesa”, che fornisce loro competenze commerciali e gestionali. L’organizzazione dichiara di aver emesso prestiti per un valore di circa 11,5 milioni di dollari, a più di 40.000 clienti, dal 1996.

Eppure, non sempre tutto fila liscio, con profitti regolari e una maggiore auto-stima tra le donne.

”Nella nostra attività, a volte si ottengono guadagni, ma altre volte no”, dichiara Aisha Nakalembe, 40 anni, presidente di uno dei gruppi che si riuniscono settimanalmente per monitorare i finanziamenti. “Se stai pagando un prestito, devi essere costante. E anche se a volte l’attività è discontinua, devi pagare puntualmente”.

Anche quando l’attività funziona, talvolta i clienti dell’UWESO devono riuscire a pagare il mutuo e risparmiare, con le difficoltà dei periodi di malattia in famiglia. In un paese dove molti bambini possono contrarre l’Hiv dai genitori prima di rimanere orfani – o dove gli stessi clienti del microcredito sono sieropositivi – lo spettro costante della malattia pone una grossa sfida alla sostenibilità dei progetti di microcredito.

”Il problema maggiore è quando i bambini si ammalano. È difficile anche pagare le tasse scolastiche”, osserva Nakalembe, che ha otto bambini, quattro dei quali orfani.

Tenendo conto di queste avversità, la UWESO ha istituito un piano di finanziamento per le tasse scolastiche che assiste il cliente nell’educazione dei bambini alla cura di sé, mentre continua ad adempiere ai propri obblighi di pagamento e risparmio.

L’organizzazione dichiara di incoraggiare i clienti anche a versare contributi al gigante mondiale delle assicurazioni American Insurance Group, per garantire la restituzione del prestito all’UWESO in caso di morte del beneficiario.

Nel tentativo di evidenziare il potenziale dei finanziamenti a breve termine nel migliorare la vita di chi vive nelle comunità più povere del mondo, le Nazioni Unite hanno designato il 2005 “Anno internazionale del microcredito”.

Tra gli eventi previsti per l’occasione, che quest’anno si svolgeranno in 34 paesi, vi sono i “Premi globali della microimprenditoria”. Il prossimo novembre, in ognuno di questi stati, verranno celebrate le conquiste di coloro che stanno usufruendo del microcredito, dando un piccolo, ma importante contributo alla riduzione della povertà globale.