NAZIONI UNITE: Annan propone riforme ad ampio raggio

BERLINO, 12 marzo 2005 (IPS) – Il Segretario generale dell’Onu Kofi Annan si augura che il prossimo vertice per il sessantesimo anniversario dell’organismo internazionale (settembre 2005), segni un “progresso storico e fondamentale” delle Nazioni Unite, che rifletta le nuove realtà attuali. La vice segretaria generale dell’Onu, Louise Fréchette, dichiara che a fine marzo Annan porterà al tavolo dei negoziati una serie di proposte di riforma di ampia portata del sistema di sicurezza globale e dei modi per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo del millennio (MDG) dell’Onu.

Annan – ha dichiarato Fréchette a Berlino questa settimana – si appellerà poi a tutti gli Stati affinché guardino con attenzione all’architettura delle stesse Nazioni Unite, che ancora riflette per molti versi il mondo del 1945, alla fine della Seconda guerra mondiale.

“Ciò comprende… la spinosa questione dell’allargamento del Consiglio di sicurezza a nuovi membri”, ha osservato. “L’Onu deve essere modernizzata, per riflettere le realtà di oggi, in modo da poter sostenere, nel modo più efficace, le capacità e i contributi di tutti gli Stati nell’affrontare le minacce e le sfide globali odierne”, ha detto Fréchette a diplomatici, membri del parlamento, ministri di governo e rappresentanze dei media.

L’incontro si è tenuto a Berlino per celebrare l’ottantesimo anniversario della Friedrich Ebert Foundation (FES), un’organizzazione che si batte per la pace, la democrazia e i diritti umani.

“Ovviamente, il nostro lavoro, sia per la sicurezza che per lo sviluppo, deve basarsi precisamente sui pilastri dei diritti umani e del rispetto della legge”, ha segnalato Fréchette. Il rapporto di Annan annuncerà importanti raccomandazioni per le iniziative in questi due campi.

Le proposte del Segretario generale dell’Onu saranno tracciate in particolare a partire da due documenti: il rapporto di una Commissione composta di esperti ad alto livello su minacce, sfide e cambiamento; e il rapporto del Progetto del millennio dell’Onu coordinato dall’eminente economista Jeffrey Sachs.

Il primo rapporto, di 95 pagine, pubblicato lo scorso dicembre, traccia una nuova e più ampia prospettiva della sicurezza collettiva per il XXI secolo. Propone 101 raccomandazioni per effettuare cambiamenti fondamentali sia nelle politiche dell’Onu che all’interno dello stesso organismo mondiale.

Tra i cambiamenti più indicativi raccomandati dai sedici componenti dell’Alta Commissione vi è l’ampliamento del Consiglio di Sicurezza da 15 a 24 membri. Vengono suggerite due possibilità: l’accesso di sei nuovi membri permanenti senza diritto di veto; oppure dei nuovi seggi, rinnovabili ogni quattro anni, da ripartire a livello regionale.

Il rapporto raccomanda inoltre dei cambiamenti nell’Assemblea Generale, nel Consiglio economico e sociale dell’Onu (Ecosoc), nella Commissione sui diritti umani e nei rapporti tra Onu e organizzazioni regionali; e propone di rafforzare il ruolo del Segretario generale nelle questioni di pace e sicurezza. Perché sia più efficace – si legge – al Segretario generale deve essere concesso un maggiore raggio d’azione nella gestione del Segretariato, di cui deve essere ritenuto responsabile.

Si suggerisce poi la nomina di un secondo vice segretario generale che si occupi essenzialmente di pace e sicurezza, e prepari dei resoconti di ammonimento e di possibili scelte strategiche previi alle decisioni del Segretario generale, integrando così i risultati dell’attuale vice (carica creata nel 1996), “apportando una maggiore coerenza al lavoro dell’Onu nell’ambito sociale, economico e dello sviluppo”.

L’altro documento, il rapporto del Progetto del millennio dell’Onu, è “altrettanto visionario”, secondo Fréchette: “Esso sfida la comunità internazionale a trasformare in realtà la sua ambizione di ridurre la povertà, e alla fine di sradicarla. Suggerisce specifici investimenti e politiche da applicare con urgenza entro i prossimi dieci anni, ad un livello tanto esteso da fare la differenza”.

A partire da questi due documenti, e dalle sue consultazioni di ampia portata, Annan vuole arrivare a proporre “un’agenda che sia al tempo stesso audace e realizzabile”. Ciò fornirà un terreno di discussione e dibattito nei prossimi mesi, in vista del vertice delle Nazioni Unite che si terrà a settembre, secondo quanto segnala Fréchette in un primo incontro, a cui la FES ha invitato sette rappresentanze dei media, tra cui IPS.

Il messaggio di fondo del Segretario generale dell’Onu è semplice, ha detto Fréchette: “Il nostro scenario della sicurezza globale è stato modificato, così anche il nostro sistema di sicurezza collettiva globale deve essere trasformato”.

Un tema in discussione è la minaccia della proliferazione nucleare. Dal 1970, il trattato di non proliferazione (NPT) ha contribuito ad impedire l’escalation della proliferazione nucleare che molti avevano pronosticato appena qualche anno prima. “Ma se non si intraprendono subito dei passi decisivi, le attuali sfide al NPT rischiano di tradurre in realtà le vecchie paure”, ha avvertito Fréchette.

L’Alta commissione ha raccomandato diverse misure urgenti per rafforzare il regime di non proliferazione, tra cui norme più rigide di ispezione, incentivi agli Stati perché rinuncino spontaneamente a svolgere delicate attività del ciclo di combustione, e rapidi negoziati per un trattato di eliminazione del materiale fissile.

La stessa commissione ha anche raggiunto il consenso su una definizione di terrorismo, cosa che gli Stati membri avevano fino ad ora eluso. Si specifica ad esempio che prendere di mira obiettivi civili o non combattenti è totalmente inaccettabile in qualunque circostanza.

Fréchette ha sollecitato i capi di Stato a restare uniti nel vertice di settembre, sostenendo questa definizione, il che porterebbe ad ultimare e adottare una convenzione anti-terrorismo esaustiva all’Assemblea Generale. Per facilitare questo compito, Annan traccerà una strategia anti-terrorismo per le Nazioni Unite.

Quanto allo sviluppo, ha dichiarato Fréchette, gran parte della sfida consiste nel rendere operativa la struttura già esistente, tramite gli Obiettivi del Millennio (MDG): “Dobbiamo assicurare che gli obiettivi siano al centro sia delle strategie nazionali che degli aiuti internazionali”.

Tutti i paesi in via di sviluppo devono impegnarsi a proporre, entro il 2006, concrete strategie nazionali per raggiungere gli otto traguardi, ha precisato. E i donatori devono prenderli in seria considerazione, così come si aspettano che anche i paesi in via di sviluppo lo facciano, ottimizzando i propri sforzi a livello nazionale.

“Il vertice di settembre dovrà produrre un accordo, che ogni nazione dovrà sottoscrivere e per cui ciascuno sarà ritenuto responsabile dei progressi, o dei fallimenti, in vista del raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo del millennio”, ha detto la vice segretaria generale.

Nel corso della sua giornata di visita a Berlino, Fréchette ha incontrato il ministro degli Esteri tedesco Joschka Fischer, per discutere di diversi temi. Un comunicato stampa dell’Onu riferisce che si è parlato della riforma delle Nazioni Unite; degli MDG, che intendono infliggere un duro colpo a un’infinità di mali sociali entro il 2015; del Sudan, dove si è appena conclusa una lunga guerra civile nel sud ma il conflitto permane nell’ovest, e delle accuse di abusi sessuali legati ad alcune missioni di mantenimento della pace.(FINE/2005)