SVILUPPO: I piccoli Stati Insulari chiedono azioni concrete

PORT LOUIS, Mauritius, Gennaio 2005 (IPS) – Venerdì 14 gennaio si è conclusa nelle isole Mauritius la Conferenza Onu sui Piccoli Stati Insulari in via di Sviluppo (SIDS) che ha riunito 110 paesi e ha visto rinnovate promesse di appoggio. Funzionerà, questa volta?

I delegati si sono impegnati ad apportare nuovi aiuti allo sviluppo per aiutare i SIDS ad uscire dal loro isolamento e superare e la loro vulnerabilità di fronte all’infuriare di venti e mari. Hanno anche promesso di fare di più per fermare la crisi delle entrate provenienti dalle esportazioni.

Queste promesse erano già state fatte. L’incontro delle Mauritius è stato convocato proprio a seguito del fallimento nella attuazione del piano d’azione adottato alle Barbados nel 1994 per dare una mano ai 37 SIDS nel Pacifico, Caraibi e Oceano indiano.

Questa volta, i funzionari dell’Onu vedono un clima più favorevole, dopo la scossa emotiva provocata dallo tsunami. Innanzitutto, la tragedia sembra possa portare alla creazione di un sistema di allarme preventivo dallo tsunami, ma anche da uragani, cicloni e tifoni nell’Oceano indiano, da estendere poi a livello globale.

Il segretario generale dell’Onu Kofi Annan ha parlato in chiusura di un “rinnovato interesse” nei confronti dei SIDS e di uno “spirito di generosità” tra i “nuovi donatori”. Ha espresso “pieno sostegno” alla proposta del presidente francese Jacques Chirac di utilizzare le truppe dell’Onu per operazioni umanitarie.

Annan ha poi annunciato la nomina di un inviato speciale per coordinare gli sforzi di aiuto e ricostruzione nelle aree devastate dal maremoto del 26 dicembre.

Il segretario generale della Conferenza, Anwarul K. Chowdhury, ha dichiarato che l’incontro ha prodotto “una buona strategia e buone opportunità per procedere” nell’attuazione del piano d’azione delle Barbados. Ha citato in particolare la partecipazione attiva dei gruppi della società civile nelle discussioni fondamentali.

Non ci sono state richieste né promesse di denaro nel corso della conferenza. La parola chiave è stata “partnership”, tra gli Stati (incluso del Sud verso il Sud), all’interno degli Stati e tra i SIDS e il mondo degli affari e la società civile.

Un documento finale, stilato dopo laboriosi negoziati e una serie di compromessi durati oltre un anno, ha stabilito “la strategia per una nuova attuazione del programma d’azione per lo sviluppo sostenibile dei piccoli stati insulari in via di sviluppo”.

Il documento riflette il compromesso tra il mondo in via di sviluppo che cerca finanziamenti supplementari per i SIDS, e i paesi industrializzati che mettono l’accento sull’azione nazionale. Annan ha sollecitato I delegati riuniti perché producano un documento realistico, che possa essere concretamente attuato.

Con un’insolita intesa, tutti i gruppi principali – il Gruppo dei 77 (paesi in via di sviluppo), Cina, Unione europea e Stati Uniti – si sono detti soddisfatti del risultato.

Il documento si appella alla comunità internazionale perché apporti il “sostegno necessario” agli sforzi dei SIDS in vista di uno sviluppo sostenibile. Si appella ad un maggiore impegno, in particolare su temi quali il cambiamento climatico, l’innalzamento del livello del mare e i disastri naturali e ambientali. Vengono citati inoltre settori specifici nei quali offrire supporto, come la gestione dei rifiuti, l’acqua corrente, l’energia, il turismo, la biodiversità, la comunicazione, la scienza e tecnologia.

Nel documento si parla di sicurezza come di un “concetto pluridimensionale”, che consideri le preoccupazioni del mondo in via di sviluppo nel loro rapporto con il degrado ambientale, i disastri naturali, cibo, acqua, medicine e traffico di armi.

Ai SIDS è stato anche promesso un “supporto tecnico e finanziario” nella lotta al terrorismo, un tema caldeggiato dagli Stati Uniti. Si sono anche raccomandati altri temi per i SIDS, cari all’Occidente: il buon governo, il rispetto della legalità, misure anti-corruzione, e parità di genere.

Alla conferenza è stata adottata una Dichiarazione delle Mauritius: un documento politico in cui si chiede che i SIDS vengano considerati un “caso speciale” per lo sviluppo sostenibile e a cui deve essere data “adeguata attenzione” nei negoziati commerciali.

Ma i delegati hanno precisato che lo sviluppo sostenibile non verrà facilmente. “Tutto dipende dalle risorse che verranno investite dai donatori”, ha detto all’IPS Toke Talagi, vice primo ministro di Niue (2000 abitanti).

Le Mauritius, spesso segnalate come un brillante esempio di buoni risultati su diversi fronti, sono preoccupate per le loro principali risorse economiche: zucchero e settore tessile. La loro produzione annuale, di 600.000 tonnellate di zucchero, deve ora affrontare la più dura concorrenza del mercato globale. Per l’industria tessile, incombe la minaccia delle esportazioni dalla Cina.

Alcuni SIDS riescono appena a tenere la testa fuori dall’acqua. Tre delle nove isole di Tuvalu sono state sommerse da ciò che vengono chiamate le King Tides.

Tuvalu, nel Sud Pacifico, non esporta niente e importa tutto per i suoi 12.000 abitanti. Ha un budget nazionale di 20 milioni di dollari, ma le sue uniche entrate provengono dalla concessione della licenza per la pesca nelle sue acque ad altri paesi, come Giappone e Taiwan. Ci sono due scuole, e nessuna università. La moneta è quella australiana.

Eppure, ha portato una forte delegazione di 17 rappresentanti alla conferenza sui SIDS, per far capire l’importanza dell’incontro per questo paese. Per un’intera giornata, ha persino bloccato un accordo sul cambiamento climatico, sostenendo da sola la richiesta di maggiori misure contro l’effetto serra, che, secondo loro, potrebbe condannare l’isola, alta appena 2 metri sopra il livello del mare.

“Siamo sovrani, e questo conta molto”, ha detto Seve Paeniu, della delegazione di Tuvalu.

Alla conferenza sono emerse specifiche proposte di partenariato: la delegazione italiana ha annunciato un progetto per collegare due isole nel tentativo di mantenere la biodiversità pur continuando a sviluppare il turismo. Le popolazioni delle Galapagos nel Pacifico e di Soqotra nel Golfo Arabico condivideranno le loro esperienze in uno sforzo comune finanziato dall’Italia.

Un consorzio di università dei SIDS ha concordato una maggiore cooperazione e collaborazione nelle azioni che scaturiranno dall’incontro alle Mauritius. Le università di Malta, Mauritius, Sud Pacifico, Isole Vergini e Indie Occidentali si sono unite come membri fondatori.