SVILUPPO: Le donazioni di Olanda e Danimarca

WASHINGTON, 7 maggio 2004 (IPS) – Olanda e Danimarca si sono posizionate per il secondo anno consecutivo ai primi posti nell’Indice di impegno per lo sviluppo (CDI), che misura di anno in anno la politica d’aiuti dei paesi ricchi verso le popolazioni più povere del mondo

Un cambiamento nei criteri di misurazione del CDI si è verificato con la rapida ascesa degli Stati Uniti dal ventesimo al settimo posto, in particolare per la valutazione delle sue politiche migratorie, relativamente aperte rispetto ad altri paesi industriali, e l’introduzione dei contributi privati nel calcolo degli aiuti complessivi.

La Gran Bretagna, al quarto posto, figura in testa al Gruppo dei sette (G-7) paesi più potenti nel mondo, seguita da Canada, Germania e Francia, al settimo posto insieme agli Usa.

Come l’anno scorso, il Giappone è finito all’ultimo posto dei 21 paesi presi in esame, seppure sia il secondo donatore mondiale in termini assoluti. Poi, in ordine ascendente, figurano Spagna, Svizzera, Irlanda, Grecia e Nuova Zelanda.

L’Indice, pubblicato a metà aprile dalla rivista Foreign Policy di Washington e il Center for Global Development (CGD), si basa su sette diverse politiche nazionali che influiscono sul benessere dei paesi poveri: aiuti, investimento, politica migratoria, ambiente, sicurezza, tecnologia e commercio.

I paesi presi in considerazione nell’Indice sono, nell’ordine, Danimarca, Olanda, Svezia, Australia, Gran Bretagna, Canada, Francia, Germania, Norvegia, Stati Uniti, Gran Bretagna, Finlandia, Austria, Belgio, Italia, Portogallo, Nuova Zelanda, Grecia, Irlanda, Svizzera, Spagna e Giappone.

Principale criterio dell’Indice è il grado di protezionismo del mercato dei paesi donatori nei confronti dei prodotti del Sud attraverso dazi doganali, quote e sussidi. Vengono anche calcolate le importazioni dai paesi poveri.

Quanto alla prima voce, gli Stati Uniti sono arrivati primi per il secondo anno consecutivo, mentre la Norvegia, per i suoi forti dazi sulla produzione agricola, ha occupato l’ultimo posto.

Gli autori dell’Indice hanno calcolato l’apporto dei governi alla ricerca e allo sviluppo in termini di percentuale del prodotto interno lordo, scalando metà di questi investimenti che, va detto, andavano alla Difesa.

Secondo questo calcolo, l’Austria e il Canada hanno investito in ricerca e sviluppo lo 0,9 per cento del prodotto interno lordo e, all’estremo opposto, Grecia e Irlanda lo 0,3 per cento. Gli Stati Uniti sono arrivati ottavi nella lista.

Altri punti nell’Indice sono stati attribuiti alla partecipazione in operazioni di peace keeping e interventi umanitari autorizzati da organismi multilaterali, come l’Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu) e l’Organizzazione del Trattato Nord Atlantico (Nato), dal 1993 al 2000.

La Norvegia si è posizionata in cima alla lista, subito seguita da Gran Bretagna e Australia, quest’ultima soprattutto in ragione del suo intervento a Timor Est nel 1999.

Giappone e Svizzera sono arrivati ultimi in questa categoria. Gli Stati Uniti, nonostante lo stanziamento di oltre 50.000 soldati per interventi ad Haiti, Somalia, Bosnia-Herzegovina e Kosovo, figurano in una posizione intermedia.

Quanto alla voce ambiente, due terzi del punteggio sono stati attribuiti ai danni causati da ciascun paese, mediante, ad esempio, l’emissione di gas serra, bassi aggravi sui combustibili e sui sussidi alla pesca.

L’altro terzo era legato al contributo ad iniziative ambientali internazionali, come la ratifica di trattati e le donazioni a fondi mondiali.

Secondo questa metodologia, la Svizzera è arrivata prima per la seconda volta consecutiva, e gli Stati Uniti ultimi. Anche Australia e Canada hanno ottenuto punteggi bassi, mentre Germania e Austria figurano prime tra i paesi dell’Unione Europea.

Il flusso di persone dai paesi poveri a quelli ricchi tra il 1995 e il 2000 ha rappresentato quasi un terzo della voce dell’Indice relativa ai movimenti migratori, mentre il resto era determinato dall’importo degli aiuti dei governi ai rifugiati e ai richiedenti asilo, come anche dalla percentuale di studenti dei paesi in via di sviluppo sull’insieme degli studenti stranieri.

In questa categoria, il Canada è arrivato primo, seguito da Stati Uniti e Australia. All’estremo opposto figura il Giappone, seguito da Spagna, Belgio e Finlandia.

Quanto agli investimenti, Olanda, Germania e Australia hanno occupato i primi posti, mentre Irlanda e Nuova Zelanda gli ultimi. Secondo la valutazione degli aiuti, la Svezia è stato il principale paese donatore, seguito da vicino da Danimarca, Olanda e Norvegia, mentre le posizioni peggiori sono state assegnate a Nuova Zelanda, Grecia, Stati Uniti, Spagna, Portogallo, Giappone e Australia.