FAME: L’arma di distruzione di massa

GINEVRA, 1 marzo (IPS) – Secondo la proposta del presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva – annunciata due settimane fa e sostenuta da altri paesi e dall’ONU – il processo di globalizzazione genera risorse sufficienti per finanziare programmi di lotta contro la fame e la povertà

Il presidente Lula propone un’alleanza internazionale che rinnovi la volontà politica e il supporto finanziario verso i paesi emergenti, e richiama l’attenzione sulla necessità di trovare gli strumenti appropriati per la raccolta di risorse da destinare a un fondo speciale.

Il presidente brasiliano, d’accordo con il segretario generale dell’Onu Kofi Annan, ritiene che le tasse sul commercio di armi e su alcune transazioni finanziarie potrebbero creare nuove risorse.

I presidenti di Francia e Cile, Jacques Chirac e Ricardo Lagos, che sostengono il progetto del collega brasiliano, hanno ammesso che ci si può aspettare ben poco dall’assistenza ufficiale per lo sviluppo (ODA, official development assistance), il fondo cui tradizionalmente si è fatto ricorso.

Secondo l’accordo raggiunto in ambito Onu, i paesi industrializzati dovrebbero stanziare lo 0,7% del PIL in favore dei paesi in via di sviluppo del sud del mondo.

Ma oggi, su trenta paesi industrializzati, solo tre mantengono l’impegno. Lagos ha affermato che il fondo di assistenza ha perso la sua funzione ed è improbabile che i finanziamenti dai paesi industrializzati aumenteranno.

Il fenomeno della fame e della povertà riguarda 1,1 miliardi di persone che in tutto il mondo lottano per la sopravvivenza con meno di un dollaro al giorno, e 840 milioni che non riescono a provvedere al proprio fabbisogno alimentare.

A Ginevra, Lula ha affermato che la fame nel mondo è “un’arma di distruzione di massa” che uccide 24.000 persone ogni giorno, 11 bambini al minuto.

Dimezzare la povertà nel mondo entro il 2015 è uno degli obiettivi dei Millenium Development Goals, adottati nel 2000 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Chirac ha dichiarato che per raggiungere questi obiettivi il finanziamento dell’ODA dovrebbe passare dagli attuali 50 miliardi di dollari annui a 110 miliardi di dollari.

Ma il presidente francese esclude la possibilità che i paesi ricchi contribuiscano per altri 60 miliardi di dollari, e per questo sono necessari nuovi fondi.

Una eventuale risorsa potrebbe giungere dall’IFF (International Finance Facility), frutto del lavoro degli esperti del Ministero del Tesoro e del Ministero per lo Sviluppo Internazionale della Gran Bretagna, che prevede un sistema di “pre-finanziamento” per l’aiuto allo sviluppo.

Il progetto IFF sarà sottoposto al dibattito internazionale solamente ad aprile, a Parigi, ma Chirac, Lagos e Lula si sono già espressi a favore della proposta. Il presidente francese auspica inoltre l’istituzione di un gruppo di lavoro che esamini altre soluzioni di finanziamento. Il gruppo, formato inizialmente da francesi e brasiliani, valuterà l’IFF ma anche la possibilità di tassare le transazioni internazionali, come la vendita di armi e alcune operazioni finanziarie.

Chirac sembra escludere l’introduzione della “Tobin-tax” proposta dalle organizzazioni non governative – molte delle quali francesi – per tassare le transazioni finanziarie internazionali, utilizzando le entrate per combattere la povertà e promuovere lo sviluppo sostenibile.

James Tobin, premio Nobel per l’economia nel 1981, proponeva di imporre una tassa sui movimenti internazionali di capitale ma senza prevederne l'utilizzo per lo sviluppo, come hanno invece suggerito alcuni gruppi della società civile negli anni ’90.

Non avendo riscosso pareri positivi, Chirac ha affermato che l’iniziativa annunciata a Ginevra non sarà la Tobin tax.

Secondo i tre capi di Stato, l’“enorme benessere”, determinato dal processo di globalizzazione economica deve produrre i fondi per la lotta contro la povertà e la fame nel mondo.

I 60 miliardi di dollari annui necessari per lo sviluppo sono una somma insignificante, se paragonati agli 8 mila miliardi di dollari che il commercio mondiale muove ogni anno, ha dichiarato Chirac.

Lagos ha detto che la globalizzazione continua a soffrire di un “deficit sociale”, un problema non ancora risolto. Il presidente cileno ha affermato che il settore privato deve contribuire alla lotta contro la fame nel mondo.

Il gruppo di esperti brasiliani e francesi presenterà le proprie conclusioni a settembre, durante i lavori dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.