GLOBALIZZAZIONE: L’obiettivo dell’equità

BRUXELLES, 27 feb (IPS) – Alcuni gruppi della società civile hanno accolto il tanto atteso rapporto dell'Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) sulla globalizzazione come un''importante conquista', ma sottolineano che il mondo sviluppato deve perseguire azioni concrete

Il movimento internazionale dei sindacati e i gruppi per lo sviluppo affermano che questo rapporto è 'il riconoscimento che gli strumenti della globalizzazione hanno bisogno di riforme più serie'.

Secondo la Confederazione internazionale liberi sindacati (ICFTU) di Bruxelles – che rappresenta più di 151 milioni di lavoratori riuniti in 233 associazioni -, il rapporto dimostra una comprensione della 'miriade di argomenti che lo sviluppo di una forma più inclusiva di globalizzazione comporta, tra cui la crescita, l'investimento e un'occupazione dignitosa all'interno dell'economia globale”.

Il rapporto 'Una globalizzazione equa: creare opportunità per tutti' invita le organizzazioni internazionali ad organizzare un forum per individuare una forma più equa di globalizzazione. Il forum dovrebbe coordinare e monitorare gli sviluppi e le politiche.

'Non vediamo l'ora di fare la nostra parte per vedere queste importantissime raccomandazioni trasformarsi in realtà, e non permetteremo che diventino semplice retorica politica' ha dichiarato Guy Ryder, segretario generale della ICFTU.

'Questo forum sulla politica della globalizzazione dovrà apportare coesione tra le istituzioni internazionali sui temi sociali', ha aggiunto Ryder.

Il rapporto, presentato il 17 febbraio a Londra, era in preparazione da due anni ed è stato elaborato da una commissione internazionale composta da 26 membri del governo, mondo degli affari, sindacati, università e società civile.

La Commissione mondiale sulla dimensione sociale della globalizzazione fu fondata dall'ILO, un'agenzia specializzata delle Nazioni Unite con sede a Ginevra, che promuove la giustizia sociale e i diritti del lavoro.

La commissione, il cui mandato si è concluso con la pubblicazione del rapporto, fu fondata per rispondere ai bisogni della gente alle prese con gli effetti della globalizzazione.

Il rapporto propone modi innovativi di combinare obiettivi economici, sociali ed ambientali, e fa una serie di raccomandazioni per creare consenso tra gli attori principali.

La ICFTU ritiene che la ILO deve svolgere un ruolo chiave nel mettere 'in primo piano le questioni sociali e del lavoro nell'ambito del processo di globalizzazione'.

Dovrebbero essere create strutture formali di consultazione con il movimento internazionale del lavoro e la comunità degli imprenditori all'interno delle istituzioni internazionali, come l'Organizzazione internazionale del commercio, la Banca mondiale e il Fondo monetario internazionale, dice Ryder. 'Il rapporto preme proprio per ottenere questo'.

Giampiero Alhadeff, Segretario generale della Solidar, organizzazione non governativa (Ong) di Bruxelles, fa eco a questa visione osservando che il livello decisionale per gestire la globalizzazione a livello globale era 'sbilanciato'.

Infatti, secondo la Commissione, il processo decisionale a livello globale si è sviluppato in modo squilibrato, dotando le istituzioni internazionali che gestiscono mercato e finanza di cospicui incentivi e sanzioni a loro disposizione.

'Nel frattempo, le organizzazioni globali che gestiscono le tematiche sociali e ambientali rimangono a mani vuote', ha dichiarato Alhadeff all'IPS.

BOND, il network britannico delle Ong per lo sviluppo, ha esortato le Nazioni Unite (Onu) affinché si preoccupino di introdurre una globalizzazione equa.

'È cruciale riaffermare il ruolo critico dell'Onu, come sottolinea più volte il rapporto ILO', ha detto all'IPS Dragan Nastic, consulente legale di BOND . 'La società civile sosterrà fino alla fine i suoi appelli per politiche coerenti'.

Howard Mollett, consulente legale dell'Ue presso BOND, ha sollecitato l'Unione europea a rafforzare la collaborazione con le Nazioni Unite.

'L'Europa parla molto di un effettivo multilateralismo ' ha detto Mollett all'IPS ' ma il contributo della Ue alle missioni di pace dell'Onu è minimo, solo per fare un esempio'.

'Le Ong per lo sviluppo sperano che un rafforzamento della politica estera della Ue potrà apportare un maggiore e migliore contributo all'azione dell'Onu. Il rapporto ILO parla di assumersi le proprie responsabilità. L'Europa è pronta ad assumersi responsabilità''.

La Ue non ha ancora risposto alla domanda. Ma Margot Wallstroem, commissaria Ue per l'occupazione e gli affari sociali e Pascal Lamy, commissario per il commercio, hanno accolto positivamente il rapporto e sottolineato il suo contributo nel tenere ulteriormente a freno la globalizzazione.

La Commissione europea (braccio esecutivo dell'unione di 15 stati membri della Ue) esaminerà ora attentamente l'analisi e le proposte concrete avanzate dalla Commissione mondiale e rifletterà sulle loro possibili implicazioni nelle politiche interne ed esterne della Ue', ha dichiarato la Commissione.

'Il rapporto ' prosegue la Commissione ' costituirà un importante contributo nella preparazione di una Commissione Comunicazione sulla dimensione sociale della globalizzazione'.

La ICFTU ha evidenziato un particolare aspetto del rapporto, che chiede migliori condizioni per i lavoratori nelle cosiddette “zone a processo di esportazione” (EPZ).

Queste zone sono spesso un 'crogiolo di attività anti-sindacale' ha detto la ICFTU.

'E' tempo che la comunità internazionale ci sostenga nella nostra lotta per un lavoro dignitoso nelle EPZ', ha detto il segretario generale della ICFTU, Ryder. 'Dobbiamo fermare la 'corsa verso il fondo' che troppo spesso detta le condizioni di lavoro nelle EPZ, dove la competitività si basa su standard di lavoro bassi e violazioni giornaliere dei diritti fondamentali.'

Il rapporto sottolinea il ruolo essenziale della lotta collettiva nel promuovere la produttività, assicurare l'eguaglianza e dar voce ai lavoratori sul luogo di lavoro. Punta sulle responsabilità delle istituzioni internazionali e sottolinea l'importanza del loro ruolo nell'assicurare che non vengano compromessi gli standard del lavoro equo.

'Per porre rimedio a queste condizioni indegne in cui la gente viene privata dei propri diritti di base nel lavoro, dobbiamo rafforzare i lavoratori stessi. Devono conoscere quali sono i loro diritti per poterli difendere', ha dichiarato Rodney Bickerstaffe, ex-Segretario generale del Sindacato britannico Unison e attuale capo della Ong Global Network for a Global Dialogue.

La ICFTU ritiene fondamentale che le organizzazioni internazionali sostengano il ruolo dei sindacati, e spera di riscontrare progressi concreti nell'anno a venire.

'Ci aspettiamo che gli incontri internazionali di quest'anno come il G8 (che si terrà negli Usa il prossimo giugno), diano pieno sostegno al rapporto ed esaminino come implementare le sue raccomandazioni', conclude la ICFTU.