PERUGIA, 12 Ott (IPS) – Gli organizzatori hanno parlato di 300mila partecipanti. Altre fonti, invece, hanno citato la cifra di 150mila manifestanti. Quel che è certo è che all’ultima edizione della Marcia per la Pace Perugia-Assisi sono accorsi in molti per gridare, sulle ripide colline del cuore dell’Umbria, il loro NO alla guerra
La prima Marcia Perugia-Assisi fu quella del marzo del 1961 e da allora l’evento è andato crescendo per importanza e per numero di partecipanti, trasformandosi in un appuntamento in cui emergono le sfide di una società in cambiamento. I 24 chilometri della Marcia ripercorrono la strada fatta un tempo dai pellegrini cattolici.
Scout, membri delle associazioni di polizia municipale e statale, rappresentati degli enti locali (comuni, province e regioni) si sono riuniti domenica scorsa nella marcia verso la città di San Francesco, patrono d’Italia.
I “pellegrini della pace” hanno sventolato in massa la bandiera con l’iride, simbolo del pacifismo. Un simbolo che, negli ultimi mesi, con la guerra in Iraq, è quasi diventato un nuovo simbolo internazionale di protesta contro il conflitti.
La Marcia della Pace non è solo un luogo-simbolo di incontro per la società civile ma è anche l’occasione in cui parte un forte e chiaro messaggio a tutti i leader mondiali. Quest’anno, nel suo quindicesimo anniversario, il messaggio era: “Vogliamo un’Europa di pace”.
La manifestazione di domenica è stata il culmine di una serie di incontri durati tutta la scorsa settimana in Italia e in Europa, partiti dall’incontro dei leader europei a Roma, per la nuova costituzione comunitaria, lo scorso 4 ottobre.
La giornata di domenica ha rappresentato anche la chiusura della tre-giorni della V Conferenza dell’Onu dei Popoli, a Perugia, dove si sono riuniti 200 delegati per discutere del ruolo e le responsabilità dell’Ue e delle Nazioni Unite dopo la guerra in Iraq.
Organizzata dalla Tavola rotonda per la Pace (una coalizione di 500 organizzazioni internazionali e 350 autorità locali) la Marcia è diventata uno degli appuntamenti più importanti per la società civile europea.
Quest’anno, i manifestanti hanno sfilato scandendo i contenuti dell’articolo 11 della Costituzione italiana, quello che ripudia la guerra come strumento politico. L’obiettivo è quello di far diventare questo passaggio costituzionale, l’articolo 1 della nuova costituzione europea.
Flavio Lotti, coordinatore della Tavola rotonda per la Pace, ha dichiarato che la società civile deve agire contro l’attuale stesura della costituzione della Ue.
”Il mondo è sprofondato in una grave crisi e l’Europa non può pensare di salvare solo se stessa. Dobbiamo liberare il processo costituzionale europeo dal cinismo e da qualsiasi forma di eurocentrismo”, ha detto Lotti all’IPS al termine della marcia.
“Vogliamo cambiare la nuova costituzione – ha proseguito Lotti -. Vogliamo che contenga più aspetti legati alla cittadinanza europea, alla pace e alla giustizia, alla democrazia, al rispetto dei diritti umani e alla società civile”.
Parlando al termine della Conferenza dell’Onu dei Popoli, Roberto Savio, membro della Tavola Rotonda per la Pace, ha spiegato all'IPS perché l’edizione della Marcia di quest’anno sia stata così importante.
“È una lunga e salda tradizione; è il prototipo di una nuova formazione tra persone e organizzazioni differenti. È stato il primo esperimento in tal senso e la Marcia rappresenta anche un’occasione in cui le persone si riuniscono per esprimere loro stesse. È l’espressione della vera partecipazione popolare”.
Oltre alle richieste di pace e di riforma a livello europeo, molti manifestanti hanno espresso anche altre ragioni personali lungo il percorso della Marcia.
Colleen Kelly, che ha perso il fratello Bill (30 anni) nell’attacco terrorista dell’11 settembre 2001, ha fondato l’organizzazione “Peaceful Tomorrows” con altri familiari delle vittime delle Torri Gemelle. “Alle persone voglio dire – ha dichiarato all’IPS Colleen Kelly – che ci sono tante alternative alla guerra. Dobbiamo lavorare per una effettiva risposta non violenta al terrorismo”.
Katia Giuntoli, una studentessa fiorentina, ha partecipato alla Marcia per porre il problema dell’educazione. “Voglio che la costituzione europea – ha detto all’IPS – consideri l’importanza dell’educazione. Dopo tutto, i ragazzi e gli studenti sono il futuro del mondo”.
“Siamo qui – hanno dichiarato all’IPS Massimiliano Coccia e Alex Cannella, responsabili dei Giovani Verdi per la campagna per la pace – per ricordare tutti coloro che, ovunque nel mondo, ogni giorno si schierano per la pace. Ci sono 77 conflitti dimenticati di cui nessuno parla ma in cui uomini, donne e bambini vengono uccisi”.

