SALUTE- AFRICA MERIDIONALE: La tubercolosi "estrema" richiede un’azione rapida

JOHANNESBURG, 15 settembre 2006 (IPS) – Per la regione maggiormente colpita dall’Aids nel mondo è, a dir poco, uno sviluppo inatteso: l’esplosione di tubercolosi (TB) nella provincia più sud-orientale del Sud Africa, KwaZulu-Natal, provocata da una variante della malattia resistente a quasi tutte le forme di trattamento.

Ad oggi, 52 dei 53 pazienti contagiati sono morti nel giro di circa 25 giorni dal primo sospetto di malattia, come riporta una dichiarazione dei delegati al meeting tenutosi nel centro finanziario sudafricano di Johannesburg per discutere sulla gestione ottimale della tubercolosi resistente. L’incontro durato due giorni ha riunito esperti di TB dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e di altri organi.

”La mortalità estremamente elevata si spiega in parte con il fatto che tutti i 44 pazienti testati avevano contratto il virus dell’Hiv, e 15 di loro stavano ricevendo il trattamento con ARV (farmaci anti-retrovirali). Malgrado ciò, sono tutti morti di XDR-TB”, riferisce il documento.

La XDR-TB, ovvero Tubercolosi con resistenza ai farmaci estrema, è una forma più grave rispetto alla Tubercolosi multiresistente ai farmaci (MDR-TB). Mentre varianti della MDR-TB sono resistenti ad almeno due dei farmaci principali utilizzati per il trattamento in prima istanza della TB, isoniazid e rifampicin (noti come “farmaci di prima linea”), la XDR-TB è resistente anche a diversi farmaci di seconda linea, strumenti decisivi per la lotta alla malattia.

Forme ordinarie di TB erano già considerate estremamente preoccupanti per le persone contagiate dall’Hiv, i cui sistemi immunitari sono troppo deboli per combattere la malattia, ma l’emergenza della XDR-TB espone i malati di Aids a un rischio anche maggiore.

”All’inizio dell’anno, un sondaggio mondiale ha riportato che la XDR-TB è presente in tutte le regioni del mondo. Tuttavia, la recente epidemia nella provincia di KwaZulu-Natal in Sud Africa ha evidenziato il rischio di XDR-TB cui sono esposti i sieropositivi”, fa notare il documento.

A queste parole fa eco la dichiarazione rilasciata la settimana scorsa dalla Dr. Karin Weyer, direttrice per la ricerca sulla tubercolosi del Consiglio per la ricerca medica del Sud Africa, organizzazione finanziata per lo più dal governo.

”L’Africa meridionale è l’epicentro dell’Hiv e della TB. Bisogna agire velocemente. Se la nuova variante di TB uscisse fuori controllo, la minaccia nella regione e oltre sarebbe enorme”, ha dichiarato Weyer al media briefing per l’incontro di Johannesburg.

”L’Hiv ha il potenziale di trasformare rapidamente la XDR-TB in un’epidemia incontrollabile. È necessario prendere subito delle precauzioni per il controllo dell’infezione, e portarle immediatamente in scala industriale ovunque siano presenti pazienti affetti dall’Hiv”.

Secondo Ken Castro, direttore della Divisione per l’eliminazione della tubercolosi presso i Centri per il controllo e la prevenzione della malattia del governo Usa, “La TB non ha confini. È per questo che dobbiamo tenerla sotto controllo come questione urgente”.

Secondo il Programma congiunto delle Nazioni Unite sull’Hiv/Aids (UNAIDS), circa una persona su tre affetta da Hiv/Aids vive nell’Africa meridionale (l’agenzia riferisce che l’anno scorso i sieropositivi erano in totale 38,6 milioni). Da parte sua, secondo la Comunità per lo sviluppo dell’Africa meridionale, nella regione il numero di contagi da Hiv/Aids supera i 14 milioni. La TB diviene resistente ai farmaci a causa di un insieme di fattori, tra cui il mancato completamento dei cicli di trattamento per la TB, prescrizioni errate dei farmaci, e utilizzo di farmaci di scarsa qualità.

”I nuovi farmaci anti-TB sono disperatamente richiesti per il trattamento dei pazienti affetti da XDR-TB”, secondo la dichiarazione rilasciata alla conferenza sulla TB di Johannesburg.

Tuttavia, “La ricerca relativa a questi nuovi agenti è stata riattivata solo di recente, e malgrado le promesse di farmaci in preparazione, questi non saranno disponibili prima dei cinque anni. Saranno necessari ulteriori investimenti su ricerca e sviluppo di farmaci nuovi per garantire un numero adeguato di farmaci efficaci”.

In Africa meridionale, anche solo diagnosticare la XDR-TB può essere problematico.

”In Sud Africa abbiamo sei laboratori. Nella regione, la maggior parte dei paesi ha solo un laboratorio nell’ospedale principale della capitale”, ha dichiarato Meyer.

Tuttavia, anche il Sud Africa ha problemi al riguardo, osserva il Professor Willem Sturn della Scuola di medicina Nelson Mandela presso l’Università di KwaZulu-Natal.

”In Sud Africa siamo più ricchi rispetto a molti altri paesi africani”, ha detto ai giornalisti. “Però le nostre aree rurali sono sparse, il che rende difficile il controllo della malattia”.

Per l’immediato futuro, i delegati al meeting di Johannesburg consigliano agli operatori sanitari di seguire un piano d’azione in sette punti che dispone – tra le altre cose – sondaggi rapidi sulla XDR-TB, miglioramento delle competenze degli operatori sanitari nella gestione delle epidemie di XDR-TB, precauzioni adeguate contro il contagio, e sostegno per un accesso universale agli ARV.

In totale, secondo l'OMS, la TB porta via 1,7 milioni di vite ogni anno.