BRUXELLES, feb (IPS) – Mentre si prepara per l’allargamento, previsto per il 1° maggio, l’Unione europea (Ue) è alle prese con grandi difficoltà
Nei nuovi dieci Stati membri (Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Ungheria, Polonia, Slovacchia e Slovenia), sono in corso gli ultimi preparativi per l’accesso all’Ue. E anche le istituzioni dell’Unione si preparano all’allargamento.
Dal 1° novembre 2004, poi, la Commissione europea assumerà un nuovo mandato della durata di 5 anni.
Sarà un anno di grandi cambiamenti per i tre principali pilastri dell’Unione. Oltre alla Commissione, dopo l’allargamento anche il Consiglio europeo (la principale istituzione decisionale che rappresenta gli Stati membri) avrà un nuovo aspetto. E lo stesso vale per il Parlamento europeo (principale autorità legislativa e di bilancio, i cui membri sono eletti direttamente), le cui elezioni sono previste per giugno.
Mentre i nuovi inquilini aspettano sulla soglia, tra gli attuali membri fervono le divergenze sulla costituzione dell’Ue, i bilanci, la spesa e la crescita. Chris Patten, commissario per gli affari esteri, ha dichiarato di recente che in questa situazione la semplice gestione quotidiana dell’Unione europea potrebbe rivelarsi assai critica.
Ma l’Unione europea, dati i probabili cambiamenti di più ampia portata, sta anche guardano alle questioni politiche di più lungo termine.
Il ministro degli Esteri irlandese Brian Cowen ha dichiarato lo scorso gennaio, in un incontro dei ministri degli esteri dell’Ue a Bruxelles: “Marzo sarà un appuntamento importante, quando presenteremo la nostra relazione sul futuro della costituzione europea su cui tutti abbiamo una responsabilità collettiva”. L’Irlanda è di turno alla presidenza dell’Ue per il primo semestre 2004.
Nella sua relazione, presentata al Parlamento europeo lo scorso mese, il presidente della Commissione europea, Romano Prodi, ha ribadito l’obiettivo stabilito al Consiglio europeo di Lisbona nel 2000, di rendere cioè l’Ue, “entro il 2010, l’economia più competitiva e più basata sulla conoscenza nel mondo”.
Ma Prodi ha avvertito che gli scarsi risultati finora raggiunti in ricerca e innovazione, educazione e competitività, richiedono maggiori sforzi.
I funzionari Ue sono sempre più disillusi rispetto all’agenda stabilita a Lisbona, e alla sua effettiva mancanza di attuazione da parte degli Stati membri. Ciò solleva interrogativi sul futuro dell’agenda nel contesto dell’imminente allargamento.
Le risorse disponibili per la soddisfazione di questi obiettivi sono all’origine del problema. Ed è qui che si evidenziano le divergenze.
I nuovi paesi membri riceveranno circa 86 miliardi di dollari il primo anno, e ne restituiranno circa 4 miliardi.
Cipro, Malta e Slovenia hanno un reddito pro capite di circa il 70 per cento della media europea; gli altri sette hanno una media del 40 per cento.
I tassi di disoccupazione che restano alti – il maggiore in Polonia del 21 per cento, e il più basso in Slovenia del 6,4 per cento – si aggiungeranno agli altri ostacoli alla crescita, come il calo dei tassi delle nascite e dell’emigrazione.
Il commissario per le regioni Michel Barnier ha reso noto che l’aumento della spesa per le regioni, i bilanci per la ricerca, giustizia, amministrazione e affari interni, oltre ai forti tagli all’agricoltura, potrebbero suscitare controversie tra i nuovi beneficiari poveri e i contributori ricchi stabiliti.
Barnier si dice fiducioso che i nuovi Stati membri convoglieranno le risorse nella giusta direzione, in tecnologia e risorse umane.
Con i 75 milioni di consumatori in più previsti con l’allargamento, gli economisti guardano anche ai benefici degli scambi commerciali, l’aumento del valore azionario e la crescita economica, che i bassi costi di produzione nei nuovi Stati potrebbero comportare.
Il vecchio e il nuovo hanno ovviamente modi diversi di guardare a quelli che dovrebbero essere gli obiettivi comuni. Nella sua valutazione dei progressi effettuati dai nuovi Stati, il commissario per l’allargamento Guenther Verheugen ha notato importanti miglioramenti nel campo economico e nell’attuazione delle leggi comunitarie, ma ha anche parlato della necessità di lottare contro la corruzione.
D’altra parte, Peter Balasz, il rappresentante ungherese presso la Convenzione sul futuro dell’Europa, che ha redatto il trattato costituzionale dell’Unione, si è detto soddisfatto del lavoro svolto finora dalla Convenzione, ma vorrebbe vedere maggiore efficienza, trasparenza, democrazia e unità all’interno dell’Unione europea.

