CORRUZIONE-SALUTE: Una combinazione killer

LONDRA, 5 febbraio 2006 (IPS) – Secondo un recente rapporto di Transparency International (TI), ente di controllo anti-corruzione con sede a Berlino, la corruzione nella sanità costa la vita a molte persone e nega l’assistenza in diverse parti del mondo.

”La corruzione in campo sanitario è causa di morte perché determina un accesso ridotto alle cure e l’utilizzo di farmaci ancora sotto gli standard”, ha detto all’IPS David Nussbaum, direttore generale di Transparency International.

Secondo lui, il fenomeno è presente sia nel mondo sviluppato che in quello in via di sviluppo. “Nel nostro rapporto citiamo il caso italiano delle 19 persone decedute a causa di una valvola cardiaca difettosa; è emerso che i due medici coinvolti ricevevano denaro dalle aziende produttrici e distributrici delle apparecchiature “.

Lo studio riferisce anche di un caso negli Stati Uniti, dove un medico ha ricevuto 400.000 dollari per una consulenza di otto giorni. Simili compromessi rivelano una situazione “molto grave per tutti coloro che rischiano di essere curati diversamente da come si dovrebbe”.

Inevitabilmente, sostiene il Rapporto globale sulla corruzione 2006, il rischio è maggiore nei paesi poveri,. “Gli effetti della corruzione colpiscono soprattutto i poveri, che non possono permettersi di pagare i trattamenti sottobanco e, per curarsi, sono costretti a usare denaro che dovrebbe servire ad altro”, ha dichiarato Nussbaum.

Secondo lui, la corruzione è anche causa di diffusione delle malattie. “Se le persone muoiono di malaria o influenza aviaria perché sono stati loro somministrati farmaci contraffatti, l’infezione può diffondersi nel mondo”.

Il rapporto analizza i diversi tipi di corruzione all’interno del settore sanitario, con un giro di denaro che ammonterebbe a tremila miliardi di dollari l’anno. “Mentre la maggior parte degli impiegati nel settore svolge le sue funzioni con diligenza e integrità, ci sono le prove di corruzione e frode in tutti i servizi sanitari, da piccoli furti o estorsioni a gravi degenerazioni delle politiche e dei fondi sanitari alimentate da compensi ai funzionari”, denuncia il rapporto.

Lo studio fa riferimento a diverse forme di corruzione:

– I preventivi della spesa pubblica per la sanità vengono modificati da funzionari immorali per uso privato.

– Gli ospedali funzionano come depositi self-service per arricchirsi illegalmente, con tanto di appropriazione illecita di attrezzature e scorte, e dipendenti fantasma sui libri paga.

– I dipendenti del settore sanitario chiedono onorari per servizi che dovrebbero essere gratuiti.

– Appropriazione indebita di fondi della sanità pubblica, nonostante l’aumento degli aiuti nel settore. Come esempio, il rapporto riferisce che in Costa Rica quasi il 20 per cento di un prestito internazionale di 40 milioni di dollari per attrezzature sanitarie “si è perso in tasche private”.

Sempre secondo il rapporto, tecniche di marketing aggressive comprano il sostegno dei medici per farmaci specifici, provocando un’elevata incidenza di prescrizioni non sempre motivate dalla necessità del paziente.

”La corruzione rinforza il commercio di farmaci contraffatti”, sostiene il rapporto. “Compensi elargiti ad ogni anello della catena facilitano la diffusione di farmaci contraffatti, dalla fonte fino al consumatore ignaro. Dato che nei paesi in via di sviluppo le medicine costituiscono spesso la principale spesa sanitaria di una famiglia – stimata tra il 50 e il 90 per cento del totale delle spese individuali per la salute – la corruzione nell’industria farmaceutica ha un impatto diretto e doloroso su coloro che lottano per la sopravvivenza”.

Secondo Nussbaum i problemi che riguardano la corruzione e la contraffazione dei farmaci devono essere affrontati sia dal governo che dal settore privato, “i governi devono garantire una migliore regolamentazione, e il settore privato deve adottare politiche chiare sui farmaci. Gli ordini professionali devono migliorare i loro standard, ed assicurarsi che vengano adeguatamente osservati”.

Ispettori professionisti devono accertarsi che “i medici non prescrivano una cura solo per i privilegi di cui potrebbero godere, o per sponsorizzare la loro ricerca, o per farsi pagare viaggi personali in giro per il mondo”, ha proseguito Nussbaum.

Transparency International sostiene che il rimedio alla corruzione nell’industria sanitaria inizia con la trasparenza e propone diverse raccomandazioni:

– Governi donatori e beneficiari dovrebbero garantire un facile accesso alle informazioni sugli aspetti chiave legati alla progettazione, al budget e alle politiche sanitarie. Le informazioni sul budget dovrebbero essere disponibili su Internet e soggette a procedure di verifica indipendenti.

– Dovrebbero essere adottati e imposti codici di condotta per i dipendenti sanitari e le aziende private del settore, fornendo una formazione continua anti-corruzione.

– Le regole sul conflitto di interesse dovrebbero essere incluse nella regolamentazione dei farmaci e delle procedure mediche.

– Politiche e progetti della sanità pubblica dovrebbero essere monitorati in maniera indipendente, sia a livello nazionale che internazionale, e i loro rapporti sottoposti a valutazione pubblica.

– Le procedure per aggiudicarsi un appalto dovrebbero essere competitive, aperte e trasparenti, e osservare gli standard minimi richiesti da Transparency International in merito a trasparenza e trattative pubbliche. Bisogna osservare le regole sul conflitto di interessi, escludere da aste future le aziende già coinvolte in scandali e richiedere garanzie morali, come il patto di integrità di TI, a tutti i partecipanti. – Solo attraverso processi rigorosi si potrà far capire a tutti che la corruzione nella sanità non sarà più tollerata. Per facilitare questo, bisogna garantire una protezione sicura agli informatori tra i dipendenti sanitari pubblici e privati, insieme a quelli delle industrie farmaceutiche e biotecnologiche.