G8: Londra chiama il mondo sul clima

LONDRA, 29 giugno 2005 (IPS) – La città di Londra, lanciando la settimana scorsa le misure di controllo sul clima, non ha fatto soltanto qualcosa per sé, o per il pianeta, ma ha mandato un messaggio al vertice del G8: altre città possono fare quello che ha fatto Londra, e i leader nazionali devono indicare la direzione.

Il Gruppo degli Otto (Gran Bretagna, Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Russia e Stati Uniti) capirà così che gli impegni presi dalla capitale britannica per mettere sotto controllo il cambiamento climatico non sono soltanto parole. Londra ha cercato per secoli di governare la Scozia, ma questo messaggio è più ambizioso, perché vuole arrivare ben oltre.

I leader del G8 si incontreranno nella cittadina scozzese di Gleneagles, dal 6 all’8 luglio; la Gran Bretagna, in veste di ospite, ha dichiarato che il cambiamento climatico rappresenta una delle due priorità del vertice, insieme allo sviluppo dell’Africa. I leader economici e politici si sono uniti per ridurre le emissioni di biossido di carbonio a Londra per mezzo di un nuovo organismo, l’Agenzia per il cambiamento climatico (London Climate Change Agency, CCA). Istituire questo tipo di agenzia è stato uno degli impegni più significativi presi lo scorso anno dal sindaco di Londra Ken Livingstone.

Il lancio dell’agenzia proprio in questo momento si rivela un importante messaggio ai leader del G8 sulla necessità di mettere in pratica gli accordi e le dichiarazioni sul cambiamento climatico.

L’inaugurazione tenutasi a Trafalgar Square, nel cuore di Londra, è stata una cerimonia colorata, nel mezzo di una mostra fotografica sull’impatto dei mutamenti climatici e sulle soluzioni innovative realizzate nel mondo per controllarli. La presenza del sindaco Livingstone, del vice-presidente esecutivo della BP (British Petroleum, la compagnia petrolifera britannica) Vivienne Cox e del direttore esecutivo di Greenpeace Stephen Tindale ha evidenziato la necessità di comunicazione tra governo, industria e società civile per la lotta al cambiamento climatico.

”L’agenzia è stata creata per lavorare con le imprese, cercando di ridurre al minimo l’impatto dei cambiamenti climatici e di sviluppare nuove risorse per le energie rinnovabili”, ha detto all’IPS Hilary Merrett, dell’ufficio del sindaco. “L’organismo sarà finanziato dall’Agenzia di sviluppo di Londra (un ente governativo) e da soci fondatori che rappresentano il settore privato”.

Londra è la prima città britannica a costituire questo genere di agenzia, ha proseguito Merrett. Tra i fondatori vi sono importanti esponenti del settore privato, come BP, HSBC, Lafarge, Legal & General, Sir Robert McAlpine e Johnson Matthey.

Il lancio fa parte della nuova strategia energetica che obbliga Londra – entro il 2010 – a ridurre le emissioni di biossido di carbonio del 20 per cento rispetto ai livelli del 1990. Secondo le previsioni, la London Climate Change Agency darà la spinta decisiva per ridurre le emissioni nella capitale britannica.

Secondo una dichiarazione dell’ufficio del sindaco, ”l’azione dei nuovi progetti di sviluppo e delle tecnologie di retrofit riguarderà allo stesso tempo sistemi combinati di raffreddamento, riscaldamento ed elettricità, efficienza energetica, energie rinnovabili e altre tecnologie innovative“.

”Il cambiamento climatico è un problema che il mondo non può più ignorare”, ha dichiarato Livingstone all’inaugurazione. “Grandi città come Londra, con altissimi consumi energetici, hanno la responsabilità di ridurre le loro emissioni di carbonio, e contemporaneamente, in virtù dell’alta densità della popolazione, viene loro offerta la grande occasione di sfruttare nuovi sistemi energetici e di energia rinnovabile”.

L’iniziativa della città ha ricevuto un forte incoraggiamento da parte del Primo Ministro Tony Blair. “I governi nazionali giocano un ruolo chiave nel ridurre la crescente minaccia del cambiamento climatico”, ha ammesso il premier in una dichiarazione. “Questo è il motivo per cui ho considerato prioritaria la questione nel vertice del G8; stiamo collaborando attivamente con i partner internazionali per ottenere i migliori risultati possibili. Ma è necessaria un’azione a tutti i livelli: singoli, imprese e governi locali”.

L’agenzia lavorerà innanzitutto per ridurre le emissioni di alcuni dei più famosi edifici della capitale inglese.

”A Londra, il settanta per cento delle emissioni di biossido di carbonio proviene dai palazzi”, ha dichiarato il ministro dell’ambiente Margaret Beckett. “Il governo sta già riducendo l’uso di energia attraverso la revisione dei regolamenti, i codici sostenibili dei palazzi e l’attuazione di direttive per le prestazioni energetiche negli edifici. Ma si può fare di più, e aspettiamo di vedere i risultati che darà la guida dell’agenzia in questo settore fondamentale”. Tindale ha dichiarato che questa iniziativa ”mette Londra in prima linea nella lotta al cambiamento climatico. Portare le metropoli a livelli di “emissioni zero” è possibile e urgente se si vuole fermare la vertiginosa e incontrollabile spirale del clima”.

La London Climate Change Agency verrà coinvolta nella gara per ospitare i Giochi olimpici del 2012 che saranno dichiarati Giochi a bassa emissione di carbonio.