SALUTE: Il trasporto pulito riduce le morti premature

RIO DE JANEIRO, 30 giugno 2005 (IPS) – Una drastica riduzione dell’inquinamento causato dal trasporto nelle grande aree metropolitane del Brasile farebbe risparmiare 50 miliardi di dollari nei prossimi 20 anni, evitando ben 47.000 morti premature e il rischio di malattia per centinaia di migliaia di persone.

Le stime della Facoltà di medicina dell’Università di San Paolo si basano sui risultati della prima fase del “Programma di controllo dell’inquinamento dell’aria da veicoli a motore” (Proconve), adottato dal Consiglio nazionale per l’ambiente nel 1986.

Secondo lo studio della Facoltà di medicina, il programma ha ridotto tra l’80 e il 90 per cento delle emissioni inquinanti dei nuovi veicoli, evitando la morte prematura di 45.000 individui tra il 1997 e il 2000 e facendo risparmiare tra 3 e 4 miliardi di dollari in spese sanitarie.

Sono questi i dati emersi nella IV Conferenza internazionale sulle emissioni dei veicoli, tenutasi la scorsa settimana a Brasilia, mirata a uno scambio di informazioni tra esperti, autorità ambientali e imprenditori di diversi paesi, e a promuovere politiche di riduzione dell’inquinamento urbano.

Le emissioni contaminanti da trasporto – particelle in sospensione, piombo, ossido di azoto, diossido di solfuro, monossido di carbonio e ozono – possono provocare gravi danni alla salute, dai disturbi neurologici alla riduzione del coefficiente intellettuale nei bambini, sino a malattie respiratorie croniche, ipertensione, irritazione della vista e perfino la morte prematura.

Il Messico è la dimostrazione che si può migliorare rapidamente l’ambiente nelle grandi città con adeguati mezzi di controllo, ha detto all’IPS Roberto Pereira, presidente dell’”Associazione di fabbricanti di attrezzature per il controllo delle emissioni di veicoli in America del Sud” (Afeevas), organizzatrice della Conferenza.

Dopo essere stato uno dei paesi più in ritardo in questo campo, in pochi anni il Messico è diventato leader nella regione in tema di controllo di questa fonte di inquinamento, con leggi regolatrici basate sul modello statunitense, ha segnalato Pereira. L’industria ha resistito, ma il governo si è imposto, ha aggiunto.

Perciò, per esportare automobili in Messico, l’industria brasiliana deve soddisfare requisiti più rigorosi rispetto a quelli del mercato interno. La tecnologia più avanzata rincara la produzione, ma un regime tributario meno elevato di quello brasiliano compensa i costi, ha detto Pereira.

Anche il Cile ha fatto molti progressi nel settore. Ma si tratta di un paese che importa veicoli e combustibili, che può avere bisogno di prodotti appropriati, ha indicato all’IPS Paulo Macedo, coordinatore di Proconve.

In un paese come il Brasile, il processo richiede progressi coordinati nel “triangolo composto da regolamentazioni, industria automobilistica e combustibili”, perciò il governo “non impone, ma tratta sulla regolamentazione con tutti i settori interessati”, ha spiegato.

Oltre ai progressi in questo ambito, il Brasile ha un vantaggio “che nessun altro paese ha”: la produzione di alcool carburante estratto dallo zucchero, meno inquinante dei derivati del petrolio perché ossigenato, e che si utilizza in una miscela del 25 per cento con la benzina o da solo, come combustibile completo, ha sottolineato Macedo.

Non è un caso che nei tre paesi menzionati, i più preoccupati del problema, ci siano le città più popolate e contaminate della regione: Città del Messico, Santiago del Cile e San Paolo.

In Brasile, il Proconve ha promosso un sostanziale miglioramento dei veicoli, sempre meno inquinanti, e dei combustibili, impedendo l’aggravarsi delle condizioni ambientali nelle grandi città.

Ma il numero di veicoli presenti in questo paese è raddoppiato tra il 1990 e il 2003, passando da 18 a 36 milioni, e minacciando la salute dei suoi 182 milioni di abitanti, soprattutto nelle regioni metropolitane.

Secondo Gabriel Branco, consulente tecnico della Afeevas, la grande sfida oggi è migliorare il gasolio, utilizzato principalmente dai grandi veicoli come autobus e camion.

“È più facile migliorare la benzina e i motori che la utilizzano, perciò il Proconve si è dedicato inizialmente con successo a questi prodotti”, ha spiegato Branco all’IPS.

Adesso, obiettivo del programma è ridurre le emissioni di zolfo, responsabile delle piogge acide, e l’inquinamento urbano più grave in questo momento, l’ozono.

Il gasolio brasiliano emette ancora molto zolfo. Quello venduto nelle regioni metropolitane ne contiene una percentuale di 2000 parti per milione (ppm), contro i 3500 ppm di quello utilizzato nel resto del paese.

Il traguardo è ottenere, a partire dal 2009, una riduzione drastica, per arrivare a 50 ppm.

È una qualità indispensabile che il combustibile deve avere perché l’industria possa migliorare i suoi veicoli, installando catalizzatori compatibili per ridurre le emissioni, dispositivi che vengono danneggiati da una maggiore presenza di zolfo, ha detto Branco.

L’80 per cento dell’ossido di azoto, origine dell’ozono, viene emesso dai veicoli a motore diesel, ha segnalato.

L’ozono si produce per l’interazione di idrocarburi e ossidi di azoto, con l’azione della luce solare.

Senza nuove tecniche di raffinazione, non sarà possibile raggiungere l’obiettivo. Perciò la Petrobras, impresa statale che produce la maggior parte del petrolio e dei combustibili in Brasile, ha deciso di investire 3,3 miliardi di dollari nelle proprie raffinerie fino al 2010.

Ma la soluzione non sarà sufficiente, perché la sostituzione del gasolio sarà graduale, a cominciare con il 10 per cento del totale; e questo comporterà un problema di distribuzione, ha osservato Pereira, che ha anche deplorato che altre imprese e piccole raffinerie non abbiano ancora aderito al programma.

I progressi nel controllo delle emissioni dovranno intensificarsi, perché tra 20 o 30 anni, anche adottando le misure previste, l’inquinamento urbano si aggraverà, a causa dell’aumento dei veicoli in circolazione, ha avvertito Pereira, che oltre a presiedere la Afeevas è direttore in Brasile dell’impresa belga Umicore.

La Afeevas è un’associazione, senza fini di lucro, di 15 imprese transnazionali che producono impianti e tecnologia per il controllo dell’inquinamento da veicoli. Il suo obiettivo è fornire informazione tecnica a favore di politiche nazionali e internazionali che migliorino la qualità dell’aria e della vita.

Le nuove tecnologie comportano maggiori costi, ma le malattie provocate dall’inquinamento costano di più, e “la vita non ha prezzo”, ha affermato Pereira.

Anche le metropoli brasiliane soffrono per il forte aumento di motociclette, nuovo fattore di inquinamento. Ma quest’anno è stata avviata la produzione di migliori tecnologie per ridurre le emissioni, e questi veicoli verranno successivamente inclusi in programmi analoghi a quelli per le automobili, ha concluso Macedo.