SVILUPPO: Il boom della cooperazione Sud-Sud

NAZIONI UNITE, 31 dicembre 2004 (IPS) – Alla fine sarà la cooperazione tra i paesi del Sud a favorire la crescita e lo sviluppo di alcuni tra i paesi più poveri del mondo, secondo le Nazioni Unite, che hanno istituito la giornata mondiale per la cooperazione Sud-Sud.

L’agenzia internazionale ha lanciato una forte campagna per rafforzare le relazioni economiche e commerciali tra i 132 paesi in via di sviluppo.

“Il commercio tra paesi del Sud continua a crescere rapidamente; oggi, più del 40 per cento delle esportazioni dei paesi in via di sviluppo è destinato ad altri paesi in via di sviluppo”, ha detto ai delegati il segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan.

I paesi del Sud ospitano la stragrande maggioranza della popolazione mondiale, di 6 miliardi di abitanti, e costituiscono la fetta maggiore dei 191 paesi membri dell’Onu, ha aggiunto Annan. “Ed è nel Sud che alcune delle grandi sfide del nostro tempo – povertà, degrado ambientale e diffusione di malattie infettive – sono più gravi”.

Secondo gli ultimi dati Onu, nell’ultimo decennio il commercio tra due giganti come India e Cina, per esempio, è cresciuto rapidamente da 264,8 milioni di dollari nel 1991 a 10 miliardi di dollari nel 2004.

Un gruppo di paesi dell’America Latina ha concordato la costruzione di un sistema di comunicazioni satellitare: un altro esempio di cooperazione Sud-Sud, ha sottolineato Mark Malloch Brown, amministratore del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP).

“Migliaia di agronomi dall’Asia lavorano oggi nei paesi africani per aumentare la produzione di cibo e la sicurezza alimentare”, ha aggiunto Malloch Brown.

“Questi esempi di collaborazione tra paesi in via di sviluppo sembravano impensabili nel 1949, quando le Nazioni Unite avviarono il primo programma di assistenza tecnica – ha dichiarato Malloch Brown -. Oggi sono comuni a tal punto che i paesi coinvolti sono piuttosto inconsapevoli di realizzare politiche raccomandate in una conferenza Onu del 1978 in Argentina”.

L’Unità speciale dell’UNDP per la cooperazione tecnica tra i paesi in via di sviluppo – ha aggiunto – è stata trasformata in Unità speciale per la cooperazione Sud-Sud, nel quadro della nuova realtà delle relazioni economiche internazionali.

Un altro esempio è rappresentato dall’ASEAN – associazione di 10 paesi del sud-est asiatico: Malaysia, Singapore, Tailandia, Indonesia,Filippine, Brunei, Laos, Cambogia, Burma (Myanmar) e Vietnam – oggi, tra le principali fonti di investimento in India.

L’ASEAN – costituita dai paesi di una regione che vanta la crescita economica più dinamica del mondo – si è impegnata a creare una nuova comunità economica entro il 2020. A novembre, l’associazione ha firmato un accordo con la Cina per cominciare a negoziare un’area di libero scambio.

Anche la Partnership internazionale contro l’Aids (IPAA) in Africa è stata descritta come “l’esempio mondiale più rilevante di cooperazione Sud-Sud incentrata su un unico, urgente obiettivo”.

La IPAA, creata nel dicembre 2000, è una coalizione di governi africani e di otto agenzie Onu, tra cui UNAIDS, UNDP, OMS e UNICEF.

Nel prossimo decennio la IPAA si è impegnata a ridurre il numero di nuove infezioni in Africa, a promuovere l’assistenza delle persone affette dal virus e a mobilitare la società civile per fermare l’Aids.

I sei membri del Consiglio di cooperazione degli Stati arabi del golfo (Gulf Cooperation Council, GCC) – Bahrain, Kuwait, Oman, Arabia Saudita, Qatar e Emirati Arabi Uniti – hanno abolito tutti i dazi doganali sul commercio di risorse agricole, animali, industriali e naturali provenienti dalle popolazioni autoctone. Il GCC prevede anche l’adozione di una moneta unica entro il 2010.

In America Latina, il Mercosur – che comprende Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e Venezuela – ha eliminato le tasse sul 90 per cento del commercio regionale e stabilito una struttura tariffaria comune che copre circa l’85 per cento di tutte le importazioni dall’estero.

“Ci siamo impegnati a raddoppiare i nostri sforzi per superare qualsiasi ostacolo alla cooperazione Sud-Sud”, ha detto ai delegati l’ambasciatore del Qatar Nassir Abdulaziz Al-Nasser, presidente del gruppo dei 77.

Il raggruppamento economico più vasto all’interno delle Nazioni Unite, il G-77, sta conducendo la campagna dell’Onu per intensificare la cooperazione Sud-Sud.

A giugno, il governo del Qatar ospiterà il South Summit, il meeting dei leader mondiali dai 132 paesi in via di sviluppo, che discuteranno come rafforzare la loro partnership.

“Tuttavia, nonostante i progressi significativi del Sud, il modello di collaborazione non è adeguato alla complessa natura degli impegni contenuti nelle varie dichiarazioni e negli altri documenti sulla cooperazione Sud-Sud”, ha detto Al-Nasser all’IPS.

“Le molte potenzialità del Sud non sono ancora riconosciute ed utilizzate adeguatamente”, ha aggiunto.

Secondo la Asian Development Bank (ADB) di Manila, le 41 economie di Asia e Pacifico hanno raggiunto un tasso di crescita del 5,5 per cento, e da oggi al 2010 continueranno a crescere a un tasso annuale del 6 per cento.

Cina e India, i due giganti del mondo in via di sviluppo, hanno avuto nel 2004 un tasso di crescita rispettivamente dell’8 e del 6 per cento.

Secondo i dati diffusi dal G-77, le esportazioni da Argentina e Brasile verso la Cina sono raddoppiate, e il mercato cinese è diventato per la prima volta il mercato di riferimento per la Repubblica di Corea e per i paesi limitrofi.

Nel 2003, quasi la metà del totale delle importazioni da Stati Uniti e Giappone – e più di un terzo di tutte le importazioni dell’Unione europea – provenivano dal Sud, e lo stesso vale per le esportazioni dei paesi del nord verso i mercati del Sud.

“Ciò conferma che il commercio Sud-Sud sta diventando un fattore dominante nelle relazioni economiche internazionali. E dimostra non solo che i paesi in via di sviluppo sono ancora mercati importanti per i paesi industrializzati, ma che il commercio tra loro cresce più rapidamente del commercio internazionale”, ha detto Al-Nasser.

Gli scambi Sud-Sud crescono a un tasso annuale del 10 per cento, più del doppio del tasso di espansione del mercato mondiale nel 2003 – ha aggiunto. Se i paesi in via di sviluppo riusciranno a ridurre del 50 per cento le tariffe applicate tra di loro, ciò produrrà 15,5 miliardi di dollari aggiuntivi dagli scambi commerciali.