LONDRA, 26 novembre 2008 (IPS) – Potrebbe non essere una sorpresa piacevole per gli scettici, ma i segnali dicono che l’Agenda for Action di Accra (AAA) potrà finalmente dare il via ad azioni di sostegno diretto per l'uguaglianza di genere.
L’Agenda di Accra, approvata al terzo Forum di alto livello sull’efficacia degli aiuti nella capitale del Ghana Accra (2-4 sett.), ha definito impegni importanti sul pieno inserimento delle pari opportunità nei programmi di aiuti.
”L’uguaglianza di genere, il rispetto dei diritti umani e della sostenibilità ambientale sono pietre miliari per creare un impatto duraturo sulla vita e sul potenziale di donne, uomini e bambini che vivono nella povertà”, si legge nel documento, sottoscritto da circa 200 governi, organizzazioni della società civile e istituzioni per lo sviluppo. “È fondamentale che tutte le nostre politiche siano orientate verso questi temi in modo più sistematico e coerente”.
La Commissione europea (CE), braccio esecutivo dell’Unione, ha fatto almeno qualche passo avanti in questa direzione, commenta Letty Chiwara, responsabile dei programmi regionali integrati presso la sede del Fondo delle Nazioni Unite per le donne (UNIFEM) di New York.
”Dopo Accra, vedo che adesso la Commissione sta lavorando su un piano d’azione per l’attuazione dell’Agenda di Accra; hanno portato il piano all’unità operativa delle pari opportunità”, ha dichiarato Chiwara all’IPS in un’intervista telefonica da Bruxelles. “Ho constatato quindi un preciso impegno da parte dei membri della CE rispetto all’agenda, nell’assicurare che il piano di Accra si traduca in azione a livello nazionale”.
”E vedo anche che oggi la Commissione è molto impegnata nel migliorare le capacità di analisi del gender mainstreaming, per integrare la dimensione di genere nei processi decisionali. Stanno rafforzando l’assistenza sulle pari opportunità, nel senso della capacità di fornire strumenti e formazione del personale, e anche di partnership per la programmazione della CE a livello nazionale. Vedo che ci sono cambiamenti reali”. La partnership CE/ONU sulla parità di genere per lo sviluppo e la pace è un programma congiunto di CE, UNIFEM e Centro di formazione internazionale dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (CIF/OIL).
Alcuni cambiamenti sono osservabili sul campo, o come in questo caso, sulla strada, come in Camerun, segnala Chiwara. Le donne sono state incoraggiate a partecipare alla discussione di un progetto stradale di milioni di dollari. Hanno valutato le possibili implicazioni negli spostamenti, e nell’accesso a scuole, centri di salute e centri commerciali, ha spiegato. “Hanno sollevato diversi argomenti che dovrebbero incidere sul progetto della strada, perciò questa è una delle cose che stiamo prendendo in esame”.
L’incontro ha poi portato a nuove proposte sull’occupazione delle donne nel progetto stesso. “Abbiamo preso in considerazione tutti questi elementi, che verranno introdotti nella progettazione del piano infrastrutturale”. Nella Commissione, i dipartimenti operativi cominciano a guardare ai loro programmi di aiuti in un’ottica nuova”, ha osservato.
Ma c’è ancora molto lavoro da fare, e non solo in Camerun. Le considerazioni sulle pari opportunità in questo progetto possono aver rafforzato il dopo Accra, ma in linea generale “questo processo richiederà del tempo per tradursi in un cambiamento reale per le donne e gli uomini a livello locale”, ha ammesso Chiwara.
La stessa Commissione deve fare di più, ha osservato. “Credo che la CE debba realmente istituzionalizzare le responsabilità sulla parità di genere in tutte le sue delegazioni. Ora come ora puoi scegliere di fare qualcosa o meno, ed è lo stesso. Ma penso che nei loro sistemi di valutazione delle performance dovrebbero introdurre indicatori molto forti e meccanismi di monitoraggio molto solidi, così che ogni delegazione possa dimostrare che sta facendo realmente qualcosa per la parità di genere”.
Ma al momento ci sono anche nuovi pericoli. “La nostra capacità d’azione oggi è compromessa dalla crisi finanziaria globale, e la stessa Commissione sta spostando l’attenzione verso quelle che ora vengono viste come sfide dello sviluppo più importanti dell’uguaglianza di genere”.

