POLITICA-MALAWI: Elezioni, un pericolo per le donne

LILONGWE, Malawi, 25 novembre 2008 (IPS) – Le elezioni primarie in Malawi si mettono male per le candidate donne. Spintoni, canzoni denigratorie e sassate sono solo alcune delle tattiche intimidatorie per scoraggiare le donne nella corsa alle primarie, dove verranno scelti i candidati per le elezioni parlamentari di maggio 2009.

I politici uomini non tutelano le donne Pilirani Semu-Banda/IPS

I politici uomini non tutelano le donne
Pilirani Semu-Banda/IPS

Gertrude Nya Mkandawire, una delle parlamentari del Partito democratico del popolo (DPP), si è recentemente ritirata dalle primarie nel suo collegio di Mzimba Solora, nel nord del paese, dove si presentava contro 10 candidati uomini.

“Non ce la faccio più”, ha lamentato Nya Mkandawire all’IPS. “Ho subito ogni tipo di intimidazione dagli altri contendenti, che sono tutti uomini”.

Ai raduni, folle inferocite cantavano canzoni sprezzanti e lanciavano pietre contro di lei. “Durante la notte, hanno distrutto tutto il materiale della mia campagna, anche bandiere e poster, per scoraggiarmi”, ha aggiunto.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata quando i membri del comitato del DPP le hanno chiesto del denaro.

”Dicevano che avrei potuto vincere le elezioni solo se avessi pagato, e non mi è sembrato corretto”, ha dichiarato all’IPS.

In questo paese, la cultura del clientelismo è comune durante le elezioni. I politici distribuiscono denaro, cibo e coperte ai loro elettori, sostenendo che questo è il loro modo di condividere la ricchezza.

Secondo l’attivista per i diritti delle donne Veronica Njikho, la pratica dei “doni” mette in svantaggio i politici donne, perché gli uomini hanno già una solida capacità economica, che le donne non hanno.

“Solo il 23 per cento delle donne ha la stessa voce in capitolo degli uomini nelle faccende economiche in casa, e comunque non hanno la stessa forza finanziaria delle loro controparti maschili in politica”, segnala Njikho.

Le donne si ritirano

Njikho è in prima linea nella Campagna 50/50, guidata dal governo e da 42 gruppi della società civile per promuovere la partecipazione delle donne in politica e nei ruoli decisionali.

La Campagna ha condannato l’intimidazione e il maltrattamento delle candidate donne; la violenza talvolta imperversa anche nei raduni dei concorrenti uomini.

“C’è tantissima violenza politica in ogni angolo del Malawi, e questo scoraggia molte donne dal partecipare alle elezioni”, osserva Njikho.

L’esperta ha spiegato che la maggior parte delle donne non vuole essere associata agli abusi, né esserne vittima: “Per natura, le donne non sono persone violente”.

All’apertura della Campagna 50/50, 425 donne si sono presentate per partecipare alla corsa al parlamento – un numero senza precedenti; ma solo 200 sono rimaste. “Le altre si sono ritirate soprattutto a causa di maltrattamenti e intimidazioni”, ha segnalato Njikho all’IPS.

L’attivista teme che le notizie sempre più diffuse di atti intimidatori compiuti durante le primarie porteranno altre donne ad abbandonare la politica.

La Campagna punta a far conquistare alle donne almeno la metà dei 193 seggi dell’assemblea nazionale, in accordo con il Protocollo di genere per lo sviluppo della comunità dell’Africa meridionale, firmato ad agosto, che prevede una rappresentanza politica delle donne al governo del 50 per cento entro il 2015.

Il Malawi si colloca al di sotto della media sub-sahariana quanto alla rappresentatività femminile in parlamento, con le donne che rappresentano il 14 per cento dell’assemblea nazionale.

La maggiore sfida di questa campagna, afferma Njikho, è il terreno politico sbilanciato. Gli uomini occupano le posizioni di maggiore rilievo, sostengono i colleghi maschi e fanno resistenza di fronte alle candidate donne.

I leader respingono le donne

Lilian Patel, parlamentare e presidentessa del Caucus delle donne parlamentari del Malawi, accusa i leader dei partiti. Come il DPP, anche gli altri gruppi politici – il Fronte democratico unito (UDF) e il Partito del Congresso del Malawi (MCP) – sono guidati da uomini.

”Nessun partito politico nazionale è riuscito a compiere uno sforzo deliberato per fare in modo che le donne vengano sostenute”, spiega Patel, membro dell’UDF.

Il 13 novembre, le elezioni primarie nel distretto di Nkhatabay si sono concluse con un fuggi fuggi generale, quando i supporter del DPP hanno cominciato a lanciare pietre dopo una disputa sugli elettori eleggibili. Tre donne contestavano le primarie.

Intanto, Nya Mkandawire non si è ritirata dalla politica. Sta pensando se correre come candidata indipendente, oppure unirsi ad un altro partito.

Per scoraggiare questa opzione, il DPP aveva ideato uno stratagemma, ha spiegato la donna. I candidati del DPP che facevano domanda per partecipare alle primarie dovevano firmare una dichiarazione in cui, in caso di sconfitta, avrebbero sostenuto i vincitori, e non si sarebbero presentati come indipendenti né con altri partiti.

”La dichiarazione sarebbe stata giusta se le elezioni fossero state giuste ma, in questo caso, dobbiamo guardare a delle alternative, se vogliamo rimanere in politica”, ha commentato Nya Mkandawire.

Ma l’alternativa non sarà schivare pietre e subire insulti, dice. Rispetto e sicurezza per tutte le donne candidate: questo è ciò che chiede.