SOMALIA: Aiuti alimentari rubati alle vittime della carestia

MOGADISCIO, 6 settembre 2011 (IPS) – Un'indagine ha rivelato che una grande quantità di cibo destinato alle vittime della carestia in Somalia è stato rubato.

Shafi'i Mohyaddin Abokar Shafi'i Mohyaddin Abokar

Shafi'i Mohyaddin Abokar
Shafi'i Mohyaddin Abokar

“Ci sono molti casi di corruzione nel giro degli aiuti umanitari, ed è per questo che sto chiedendo l'istituzione di un gruppo speciale di controllo – che includa i somali e gli stessi stranieri”, ha detto a IPS il parlamentare somalo Prof. Ali Mahmoud Nur.

Il governo somalo promette di licenziare tutti i 16 commissari distrettuali coinvolti e accusati del furto degli aiuti alimentari, e di creare una forza speciale di polizia con il compito di garantire la sicurezza durante la distribuzione degli aiuti alimentari.

Queste misure sono state annunciate quando si è diffusa la notizia di scontri e uccisioni durante la distribuzione del cibo alle vittime della carestia nei campi profughi. Ma potrebbe non essere sufficiente per prevenire i furti ed è stato chiesto al governo di istituire un' unità di prevenzione che assicuri una corretta distribuzione.

Ogni giorno tonnellate di aiuti alimentari arrivano a Mogadiscio da tutto il mondo per le vittime della carestia.

Almeno cinque voli cargo dalla Turchia e dal Kuwait arrivano ogni giorno, così anche da Gibuti, Sudan e Iran. Mercy USA, Diakonie Emergency Aid Bread for the World – Germania e Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati sono tra le agenzie che distribuiscono aiuti nella capitale.

Nur sostiene che il furto degli aiuti alimentari è talmente diffuso che è necessario istituire un gruppo speciale di controllo delle riserve. Cittadino statunitense con origini somale, Nur ha stretti legami con il capo del Parlamento del Paese Sharif Hassan Sheikh Aden e con il presidente Sheik Sharif Sheik Ahmed e ha esaminato lui stesso i rapporti sull’appropriazione indebita di aiuti umanitari.

Oltre 100mila persone sono fuggite dalla siccità e dalla carestia dalla Somalia meridionale verso la capitale del Paese in cerca di cibo e di aiuti negli ultimi mesi. Molti hanno camminato a piedi per settimane, senza cibo né acqua, e hanno perso i propri cari e i figli troppo deboli e malnutriti per sopravvivere al difficile viaggio. Le Nazioni Unite hanno stimato che il numero totale di sfollati interni a Mogadiscio è attualmente di circa 470mila.

Ma la loro speranza di trovare aiuto nella capitale è diminuita dopo che i funzionari sono stati coinvolti nel furto di aiuti alimentari. “E' molto chiaro che alcuni funzionari guadagnano illecitamente sui prodotti alimentari ricevuti – sto chiedendo loro di fermare questo pessimo comportamento dannoso anche per la loro stessa dignità”, ha detto Nur.

In occasione della pacifica manifestazione a Mogadiscio del 23 agosto, il primo ministro somalo Abdi Weli Mohamed Ali e il governatore della regione, Mahmoud Ahmed Nur, hanno ammesso che gli aiuti alimentari erano stati rubati in alcune zone della capitale e hanno promesso di affrontare la questione.

Un funzionario del governo, che ha chiesto l'anonimato, ha detto che il governo ha intenzione di licenziare tutti i 16 commissari distrettuali di Mogadiscio.

I commissari distrettuali sono stati accusati di numerosi reati, tra cui quello di collusione con i responsabili dei campi profughi per il furto di cibo. Tuttavia, nessuno è stato ancora ufficialmente accusato.

A Mogadiscio i commissari distrettuali sono ex membri influenti dei clan sono stati nominati dal governo per le vicinanza ai clan locali.

Hanno le loro leggi. Il 3 settembre nel distretto di Bulohubey, a Mogadiscio, le milizie del commissario distrettuale Ahmed Adow Anshur (meglio conosciuto come Ahmed Daai) si sono scontrate con i soldati del Governo Federale di Transizione. Tre militari sono stati uccisi. Alcune fonti sostengono che è altamente improbabile che il Governo di Transizione del Paese sia in grado di cacciare i commissari distrettuali, alcuni dei quali sono “potenti signori della guerra”.

Ma Abdullahi Mohamed Shirwa, che dirige l'Agenzia governativa somala per la Gestione dei Disastri (DMA), con il compito di coordinare gli aiuti a Mogadiscio, ritiene che gli aiuti alimentari siano gestiti correttamente.

La maggior parte delle agenzie umanitarie internazionali distribuisce gli aiuti per conto proprio, mentre la DMA gestisce il cibo donato da vari governi internazionali.

“Ci sono state alcune tonnellate di aiuti alimentari provenienti dal Kuwait che sono state consegnate ai rifugiati tramite la mia agenzia – posso confermarvi che abbiamo gestito bene e che sono finite nelle mani delle persone realmente bisognose”, ha detto. E ha aggiunto che gli aiuti alimentari che arrivano in Somalia soddisfano soltanto il 10 per cento circa del fabbisogno del Paese.

Ma ha ammesso che sono stati fatti degli errori in alcuni campi per rifugiati a Mogadiscio.

Il 22 agosto tre vittime della carestia sono state uccise in un campo sfollati nel distretto di Waberi a Mogadiscio, mentre altre quattro sono rimaste ferite dalle forze governative che hanno aperto il fuoco durante la distribuzione degli aiuti alimentari. Waberi è il primo porto di scalo a Mogadiscio per i rifugiati fuggiti dalle loro case nel sud colpito dalla siccità. Ma non è il primo caso di rivolta per il cibo. Il 5 agosto dieci persone sono state uccise durante una sommossa nel campo di Badbaado – il più grande campo per i rifugiati della città.

Shirwa ha ammesso che ci sono state segnalazioni di furti e saccheggi di aiuti alimentari in alcuni campi a Mogadiscio, ma crede che circa il 95 per cento della distribuzione dei cibi sia stato ben gestito.

I problemi saranno risolti non appena il governo somalo istituirà una speciale forza di Sicurezza che si occuperà di rafforzare il controllo sugli aiuti alimentari nei campi, ha detto Shirwa.

Le nuove forze di Sicurezza saranno operative il più presto possibile, ma ancora non è stata fissata una data. Lavoreranno giorno e notte nei controlli di routine attorno ai campi profughi e nelle strade della capitale per assicurare il corretto svolgimento delle operazioni umanitarie.

I soldati sono attualmente posizionati intorno ai centri di distribuzione dei cibi, ma alcune bande e forze di polizia sono state accusate di aver aggirato i controlli e di aver rubato aiuti alimentari.

Amina Yusuf, madre di quattro figli che vive nel campo profughi nel distretto di Waberi, ha detto che il loro cibo viene sistematicamente rubato da uomini armati.

“Il furto di aiuti alimentari si verifica qui almeno due volte a settimana – non sappiamo cosa fare”,ha detto Amina. Ma non è solo a Mogadiscio che il cibo non viene consegnato alle persone bisognose. Mahmoud Dahir Farah, responsabile dei soccorsi di Mogadiscio e di altre due regioni meridionali colpite dalla siccità, Bassa Shabelle e Medio Shabelle, ha detto che il suo ufficio aveva raccolto prove sulla cattiva gestione degli aiuti alimentari. Farah, che è stato nominato dal governo somalo per coordinare le operazioni di soccorso in queste regioni, ha detto che purtroppo le persone in difficoltà non stavano ricevendo gli aiuti alimentari come previsto.

“Sto invitando i vertici somali ad affrontare questo problema, perché la distribuzione di aiuti alimentari è mal gestita a Mogadiscio e questo è un problema che deve essere risolto al più presto”.

Ha anche chiesto che i soldati responsabili della morte degli sfollati nel campo di Badbaado all'inizio di questo mese e nel quartiere di Waberi il 22 agosto siano processati.

L'ONU ha stimato che oltre 3,6 milioni di persone in Somalia hanno attualmente bisogno di assistenza umanitaria d’emergenza nella regione che si trova nel mezzo della più brutale siccità degli ultimi 60 anni. © IPS