EPA: Africa meridionale, ancora contrasti sulla firma degli accordi

WINDHOEK, 28 maggio 2009 (IPS) – Si sono conclusi con un nulla di fatto i colloqui di alto livello della Comunità di sviluppo dell’Africa australe (SADC) della scorsa settimana a Gaborone, per la firma degli accordi ad interim di partnership economica (EPA) con l’Unione europea.

Una settimana dopo l’incontro dei ministri di Botswana, Namibia, Sud Africa, Lesotho, Swaziland, Angola e Mozambico – il gruppo SADC-EPA – nella capitale del Botswana, non è ancora chiara la posizione della regione sull’accordo commerciale con l’Unione europea (Ue).

La cerimonia della firma prevista per il 7 maggio a Bruxelles è stata cancellata all’ultimo momento per contrasti sui testi delle dichiarazioni congiunte.

“Erano state preparate due dichiarazioni, ma nessuna ha ottenuto la piena approvazione delle parti presenti ai negoziati”, ha spiegato Joris Heeren, capo della sezione commercio della delegazione della Commissione europea (CE) in Namibia. “La SADC ha bisogno di più tempo per discutere la questione al suo interno”.

Sembra che i documenti parlassero della necessità di negoziare ancora alcuni punti problematici prima di arrivare ad un EPA definitivo, senza però definire quali fossero questi temi.

Heeren ha attribuito il fallimento della cerimonia ad una “cattiva comunicazione”, piuttosto che a differenze strutturali tra i paesi. “Siamo d’accordo sul fatto che alcuni temi dovranno essere rinegoziati in un EPA definitivo. Ma è stata un’occasione mancata, perché tutti erano presenti. Adesso dovremo fissare una nuova data”.

Ma in un comunicato ai media, Malan Lindeque, segretario del ministro di commercio e industria della Namibia, ha dichiarato che il paese non ha ancora le idee chiare.

Intanto, l’agenzia di stampa angolana Angop ha riferito che il ministro del commercio del paese, Idalina Valente, si sarebbe schierata con Namibia e Sud Africa, sollecitando un EPA basato su “giustizia, equilibrio e coerenza con l’agenda dello sviluppo dell’Angola”.

L’Angola non è un potenziale firmatario, e fa parte del gruppo solo in vista di una possibile futura collaborazione. Ma in quanto membro del gruppo ANSA (Angola, Namibia e Sud Africa), il paese, ricco di petrolio, aveva espresso forti riserve sugli EPA.

Il Sud Africa ha delle riserve sulla conclusione della firma dell’EPA. Il paese infatti beneficerà delle tariffe preferenziali secondo un accordo separato su commercio, sviluppo e cooperazione (TDCA) con l’Ue fino al 2012.

Perciò, se il gruppo ANSA resterà fermo sulle sue posizioni, potrebbe crearsi una frattura all’interno della SACU (Unione doganale dell’Africa australe) e della SADC.

Secondo Alfred Ndabeni, delegato della Namibia per i negoziati EPA, “l’incontro di Gaborone serviva a discutere l’esito dell’incontro di Swakopmund e a concordare i prossimi passi”.

A Swakopmund, a metà marzo, le parti avevano raggiunto un accordo su un EPA ad interim, ma da allora non ci sono stati progressi, nonostante le pressioni da Bruxelles.

La Namibia non sembra propensa ad un accordo che escluda il Sud Africa, suo partner principale. Ed ha anche forti legami con l’Angola, il vicino settentrionale.

Nella Giornata dell’Europa (9 maggio), sottolineando l’importanza degli aiuti allo sviluppo dati dall’Ue negli anni, l’ambasciatrice della CE in Namibia ha parlato delle “dinamiche possibilità di un accesso radicalmente migliore ad un mercato di 500 milioni con un potere d’acquisto relativamente forte”.

“La vera musica – ha proseguito Pape – è a mio parere nelle opportunità di nuove esportazioni di beni e servizi con un accesso libero da quote e dazi”.

“Credo sia possibile e necessario un pensiero più creativo anche nella prospettiva di sfruttare a pieno le possibilità di investimento, creazione di posti di lavoro, diversificazione dell’economia e di valore aggiunto”.

Ma il ministro degli Esteri della Namibia Marco Hausiku ha ribadito che la “clausola della nazione più favorita” (MFN) e la definizione delle parti (DoP) “richiederanno un nuovo round di negoziati per essere risolte”.

Secondo la clausola MFN, tutti i benefici commerciali che il blocco dovesse concordare con parti terze verrà automaticamente esteso all’Ue. Si teme però che l’accesso degli europei alle aperture commerciali avrà un senso nel commercio Sud-Sud, ma darà all’economia dell’Ue, più sviluppata, un vantaggio iniquo.

Un’altra obiezione è la limitata capacità legale dei diversi paesi nelle eventuali dispute commerciali presso l’OMC.

“Oggi, solo il Sud Africa ha l’apparato amministrativo per trovare soluzioni commerciali rispetto all’applicabilità delle norme OMC”, sostiene Gerhard Erasmus, del Trade Law Centre for Southern Africa (Tralac), sul sito dell’organizzazione.

Viste le incertezze sull’adesione del Sud Africa all’accordo, gli stati dovranno “creare le necessarie strutture nazionali e sviluppare le capacità tecniche per affrontare le possibili sfide”, scrive Erasmus. “Dovranno farlo in tempo per il giorno in cui l’EPA sarà operativo”.

Nel 2007, l’Ue aveva minacciato i paesi africani di privarli dell’accesso al mercato per le esportazioni esistenti, se non avessero firmato gli EPA ad interim. Perciò tutti gli stati dell’Africa meridionale avevano firmato, tranne il Sud Africa. Oggi, al contrario, tutti i paesi si sono impegnati a restare uniti.

L’Ue vorrebbe firmare l’EPA ad interim e risolvere i temi controversi nei negoziati per un EPA definitivo, che il Parlamento europeo vuole concludere entro la fine dell’anno.

L’Unione ha detto di essere sotto pressione per la necessità di includere provvedimenti sulle tariffe preferenziali nel suo accordo commerciale di Cotonou con le regioni di Africa, Caraibi e Pacifico (ACP), come previsto dall’OMC, o di dover affrontare l’opposizione di altri membri dell’OMC.

I critici degli EPA hanno replicato che la spinta dell’Ue ad includere servizi e altre “nuove misure” non avrebbe niente a che vedere con le proteste dell’OMC, e di fatto sarebbe un tentativo di eludere le proposte a livello bilaterale che erano state respinte dall’OMC.

Le resistenze nei confronti dell’accordo commerciale sono estese. All’inizio del mese, la Comunità economica degli stati dell’Africa occidentale aveva dichiarato che “non è più realistico” firmare un EPA con l’Ue prima della scadenza del 30 giugno. ©IPS