PESHAWAR, 28 gennaio 2009 (IPS) – “La mia scuola è stata distrutta dai talebani (pakistani). Non potrò più andare a lezione”, racconta Sumaira bibi, allieva del quinto anno di Matta, nel distretto di Swat.
Negli ultimi due anni, un gran numero di scuole e di altri edifici pubblici sono stati dati alle fiamme, nello Swat, Bajaur e Mohmand, le regioni instabili della Provincia della Frontiera del Nord-Ovest (NWFP) e delle Aree tribali di amministrazione federale (FATA), nell’intento dei talebani di imporre un Islam radicale sfidando l’autorità del governo.
Alla fine del 2007, Islamabad aveva lanciato alcune operazioni militari di rappresaglia che hanno portato all’esodo di diversi civili sfollati.
Oggi, Sumaira, 11 anni, e la sua famiglia vivono in una tenda a Kacha Garhi, un ex campo di profughi afgani a Peshawar, capitale della NWFP. Sumaira racconta che nello Swat l’istruzione era gratuita, e lei frequentava una scuola primaria pubblica.
Altre cinque scuole sono state bombardate la scorsa settimana – tutte nella notte, durante il coprifuoco: un liceo maschile nel Tauheedabad, un liceo femminile e una scuola elementare maschile nel Banr, una scuola superiore nella regione di Engaro Dheri e una scuola primaria maschile nella città di Mingora, capitale amministrativa del distretto di Swat.
I talebani dello Swat – gruppi dichiarati fuorilegge come i miliziani islamici Tehrik-e-Nifaz-e-Shariat-e-Mohammadi e i talebani pachistani di Tehrik-e-Taliban – hanno proibito alle ragazze di frequentare la scuola dopo il 15 gennaio. Le scuole nella regione montagnosa dovrebbero riaprire il 22 marzo, dopo una lunga vacanza invernale.
Il 25 gennaio, il governo provinciale ha deciso di appostare unità dell’esercito e paramilitari all’esterno delle scuole a Mingora, per garantire la sicurezza.
“Faremo accordi per assicurare che gli studenti possano proseguire i loro studi”, ha segnalato all’IPS Mian Iftikhar Hussain, ministro dell’informazione del governo provinciale guidato dal Partito nazionale Awami (ANP).
Come in Afghanistan, anche qui i talebani hanno preso di mira scuole, negozi che vendono musica e film, e impedito ai barbieri di radere la barba ai loro clienti.
“I militanti hanno riportato le studentesse all’età della pietra, dando fuoco e bombardando le scuole femminili mentre il governo è diventato uno spettatore muto”, spiega Jalal Khan, preside di una scuola dello Swat.
Lo scorso anno, i talebani avevano distrutto 162 scuole nello Swat, che fino a due anni fa era una nota meta sciistica; e nello stesso periodo sono state bruciate anche 88 scuole maschili.
I genitori sono stati avvertiti di non far frequentare alle loro figlie scuole “non-islamiche”. Il 20 gennaio, l’Assemblea nazionale del Pakistan a Islamabad ha approvato una risoluzione che condannava il “divieto” imposto dai militanti sull’istruzione femminile, e la distruzione delle scuole nello Swat.
Tra gli altri distretti colpiti nella NWFP, Mardan, Lakki Marwat, Bannu, Kohat, Dera Ismail Khan e Peshawar, dove le scuole sono state attaccate per dissuadere le ragazze dal proseguire gli studi.
“Questo ricorda un’azione analoga dei talebani afgani, che avevano vietato l’istruzione femminile e la presenza di medici e infermiere donne in Afghanistan”, rammenta Ashraf Ali, un noto studioso dei talebani. A suo parere, alla radice del problema vi sarebbe l’incapacità del governo di proteggere le proprie scuole.
Nell’ultimo anno, poi, circa 40 scuole dello Swat sono state occupate dall’esercito, privando 10mila studenti del loro diritto all’istruzione.
Tre mesi dopo la sua ascesa al potere nelle elezioni dello scorso febbraio, il governo della NWFP aveva siglato un accordo di pace con i talebani dello Swat, il 21 maggio. I combattenti islamici avevano assicurato che non si sarebbero opposti all’istruzione femminile.
Ma l’accordo ha avuto vita breve, e le ragazze ne stanno pagando il prezzo. La NWFP ha il minor tasso di alfabetizzazione femminile del Pakistan.
Centinaia di studentesse nel Mardan hanno cominciato ad indossare il velo dopo le minacce ricevute dai talebani. “I militanti avevano minacciato di tagliare la gola a tutte le ragazze al di sopra dei sette anni che non avessero indossato il velo in strada”, ha segnalato Bakht Jehan, un insegnante.
Nell’area tribale semi-autonoma di Darra Adamkhel, NWFP, da dicembre i militanti hanno distrutto 10 scuole del governo e due università.
“Gli attacchi dei militanti contro esercito e polizia sono comprensibili, ma l’incendio delle scuole va al di là di ogni immaginazione”, osserva Shaukat Ali, funzionario di coordinamento del distretto dello Swat.
Dieci parlamentari eletti hanno sospeso, per paura, le loro visite nello Swat.
Secondo Nadir Shah, direttore di una scuola privata femminile, lo Swat è ormai sotto il controllo dei talebani.
“Giovedì (22 gennaio) hanno ucciso un insegnante e appeso il suo corpo ad un palo elettrico a Mingora”, racconta. L’uomo si era rifiutato di conformarsi al tipo di abbigliamento richiesto, ha spiegato. I talebani vogliono che gli uomini indossino gli abiti tradizionali e si lascino crescere la barba.
“Le competenze del governo stanno velocemente passando nelle mani dei militanti. L’esercito aveva lanciato un’operazione nel novembre 2007 ma da allora i talebani hanno riacquistato le forze”, osserva Said Alam Mahsud, leader provinciale del Partito Pakhtunkhwa Milli Awami.
“Chiediamo ai talebani di risparmiare le scuole”, sollecita Pari Shah, un’abitante dello Swat ora residente nel campo di Kacha Garhi.
Allieva del terzo anno, ci dice che amava la sua scuola. “Adesso, non solo ho perso la mia scuola, ma anche la vicinanza dei miei compagni di classe”, racconta tristemente.

