ACCRA, 3 settembre 2008 (IPS) – Alla vigilia del Terzo Forum di alto livello sull’efficacia degli aiuti (HLF3) che si è aperto ieri ad Accra, i rappresentanti della società civile riuniti in un forum parallelo si sono detti preoccupati che l'incontro possa rappresentare un passo indietro negli sforzi per migliorare l’efficacia degli aiuti.

Miriam Mannak/IPS
Miriam Mannak/IPS
I delegati di 380 organizzazioni della società civile (OSC) di tutto il mondo si sono riuniti ad Accra, capitale del Ghana, dal 31 agosto al 1 settembre per il Forum parallelo della società civile sull’efficacia degli aiuti.
Tra gli obiettivi del Forum parallelo, rafforzare la posizione della società civile in vista della sua partecipazione nel Forum di alto livello.
”Un altro obiettivo è promuovere la mobilitazione delle OSC per uno sviluppo efficace”, ha riferito Antonio Tujan, presidente del gruppo di coordinamento del Forum. Il Forum riunisce 800 rappresentanti di agenzie di donatori, governi e istituzioni finanziarie internazionali – ma anche un gruppo di 80 OSC – per discutere dei progressi compiuti dopo la firma della Dichiarazione di Parigi sull’efficacia degli aiuti del 2005.
L’Agenda for action di Accra (AAA) che verrà presentata ai partecipanti del Forum di alto livello raccomanda principalmente di rafforzare il controllo dei processi di sviluppo da parte dei paesi che ricevono gli aiuti; partership più efficaci tra i diversi attori coinvolti negli aiuti; progressi nella distribuzione degli aiuti e sui resoconti dei risultati tangibili prodotti.
Per molte delle persone presenti al meeting della società civile, l’Agenda di Accra rappresenta un passo indietro rispetto alla Dichiarazione di Parigi.
“La AAA è troppo debole, e non riesce a far funzionare gli aiuti per i poveri”, commenta Hamida Harrison, dell’organizzazione ghaniana per la difesa dei diritti delle donne Netright.
“I dati mostrano che 1,4 miliardi di persone vivono al di sotto della soglia di povertà con 1,25 dollari al giorno. Siamo preoccupati perché il modello economico neoliberista non si sta dimostrando efficace nel raggiungere i risultati promessi di crescita per tutti”.
Le OSC hanno anche espresso una certa preoccupazione sul tema dei requisiti necessari per accedere agli aiuti, che rimane parte integrante della AAA.
I diversi paesi possono ricevere gli aiuti solo se rispondono a determinate condizioni, come il rispetto per i diritti umani, la riduzione dei tassi di inflazione, e la promozione della privatizzazione dei servizi pubblici.
”Le nazioni in via di sviluppo sono anche costrette a tagliare la spesa pubblica. Questo significa che un paese viene penalizzato se vuole investire nel sociale”, spiega Gemma Adaba, della International Trade Unions Confederation (ITUC).
”Lo Zambia, per esempio, voleva attuare una strategia per la formazione di 4mila insegnanti. La Banca mondiale ha dichiarato che il paese non poteva permetterselo, e ha minacciato di non sostenere il progetto se si fosse portata avanti questa linea”.
Un’altra condizione controversa legata agli aiuti è il taglio dei sussidi statali all’agricoltura e nel settore sociale. “I paesi poveri sono costretti ad imporre tariffe più alte, ad esempio per la salute e l’educazione, perché non gli viene permesso di sovvenzionarle”, afferma Adaba.
”Ciò significa che i governi sono obbligati a chiedere ai loro cittadini di pagare di più per i servizi essenziali, spingendoli ulteriormente nella povertà”.
Un altro punto contestato dal forum delle OSC è che l’Agenda di Accra non starebbe dedicando sufficiente attenzione alle tematiche di genere. “La maggioranza delle persone che vivono al di sotto della soglia di povertà sono donne e bambine. È perciò fondamentale esaminare le ripercussioni dell’agenda sull’efficacia degli aiuti nell’avanzamento della parità di genere, dei diritti e dell’empowerment delle donne”, ha osservato Harrison.
Ma non è tutto da buttare. Sull’uguaglianza di genere sono stati fatti anche dei progressi dopo la Dichiarazione di Parigi.
”La AAA per esempio riconosce che i diritti delle donne e la parità di genere sono cruciali per un’azione efficace e duratura per la riduzione della povertà”, sostiene Inés Alberdi, direttrice esecutiva del Fondo delle Nazioni Unite per le donne (UNIFEM). “Eppure, temiamo che la AAA sia inadeguata nell’assegnare le risorse e imporre ai donatori il lavoro sulla parità di genere e i diritti delle donne”.
”L’efficacia degli aiuti – aggiunge – senza una prospettiva sui diritti delle donne e senza uguaglianza di genere è impossibile. Non porterà ad uno sviluppo efficace e non contribuirà a ridurre la povertà”.
Adaba, di ITUC, non si aspetta un granché dal Forum di alto livello e dalla AAA. “Il documento è troppo debole e non migliora l’efficacia degli aiuti. Ma devo dire che dopo la Dichiarazione di Parigi alcuni progressi sono stati fatti. Le OSC hanno ottenuto un maggiore riconoscimento come attori dello sviluppo. Nel 2005, partecipavano 50 organizzazioni, mentre oggi ce ne sono 80. Questo ci dà una maggiore spinta per rendere gli aiuti più efficaci”.
Secondo Agnes Nyoka Peter, parlamentare del governo del Sudan per l’unità nazionale e pilastro dell’organizzazione di difesa dei diritti delle donne South Sudan Women Christian Mission for Peace, le OSC presenti al Forum sono ancora troppo poche.
”Questo incontro riguarda solo i donatori, le istituzioni finanziarie multinazionali e i funzionari di governo”, ha lamentato. “C’è poco spazio per l’impegno e la partecipazione delle OSC. Per rendere gli aiuti più efficaci, ci vuole un maggiore impegno dei donatori con la società civile”.
Anche Brian Pratt, direttore esecutivo dell’ONG britannica Training and Research Centre, ha i suoi dubbi sull’impatto, gli effetti e le intenzioni del Forum internazionale.
”Qui non si sta parlando di efficacia degli aiuti, ma di rendere gli aiuti più efficienti per i donatori e per le istituzioni finanziarie. L'efficienza non è un concetto sbagliato di per sè, ma l’efficacia è un concetto diverso. Iscrivere un gruppo di ragazze ad una scuola per un breve periodo di tempo non è un aiuto efficace, se la qualità dell’educazione è scarsa. Non imparano niente”.

