POLITICA-USA: Gli elettori latinos preferiscono Obama

WASHINGTON, 29 luglio 2008 (IPS) – Secondo un nuovo sondaggio diffuso giovedì dal Pew Hispanic Centre, tra gli elettori di origine latinoamericana registrati per il voto il senatore democratico Barack Obama ottiene quasi il triplo di preferenze rispetto al rivale repubblicano John McCain.

Obama campaign Obama campaign

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Due terzi dei quasi 900 elettori di origine latinoamericana intervistati hanno manifestato l’intenzione di votare per Obama nelle elezioni presidenziali di novembre, contro un 23 percento – meno di uno su quattro – che afferma di preferire McCain in questa fase della campagna.

“La forte prestazione del candidato democratico delineata da questo sondaggio rappresenta una netta inversione di tendenza rispetto alle elezioni primarie (democratiche), quando Obama ha perso il voto dei latinos a vantaggio di Hillary Clinton con un rapporto di quasi due a uno, lasciando adito all’ipotesi che gli ispanici fossero restii a votare per un candidato nero”, scrivono Mark Hugo Lopez, condirettore del Pew Hispanic Centre, e Susan Minushkin, vicedirettrice.

Al contrario, il 32 percento degli intervistati ritiene che le origini afroamericane di Obama possano addirittura avvantaggiarlo tra gli elettori di origine latinoamericana: rispetto a chi ritiene che questo lo danneggi (11 percento), sono il triplo.

Il resto degli intervistati ritiene che le origini del candidato non influiranno sul voto degli ispanici in autunno.

I risultati del sondaggio rischiano di assestare un duro colpo a McCain e ai repubblicani, che speravano quanto meno di avvicinarsi alla performance di George W. Bush tra i latinos nelle elezioni del 2004, dove si stima che l’attuale presidente abbia conquistato tra il 40 e il 44 percento dei voti, di gran lunga la miglior prestazione di un candidato presidenziale repubblicano negli ultimi due decenni.

Come nota la relazione dell’Hispanic Centre, i latinos sono uno dei gruppi elettorali più corteggiati. Entrambi i candidati hanno pronunciato importanti discorsi politici alla convention annuale del National Council di La Raza due settimane fa.

Pur essendo la più ampia minoranza etnica, circa il 15 percento sul totale della popolazione statunitense, gli ispanici costituiscono solamente il nove percento degli elettori registrati, nettamente indietro rispetto agli afroamericani, seconda minoranza del paese.

Gli afroamericani, tra i vari gruppi demografici, garantiscono un saldo bacino di voti ai democratici, e i recenti sondaggi indicano che quest’anno Obama potrebbe ottenere più del 90 percento dei loro voti.

Eppure il peso elettorale dei votanti ispanici non è da poco, sia perché mostrano maggiore indipendenza nei flussi di voto, sia perché costituiscono una percentuale sproporzionatamente ampia della popolazione votante in stati “campali” o “in bilico” per l’elezione di quest’anno, quali Florida, Colorado, New Mexico e Nevada.

Sebbene le più ampie concentrazioni di ispanici – di fatto, due terzi della popolazione statunitense di origine latinoamericana – si trovino tra California, Texas, New York e Illinois, i professionisti della politica sono convinti che i risultati di questi stati siano già praticamente certi. Il Texas è saldamente repubblicano, ma gli altri tre stati quasi certamente saranno vinti da Obama.

Il sondaggio annuncia brutte notizie anche per il Partito Repubblicano, speranzoso che i risultati elettorali del 2004 fossero forieri di una tendenza a lungo termine che avrebbe portato in seno al partito la maggioranza della minoranza più ampia e il rapida crescita del paese.

Secondo stime recenti, entro il 2050 quasi tre cittadini su 10 (il 29 percento) saranno probabilmente di origine ispanica.

Il sondaggio, invece, mostra che il 54 percento degli elettori di origine latinoamericana registrati si considerano democratici o manifestano comunque una propensione per il Partito Democratico, rispetto al 26 percento che si dichiara repubblicano o a favore dei repubblicani.

Il Pew fa notare che si tratta dello scarto più ampio degli ultimi dieci anni.

Inoltre, il 55 percento degli elettori ispanici ritiene che il Partito Democratico sia la scelta più vantaggiosa per i latinos, mentre soltanto il 6 percento crede che sia meglio il Partito Repubblicano.

Questa inversione di tendenza per i repubblicani, rispetto a soli quattro anni fa, può essere dovuta in larga parte alle aspre divisioni sorte all’interno del partito sulle proposte di Bush in materia di immigrazione.

Mentre i democratici – e McCain, per onor di cronaca – sostenevano il pacchetto di riforme di Bush, che, tra l’altro, conteneva un procedimento per legalizzare la presenza dei 12 milioni di immigrati clandestini che risiedono negli Stati Uniti, la maggior parte dei parlamentari repubblicani si sono opposti.

In materia di immigrazione gli intervistati hanno espresso maggior fiducia in Obama, rispetto a McCain, con un margine percentuale di 59 a 19. Al tempo stesso, tuttavia, l’immigrazione occupa una posizione relativamente bassa tra i temi di maggior interesse per gli intervistati.

Nove persone su 10 hanno indicato l’istruzione (93 percento), il costo della vita (92 percento), il lavoro (91 percento) e la sanità (90 percento) come temi primari, mentre tre su quattro hanno citato l’immigrazione come “estremamente” o “molto importante”, la stessa percentuale di chi ha citato la guerra in Iraq. Come fa notare l’Hispanic Centre, i democratici temevano che i latinos che avevano preferito Clinton a Obama nelle primarie potessero rivelarsi più propensi a votare per McCain nelle elezioni di novembre, sia per la sua relativa moderazione sulla questione immigrazione, sia per la diffusa percezione che, per dirla con le parole di un importante sondaggista ispanico, Sergio Bendixen, “l’elettore ispanico… non avesse mostrato grande disponibilità a sostenere candidati neri”.

L’ultimo sondaggio, tuttavia, sembra palesemente smentire questa idea.

Più di tre latinos su quattro (il 77 percento) che hanno affermato di aver votato per Clinton alle primarie si sono detti a favore di Obama, mentre solo l’otto percento ha dichiarato di preferire McCain. L’analisi del Centre, a questo riguardo, rileva che Obama va meglio tra i sostenitori ispanici della Clinton che tra quelli non ispanici, il 18 percento dei quali hanno espresso intenzione di voto per McCain. Analogamente, il 76 percento degli elettori di origine latinoamericana registrati hanno espresso una impressione “favorevole” di Obama, rispetto a una minoranza del 44 percento che ha detto lo stesso di McCain. Solo il 17 per cento ha affermato di avere un’impressione “sfavorevole” di Obama, mentre il 47 percento ha espresso una valutazione negativa su McCain.

Il sondaggio mostra che gli elettori di origine latinoamericana cattolici, che costituiscono il 56 percento di tutti i votanti registrati, tendono a sostenere Obama con percentuali maggiori (71 percento) dei loro corrispettivi non cattolici, un risultato che potrebbe rispecchiare l’influsso maggiormente conservatore delle chiese protestanti evangeliche in rapida espansione nella comunità latinoamericana.

Il sondaggio è stato condotto tramite intervista telefonica, in spagnolo o in inglese, tra il 9 giugno e la metà di luglio. Degli oltre 2000 soggetti intervistati, 892 hanno affermato di essere elettori registrati.

Un altro sondaggio diffuso giovedì, commissionato dal Wall Street Journal e dalla NBC, indica che Obama incontra il favore soltanto del 52 percento degli elettori ispanici, rispetto a un 32 percento che si dice a favore di McCain. Il campione preso in esame, tuttavia, è molto più ristretto.