TOYAKO, Giappone, 8 luglio 2008 (IPS) – Un accordo storico per garantire la sicurezza alimentare globale. E' quello che ci si attende dal summit del G8 in corso a Tokayo, Giappone.
L’accordo rifletterebbe lo stretto legame tra impennata nei prezzi del cibo, cambiamento climatico e aumento nei costi dell’energia, secondo alcune fonti presenti alla conferenza. Questi i temi in cima all’agenda degli incontri del 7-9 luglio dei paesi del G8 (Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia, Russia, Canada, Giappone e Stati Uniti).
L’accordo dovrebbe portare alla creazione di una nuova istituzione sul modello dell’Agenzia internazionale per l’energia (AIE), fondata durante la crisi petrolifera del 1973-74 e che aveva il ruolo di coordinare le azioni in caso di emergenza delle riserve di petrolio.
La nuova istituzione potrebbe essere legata alla Banca mondiale, secondo le fonti, o entrare a far parte del “New Deal” sulla politica alimentare globale proposto lo scorso aprile dal presidente della Banca mondiale Robert Zoellick.
Sia Zoellick che il direttore esecutivo dell’AIE Nobuo Tanaka sono presenti agli incontri del G8 su crisi alimentare, cambiamento climatico e aumento dei costi dell’energia.
“Stiamo entrando in una zona a rischio”, aveva detto Zoellick il 1 luglio in una lettera indirizzata al primo ministro giapponese Yasuo Fukuda. E da aprile la crisi è peggiorata ulteriormente, ha avvertito.
Per la prima volta dal 1973, il mondo è stato colpito da una concomitanza di prezzi record di cibo e di petrolio, che minaccia di far cadere nella povertà estrema più di 100 milioni di persone, e di stravolgere le conquiste raggiunte nella battaglia contro la povertà negli ultimi sette anni, ha proseguito Zoellick.
Quarantuno paesi hanno perso dal 3 al 10 per cento del loro Prodotto interno lordo (PIL) a causa dell’impennata nei prezzi di cibo, merci e carburante; e in almeno 30 paesi sono scoppiate diverse rivolte, spiegava il capo della Banca mondiale nella lettera.
Secondo un rapporto diffuso il mese scorso, i prezzi dei prodotti alimentari di base sono aumentati rapidamente negli ultimi tre anni. Solo nel primo trimestre 2008, l’aumento nei prezzi di grano e mais è stato del 130 e del 30 per cento rispettivamente, rispetto alle cifre del 2007. I prezzi del riso, dopo un aumento moderato nel 2006 e un po’più sostenuto nel 2007, nel febbraio 2008 sono cresciuti del 10 per cento, e di un ulteriore 10 per cento a marzo 2008.
“La minaccia alla sicurezza alimentare nei paesi in via di sviluppo è in rapida ascesa. È fondamentale un’azione coordinata della comunità internazionale, e in particolare delle Nazioni Unite, si legge nel rapporto dell’agenzia specializzata dell’Onu Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo (IFAD).
”Una risposta efficace all’impatto del rialzo dei prezzi alimentari dovrebbe essere una priorità per la comunità globale, in particolare considerando che questo impatto si combina con gli effetti previsti del cambiamento climatico, ha detto il presidente dell’IFAD Lennart Båge.
Come risposta immediata, l’IFAD ha messo a disposizione 200 milioni di dollari per stimolare rapidamente la produzione alimentare nel mondo in via di sviluppo, di fronte agli alti prezzi del cibo e alle scarse riserve alimentari.
Ma lo stesso IFAD continuerà a fare pressioni per investimenti urgenti e di lungo periodo nell’agricoltura, come nell’accesso alla terra, all'acqua, alle tecnologie, ai servizi finanziari e al mercato, ha affermato Båge.
L’obiettivo è permettere a 450 milioni di piccoli agricoltori dei paesi in via di sviluppo di produrre più cibo e in modo più produttivo, in modo da aumentare i loro redditi e la loro capacità di recupero.
Anche il direttore generale della FAO (Organizzazione Onu per l’alimentazione e l’agricoltura) Jacques Diouf ha sottolineato il bisogno urgente di trovare nuovi modi per risolvere la situazione alimentare critica.
Il numero delle persone affamate nel mondo è aumentato di circa 50 milioni nel 2007 in seguito all’aumento dei prezzi del cibo, ha detto Diouf in una conferenza presso il Parlamento europeo a Bruxelles il 3 luglio.
”I paesi poveri stanno avvertendo il grave impatto dell’impennata nei prezzi alimentari ed energetici”, ha detto Diouf. “Abbiamo urgente bisogno di trovare nuove e più forti partnership per fronteggiare i problemi sempre più gravi della sicurezza alimentare nei paesi poveri. Nessuna istituzione e nessun paese saranno in grado di risolvere la crisi da soli. Paesi donatori, istituzioni internazionali, governi dei paesi in via di sviluppo, società civile e settore privato hanno tutti un ruolo importante nella lotta globale contro la fame”.
Secondo le fonti della conferenza, il presidente della Banca mondiale Zoellick dovrebbe sollecitare i paesi del G8 per il New Deal sulla politica alimentare globale, per integrare e mobilitare partner diversificati.
Tra questi, Gates Foundation, FAO, Programma alimentare globale, IFAD, banche multilaterali di sviluppo, istituti per la ricerca in agricoltura, paesi in via di sviluppo con un’alta esperienza agricola, come il Brasile; e settore privato.
Il “New Deal” dovrebbe rispondere alla crisi alimentare attraverso delle reti di sicurezza sociale, una maggiore produzione agricola, e minori barriere commerciali, secondo il progetto approvato dal comitato direttivo della Banca mondiale dei ministri di finanza e sviluppo in un incontro tenutosi a Washington in aprile.
Anche il quotidiano giapponese Asahi Shimbun ha parlato della possibilità di un piano sostanziale che dovrebbe emergere dal vertice del G8. Il giornale scriveva sabato (5 luglio) che l’idea di fondo sarebbe quella di fare scorta di cereali per affrontare al meglio le future crisi alimentari. Alcuni cereali, come il grano, che non può essere conservato troppo a lungo, verranno riforniti costantemente per mantenere le quantità di riserve allocate, secondo il piano previsto.
Secondo il sistema proposto, ciascuno stato membro del G8 dovrà immagazzinare specifiche quantità di cereali e immetterle sul mercato in uno sforzo coordinato per stabilizzare i prezzi quando necessario. Al momento, Giappone e Germania sono i soli paesi del G8 ad avere surplus di scorte di cereali.
La creazione del sistema delle scorte alimentari era stato concordato in un incontro tra gli alti funzionari dei paesi del G8 in preparazione del vertice, riferisce il quotidiano.
Secondo l’accordo, i paesi del G8 dovranno istituire un consiglio di esperti per discutere i dettagli del piano, come le quote per ciascun paese partecipante, un sistema di gestione degli inventari, e i canali attraverso cui distribuire i cereali sul mercato.
Ma restano le incertezze sull’efficacia del sistema nella effettiva stabilizzazione dei prezzi alimentari. Molti altri fattori sono responsabili dell’impennata dei prezzi e della scarsità delle riserve, che hanno alimentato il malcontento in alcuni paesi.
Anche le restrizioni nelle esportazioni, per esempio, sono tra i fattori che hanno contribuito all’aumento nei prezzi del cibo.
Il documento speciale che dovrebbe emergere dal summit di Tokayo dirà che i controlli sulle esportazioni dovranno basarsi su severe norme disciplinari, si legge sul quotidiano.
Il documento riferirà anche i timori sull’attuale afflusso eccessivo di fondi speculativi sui mercati alimentari, anch’esso responsabile del rialzo dei prezzi. E i mercati dovranno essere aperti ed efficienti, riferisce l’Asahi Shimbun, citando fonti anonime. Riferendosi al crescente uso di biocarburanti derivati dai cereali per alimentare i veicoli, il documento chiederà poi un approccio bilanciato tra produzione e utilizzo di cereali, in linea con la sicurezza alimentare. Il governo giapponese ha pianificato le proprie contromisure – per un totale di 1,1 miliardi di dollari – per fronteggiare i problemi alimentari, compresi 50 milioni di dollari in aiuti d’emergenza, oltre ai 200 milioni di dollari già promessi.
I 50 milioni di dollari verranno forniti ai paesi in difficoltà entro ottobre, attraverso il Programma alimentare mondiale (PAM) dell’Onu e canali bilaterali.
Il Giappone estenderà poi 480 milioni di dollari di prestiti in yen come contromisura, e 230 milioni di dollari in sussidi e supporto tecnico.
Alcune fonti in Germania citano il cancelliere tedesco Angela Merkel secondo cui il G8 adotterà delle misure per combattere l’impennata nei prezzi alimentari. La Merkel aveva ospitato il vertice del G8 lo scorso anno. “Un’ampia varietà di misure per garantire le scorte alimentari in tutto il mondo” dovrebbe essere adottata al vertice del G8, aveva dichiarato la Merkel al quotidiano tedesco Der Tagesspiegel am Sonntag, in edicola domenica scorsa. Le misure sarebbero intese ad “assegnare aiuti a breve termine per la crisi alimentare, e provvedere ad una strategia di lungo periodo per aumentare la produzione agricola mondiale”.

