DIRITTI: Un film riporta a casa la verità

ROMA, 29 febbraio 2008 (IPS) – L’Italia deve ammettere il proprio coinvolgimento in almeno due
casi certi di detenzione illegale. Lo chiede Amnesty International,
dopo l'ammissione da parte del governo britannico che una base
Usa su suolo britannico – l'isola di Diego Garcia nell'Oceano
Indiano – sia stata usata due volte nel 2002 dagli Stati Uniti come
sosta durante il trasferimento segreto di due sospetti terroristi.


Quello di Maher Arar è uno dei due casi italiani di traduzioni straordinarie di detenuti, ovvero il trasferimento illegale di presunti terroristi realizzato direttamente o indirettamente dalla Central Intelligence Agency (CIA), e la loro detenzione senza processo in prigioni segrete oltreoceano.

Ingiustamente accusato di coinvolgimento in atti di terrorismo, Arar, cittadino canadese nato in Siria, è stato arrestato dalle autorità Usa a New York nel settembre 2002 e successivamente trasferito in Siria, dove ha subito 11 mesi di carcere e torture. Nel suo percorso verso la Siria, il volo segreto si è fermato nell'aeroporto militare romano di Ciampino, una notte dell’ottobre 2002, secondo i gruppi per i diritti umani. Il governo italiano ha ufficialmente negato questa circostanza.

L’anno scorso, il Canada si è scusato ufficialmente con Arar, accettando di riconoscergli un indennizzo di nove milioni di dollari.

La vera storia di Maher Arar ha ispirato il film“Rendition – Detenzione illegale”, diretto dal regista sudafricano Gavin Hood e sostenuto da Amnesty International, in uscita oggi nei cinema italiani.

”È un film importante, perché descrive in maniera estremamente realistica gli aspetti più inquietanti del fenomeno della detenzione illegale: scomparsa, impossibilità per i genitori della vittima di conoscere i fatti, smentite dalla politica, assenza di condanna chiara di una simile procedura, detenzione segreta, abuso, umiliazione, tortura, e violazione dei diritti umani fondamentali”, riferisce Riccardo Noury, portavoce dell’ufficio italiano di Amnesty International.

Amnesty si aspetta che il film risvegli la consapevolezza del pubblico su questo tema, e aiuti a fare giustizia per tutte le vittime di consegne straordinarie.

Il film è stato presentato nei cinema internazionali nell’ottobre del 2007, ma secondo i distributori ha avuto più successo di pubblico in Europa che negli Stati Uniti. Il lancio in Italia ha già acceso il dibattito sulla connivenza del governo nei casi di consegne illegali.

La complicità del paese è stata documentata da una commissione speciale nominata dal Parlamento europeo nel 2005, per indagare su casi di traduzione di prigionieri e imporre sanzioni a membri Ue che hanno violato i diritti umani in collusione con la CIA.

Tra i paesi europei il cui coinvolgimento è documentato, Germania, Svezia, Spagna, Italia, Irlanda, Grecia, Cipro, Danimarca, Turchia, ex Repubblica jugoslava di Macedonia, Bosnia e Romania.

Dopo 12 mesi di audizioni e ricerche, la commissione ha stabilito che almeno 1.245 voli compiuti dalla CIA hanno attraversato lo spazio aereo europeo o hanno sostato in aeroporti del continente tra la fine del 2001 e la fine del 2005. La commissione ha chiesto al Consiglio europeo, ente politico del blocco, di ordinare un’indagine indipendente e, “ove necessario, imporre sanzioni a stati membri in caso di violazioni gravi e continuate”. Secondo Claudio Fava, a capo della commissione, sarebbe necessario un follow-up delle indagini, che tuttavia appare difficilmente realizzabile. Fava ha detto all’IPS di aver ripetutamente chiesto di riaprire l’inchiesta, ma ora, “dopo sei mesi di attesa, ho capito che il Parlamento europeo non ha alcuna intenzione di farlo, forse per evitare l’imbarazzo con alcuni paesi membri, come Portogallo, Germania, Gran Bretagna, e Italia – dove Maher Arar è stato interrogato prima di andare incontro ai suoi 11 mesi di tortura in Siria”.

”I governi che hanno assecondato simili abusi devono assumersene la responsabilità”, ha ribadito. “Alcuni di loro stanno facendo il possibile per evitare una nuova inchiesta, e dimenticare i risultati delle indagini dello scorso anno. Tuttavia, l’ammissione finale del governo britannico, che aveva ripetutamente negato di aver concesso alla CIA l’utilizzo di spazio aereo o territorio britannico per i voli segreti, conferma che tali abusi sono stati commessi con la complicità dell’Europa; dobbiamo fare il possibile per accertarci che questi eventi appartengono realmente al passato”.

Alla domanda se esistono la prove che le detenzioni illegali siano davvero terminate, Fava risponde di non poter escludere il perdurare dei voli segreti, anche se “sono meno probabili rispetto al passato, perché oggi i sistemi illegali devono misurarsi con il controllo di una stampa libera e democratica, e dei gruppi per i diritti umani, e confrontarsi con una maggiore consapevolezza della gente, che non vuole voltarsi dall'altra parte”.

L’Italia è stata protagonista di un altro caso molto noto di probabile detenzione illegale CIA.

Abu Omar, religioso egiziano cui era stato concesso asilo in Italia, ed ex imam della moschea di Milano, è stato sequestrato nel 2003 a Milano da agenti della CIA, e successivamente trasferito in Germania e in Egitto, dove ha subito torture. Agenti segreti italiani, compreso l’ex capo dei servizi segreti militari, sono sotto processo per aver collaborato con la CIA. Un processo in corso a Milano sta cercando di identificare eventuali altri complici della CIA in Italia nelle fasi del sequestro. Sospeso per l'accusa del governo italiano di violazione del segreto di stato, il processo dovrebbe riprendere il 12 marzo.

Armando Spataro, pubblico ministero di Milano incaricato del caso, ha detto all’IPS che “ciò di cui abbiamo bisogno oggi è chiarezza, su questo e su tutti gli altri casi, che non sono solamente violazioni dei diritti umani, ma metodi illegali che non favoriscono in alcun modo la lotta al terrorismo”.

”Come documenta perfettamente il film “Rendition – Detenzione illegale’, e come confermano gli ex agenti coinvolti negli ‘interrogatori’ illegali, mai nessuna informazione utile è trapelata con la tortura”, ha dichiarato il magistrato. “Non sono in grado di dire se il processo di Abu Omar verrà realmente riaperto a marzo, ma spero sinceramente di sì, perché tutti i magistrati che hanno partecipato a questa indagine hanno riscontrato prove inoppugnabili di violazione dei diritti umani”.