NAZIONI UNITE, 25 febbraio 2008 (IPS) – Le Nazioni Unite non hanno mai smesso di produrre dati a sostegno delle loro tesi contro uno dei problemi più preoccupanti nel mondo: la discriminazione di genere.
Solo la regione Asia-Pacifico sta perdendo tra i 42 e i 47 miliardi di dollari l’anno a causa dell’accesso limitato delle donne al lavoro, secondo uno studio dell’Onu, e tra i 16 e i 30 miliardi l’anno come risultato del divario di genere nell’educazione.
Secondo l’organizzazione mondiale, una donna su tre nel mondo potrebbe subire violenze nel corso della sua vita.
E secondo la Banca mondiale, le donne tra i 15 e i 44 anni sono più a rischio di stupro e violenza domestica rispetto al rischio di cancro, incidenti su veicoli a motore, guerra e malaria.
Il Fondo Onu di sviluppo per le donne (Unifem), dall’altra parte, sottolinea che le donne rappresentano circa il 70 per cento della popolazione povera, e il 67 per cento delle persone analfabete nel mondo.
Elizabeth Mataka, inviato speciale Onu per l’Hiv/Aids in Africa, calcola che circa la metà degli adulti che vivono con l’Hiv nel mondo sono donne.
E forse uno dei problemi legati al genere più trascurati riguarda il sottofinanziamento per le attività delle donne nel mondo – anche all’interno delle stesse Nazioni Unite.
Tutti questi temi verranno discussi in una sessione di due settimane della Commissione Onu sullo status delle donne (CSW), 25 feb-7 marzo, che dovrebbe riunire oltre 5mila partecipanti provenienti da governi, società civile e organizzazioni internazionali.
Si prevedono anche oltre 240 eventi laterali, sia dentro che fuori la sede dell’Onu di New York.
”Dove sono i soldi per sostenere i movimenti delle donne per la giustizia e l’empowerment”, chiede la Ong Committee on the Status of Women.
Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon lamenta che gli impegni globali per la parità di genere e l’empowerment femminile – dopo la Quarta conferenza mondiale sulle donne di Pechino (1995) e la Conferenza internazionale sui fondi per lo sviluppo (FfD) di Monterrey, Messico (2002) – “devono ancora essere concretizzati”.
”Nonostante le prove sempre più evidenti sul fatto che l’uguaglianza di genere sarebbe sensata economicamente, e gli appelli per il gender mainstreaming [strategia per le pari opportunità] nelle politiche economiche e nella gestione delle finanze pubbliche, non sono ancora state stanziate risorse adeguate”, ha detto in un rapporto di 21 pagine che verrà discusso nella sessione della CSW.
Tra le altre cose, lo studio chiede una maggiore distribuzione degli aiuti allo sviluppo specificamente diretti alla parità di genere e all’empowerment delle donne.
Secondo un altro studio del Commonwealth Policy Studies Unit di Londra, dei 69 miliardi di dollari stanziati per l’aiuto pubblico allo sviluppo nel 2003, solo 2,5 miliardi di dollari sono andati all’uguaglianza di genere come principale obiettivo. Da allora, la situazione non è cambiata in modo significativo.
Nel suo rapporto, il segretario generale sollecita poi le istituzioni finanziarie internazionali a prendere in considerazione la prospettiva di genere nella concessione dei prestiti, servizi del debito e sgravio del debito, relativamente agli impegni sull'uguaglianza di genere.
Un follow-up alla conferenza FfD, che dovrebbe tenersi alla fine di novembre in Qatar, prevede finanziamenti per le attività di genere. Il segretario generale ha chiesto al CSW di assicurare che i preparativi, e i risultati, della conferenza in Qatar “incorporino a pieno le prospettive di genere”.
Intanto, le organizzazioni delle donne hanno anche accusato l’Onu di non essere riuscita a fornire i fondi necessari per le attività legate al genere, anche dentro la sua stessa sede. Il budget complessivo di tutti gli enti dell’Onu per le donne – tra cui Unifem, la Divisione per il progresso delle donne (DAW), l’Ufficio del consigliere speciale sulle questioni di genere (Osagi) e l’Istituto internazionale di ricerca e formazione per l’empowerment delle donne (Instraw) – ha totalizzato appena 65 milioni di dollari circa nel 2006, e il doppio nel 2007.
Il che appare ancora più misero, se rapportato al budget annuale dell’agenzia Onu per l’infanzia (Unicef), di 2,34 miliardi di dollari.
Charlotte Bunch, direttrice esecutiva del Centre for Women's Global Leadership presso la Rutgers University, ha detto all’IPS che le sessioni della CSW saranno un’occasione importante per discutere del potenziamento delle risorse per i diritti delle donne alle Nazioni Unite.
E' un’opportunità per la CSW di affrontare la grave questione del sottofinanziamento per i diritti delle donne e la parità di genere alle Nazioni Unite, che i gruppi delle donne hanno sollevato sin dalla Conferenza di Pechino del 1995.
All’epoca, così come in occasione delle revisioni a cinque e dieci anni dalla conferenza, i gruppi delle donne avevano evidenziato che l’unico modo per avvicinarsi alla realizzazione della Piattaforma d’azione di Pechino è aumentare in modo consistente i finanziamenti per i diritti delle donne a livello nazionale e globale.
“Ci auguriamo che la CSW affronti seriamente questo tema e raccomandi all’Assemblea generale delle iniziative che possano colmare queste lacune”, ha detto Bunch.
Il fatto di creare un ente dell’Onu consolidato e rafforzato per le donne può essere considerato un passo importante che permetterebbe alle Nazioni Unite di affrontare il problema, fornendo un metodo per lavorare all’uguaglianza di genere organizzato in modo più efficace e con maggiori finanziamenti, ha aggiunto l’esperta.
La proposta di una nuova agenzia Onu per le donne – guidata da un sottosegretario generale, il terzo ruolo di maggior rilievo nell’ente mondiale – è rimasta in sospeso, nonostante il sostegno del segretario generale.
La proposta può diventare realtà solo se alla fine verrà approvata dall’Assemblea generale di 192 membri. Ma gli Stati membri stanno tergiversando, sia per ragioni politiche sia finanziarie.
Secondo Bunch, il tema è ancora aperto con le Ong e con molti governi, “e speriamo che la CSW darà maggiore slancio all’appello dello scorso anno della commissione di alto livello dei leader mondiali per avviare la riforma dell’Onu, sostenuta sia dall’ex segretario generale che dall’attuale segretariato”.
Certo, ha proseguito, la CSW dovrebbe anche sostenere il rafforzamento degli accordi istituzionali dell’Onu per la parità di genere nelle sue conclusioni condivise.
”Ci sono diversi possibili scenari per realizzarlo, ma la CSW, come ente politico dell’Onu incaricato di risolvere questo tema, dovrebbe aprire il cammino per l’avanzamento di questi programmi”, ha dichiarato Bunch.

