HEILIGENDAMM, Germania, 11 giugno 2007 (IPS) – Il Gruppo degli Otto paesi industrializzati (G8) ha deciso di stanziare 60 miliardi di dollari in nuovi aiuti all’Africa nei “prossimi anni”, per rafforzare la lotta contro Hiv/Aids, malaria e tubercolosi, e migliorare l’istruzione universale in tutto il continente.
Tuttavia, i capi di governo del G8 (Gran Bretagna, Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Russia, e Stati Uniti) non sono riusciti a mantenere la promessa di raddoppiare gli aiuti all’Africa entro il 2010, impegno assunto al vertice del 2005 a Gleneagles, in Scozia.
Il gruppo ha concluso l’incontro di tre giorni in questa località sulle coste del Baltico senza nemmeno un compromesso per istituire un codice di condotta vincolante sugli hedge fund, che secondo gli esperti, con le loro operazioni speculative ad alto rischio, tendono a destabilizzare i mercati finanziari internazionali, minacciano la crescita dell’economia reale, e potrebbero generare una vera crisi tra banche e altre istituzioni finanziarie private.
In una dichiarazione congiunta sull’Africa presentata l’ultimo giorno del vertice, i paesi del G8 hanno promesso di “aumentare i loro sforzi per contribuire all’obiettivo dell’accesso universale a programmi di prevenzione globali per l’Hiv/Aids, oltre a trattamento e cura e sostegno per tutti entro il 2010”.
Secondo la dichiarazione, lo scopo è “sviluppare e rafforzare i sistemi sanitari in modo che la sanità, soprattutto quella primaria, possa essere garantita su una base sostenibile ed equa, con l’obiettivo di ridurre malattia e mortalità, e con particolare attenzione ai bisogni dei più vulnerabili al contagio, come ragazze, donne e bambini”.
Per farlo, il G8 promette di “proseguire… gli sforzi verso questi obiettivi per garantire almeno i previsti 60 miliardi di dollari Usa nei prossimi anni, invitando anche altri gruppi di donatori a contribuire. Questi contributi si aggiungeranno agli interventi dei governi africani”.
Metà del denaro sarà stanziato dal governo Usa, e l’altra metà dagli altri sette paesi del gruppo. La Germania aumenterà entro il 2015 il suo contributo al fondo per quattro miliardi di euro (5,4 miliardi di dollari), ha riferito il Ministro per gli aiuti allo sviluppo Heidemarie Wieczorek-Zeul.
I futuri contributi tedeschi equivalgono a 500 milioni di euro all’anno, rispetto ai 400 milioni di quest’anno e ai 300 milioni del 2006.
Oltre ai finanziamenti per la lotta contro Aids, malaria e tubercolosi, i leader del G8 hanno confermato un extra di 500 milioni di dollari nel 2007, come parte del programma “Educazione per tutti” sullo sviluppo sostenibile in Africa.
I leader del G8 hanno definito l’accordo “un progresso immenso”. Il Primo Ministro britannico Tony Blair ha detto ai giornalisti che il G8 ha “rinviato tutti gli impegni… presi un paio d’anni fa a Gleneagles. La cosa importante è che ora abbiamo stabilito come realizzarli”. ”Entrambe le parti (G8 e leader africani) sanno che c’è molta strada da fare, ma la verità è che il progresso fatto è immenso e un’indicazione davvero importante è che il Giappone abbia dichiarato che nel G8 del prossimo anno l’Africa sarà al centro dell’agenda; questa è una buona notizia”, ha aggiunto Blair.
Tuttavia, il nuovo pacchetto di aiuti è insufficiente rispetto alla promessa fatta al G8 del 2005 a Gleneagles, raddoppiare gli aiuti ufficiali per l’Africa entro il 2010. Nel vertice, i paesi si erano impegnati ad aumentare l’aiuto a tutti i paesi in via di sviluppo per circa 50 miliardi di dollari all’anno entro il 2010, ovvero, spendere almeno 25 miliardi di dollari all’anno in Africa a partire dal 2005.
Il Ministro Wieczorek-Zeul ha detto: “La Germania manterrà la sua promessa; vediamo cosa faranno gli altri”.
Inoltre, il gruppo non si accordato su un processo comune per stanziare gli aiuti. Gli Stati Uniti hanno insistito per mantenere i loro programmi bilaterali con gli stati africani. Tuttavia, Wieczorek-Zeul ha dichiarato che sarà sviluppato un processo comune, “per evitare duplicazioni”.
Il vertice del G8 si è concluso senza un accordo per stabilire regole vincolanti sugli hedge fund, con particolare disappunto del Ministro delle finanze tedesco, Peter Steinbruck, che aveva proposto di adottare un “codice di condotta” per questi investimenti speculativi.
Malgrado la mancanza di accordo sulla questione non abbia sorpreso nessuno, l’opposizione dei governi Usa e britannico – sotto le cui giurisdizioni operano la maggior parte degli hedge fund – era nota da mesi, la circostanza evidenzia un ulteriore fallimento del vertice di Heiligendamm.
Soprattutto ora che le critiche agli hedge fund sono sempre più diffuse. In una lettera aperta, pubblicata poco prima del vertice del G8, un gruppo di membri socialisti del Parlamento Europeo, insieme a un membro del congresso Usa, hanno chiesto maggior trasparenza e affidabilità per gli hedge fund sui mercati finanziari internazionali, un consolidamento dei diritti dei lavoratori e la creazione di un gruppo speciale internazionale per progettare un’azione di regolamentazione sugli investimenti speculativi.
Il gruppo di parlamentari europei, guidati dal Primo Ministro danese Poul Nyrup Rasmussen e dal democratico Usa Barney Frank, ha avvisato circa i rischi legati ad equità privata e hedge fund nell’ambito dell’ “economia reale”, un pericolo per la crescita a lungo termine e la creazione di impiego.
Durante una recente conferenza stampa a Bruxelles, Rasmussen aveva sottolineato che le prime 20 aziende di equità privata hanno circa quattro milioni di impiegati e la proprietà di quelle aziende li ha resi i “datori di lavoro più grandi del mondo”. “Il problema”, ha detto, “è che non si considerano datori di lavoro”.
Secondo Rasmussen, questi fondi sono spesso spinti dalla massimizzazione del profitto a breve termine, senza “alcun rispetto per lavoro, lavoratori e investimenti a lungo termine”.
Anche i manager degli hedge fund stanno iniziando ad ammettere che lo stato attuale di deregulation e mancanza di tassazione sulle transazioni dei fondi è inammissibile. In un editoriale sul Financial Times, Nicolas Ferguson, presidente del gruppo di investimento SVG, ha rivelato che lui e i suoi compagni hanno pagato “meno tasse di una donna delle pulizie”.
Tuttavia, il G8 ha ignorato le critiche parlamentari ed evitato qualunque riferimento a una nuova regolamentazione o codice di condotta.
In una dichiarazione congiunta, il G8 ha semplicemente riferito: “La valutazione dei potenziali rischi sistemici e operativi associati a queste attività è diventata più complessa e stimolante. Dato il forte aumento dell’industria degli hedge fund e la crescente complessità dei loro strumenti commerciali, noi riconfermiamo la necessità di rimanere vigili”.

