G8: La lotta di Bush per riguadagnare la leadership

WASHINGTON, 6 giugno 2007 (IPS) – Il deteriorarsi della situazione in Iraq, la crescente ostilità di un Congresso democratico, il cambio della guardia di alcuni alleati cruciali, sono tutti elementi che potrebbero mostrare al vertice del Gruppo delle Otto nazioni più industrializzate un Presidente George W. Bush più collaborativo e forse più sottomesso.

George e Laura Bush partono per il G8 in Germania

George e Laura Bush partono per il G8 in Germania

Percependo la relativa fragilità della sua posizione, il Presidente Bush si è presentato ai capi di stato degli otto paesi che di fatto comandano il mondo con una serie di iniziative e aperture. Secondo gli analisti, le misure sono disegnate principalmente per lustrare lo sbiadito prestigio globale degli Stati Uniti.

Prima del vertice di Heiligendamm, Bush ha parlato di raddoppiare i finanziamenti Usa per la lotta all'Aids portandoli a 30 miliardi di dollari, dall’anno fiscale 2009 fino al 2013, e ha chiesto che il Congresso approvi un aumento dell’aiuto Usa all’Africa per 8,67 miliardi di dollari entro il 2010.

Bush, provato dalle conseguenze della guerra in Iraq che ha accompagnato i suoi due mandati presidenziali, ha persino annunciato che visiterà alcune nazioni impoverite dell’Africa, come Senegal, Mozambico, Zambia e Mali, per “constatare i risultati” personalmente.

”Alleviare queste sofferenze richiede un intervento coraggioso dell’America, la leadership dell’America, e l’azione delle altre nazioni sviluppate. Questo è il messaggio che porterò con me in Europa la prossima settimana quando Laura ed io andremo al G8”, aveva dichiarato in partenza per la Germania.

Criticato ripetutamente dagli attivisti per non aver fatto abbastanza per fermare la tragedia umana che ha investito il Darfur, in Sudan, Bush ha anche riferito una serie di sanzioni per alti luogotenenti del regime sudanese, accusati dell’organizzazione degli attacchi che sono costati almeno 400.000 vite, 2,5 milioni di profughi, e hanno abbandonato oltre 3,5 milioni di uomini, donne e bambini nella lotta per la sopravvivenza tra la violenza e la denutrizione.

L'amministrazione Bush ha inoltre sanzionato 31 compagnie possedute e controllate dal governo sudanese, e due alti funzionari di governo. Si prevede che durante il vertice chiederà ai suoi alleati, compresa l’Unione Europea, di definire provvedimenti analoghi.

Bush si è inoltre impegnato a proseguire gli sforzi Usa per rianimare i negoziati di Doha dell’Organizzazione mondiale per il commercio, che mirano ad ampliare ulteriormente il mercato d’accesso nei paesi in via di sviluppo.

L’annuncio più controverso è stato tuttavia il suo piano per il cambiamento climatico.

Il Presidente degli Usa, la più forte economia e il maggior inquinatore del pianeta, ha presentato lo schema di un nuovo accordo internazionale sulla riduzione delle emissioni di gas serra che potrebbe sostituire il Protocollo di Kyoto del 1997, che Washington ha rifiutato di ratificare per non ostacolare lo sviluppo economico.

Il piano riguarderebbe dai 10 ai 15 paesi che consumano la maggior quantità di energia ed emettono le quote più elevate di gas serra. Bush ha detto di voler spingere altri leader ad aumentare i loro investimenti per ricerca e sviluppo di fonti di energia alternative che contribuiscano a ridurre la dipendenza dal petrolio.

Queste proposte potrebbero facilitare la sua posizione nell’incontro con i leader di Germania, Francia, Giappone, Canada, Italia, Gran Bretagna e Russia al vertice del G8. Dopotutto, la sfida di Bush è qui a casa, dove i membri del Congresso lo hanno aspramente criticato per aver indebolito la leadership degli Stati Uniti su diverse questioni multilaterali.

Dovrà anche occuparsi di migliorare le relazioni con la Francia, raffreddatesi durante il precedente mandato presidenziale di Jacques Chirac, soprattutto a causa dell’invasione e occupazione Usa in Iraq. Il nuovo presidente francese, Nicolas Sarkozy, avrà il suo primo incontro con Bush proprio durante il vertice.

Per Bush sarà anche l’ultimo incontro con il suo migliore amico in Europa, il Primo Ministro britannico Tony Blair, che il mese scorso ha annunciato le sue dimissioni per il 27 giugno. Blair verrà sostituito dall’attuale Ministro delle finanze, Gordon Brown.

La popolarità di Blair, membro più anziano del G8, è crollata soprattutto per il suo sostegno alla guerra in Iraq e le accuse di aver manipolato l’intelligence per giustificare l’invasione del 2003.

Sarà anche la prima visita di Bush a Papa Benedetto XVI.

”Bush vuole creare un effetto particolarmente positivo, partendo con il piede giusto nelle relazioni con il Primo Ministro giapponese Shinzo Abe e con Sarkozy. L’amministrazione Bush ha in qualche modo cambiato musica riguardo al clima. Penso sia molto chiaro”, ha detto Julianne Smith, direttrice del Programma europeo del Centro di Studi strategici e internazionali, organizzazione con sede a Washington. “Adesso il nostro Congresso è controllato dai democratici. Questo fa la differenza”.

”Dunque l’istinto è allontanarsi, ancora una volta, dalle ombre dell’Iraq, e cercare di creare qualche nuovo punto d’azione con gli alleati transatlantici, oltre a tenere le ruote in movimento su quei punti”, ha aggiunto Smith.

Alcuni analisti suggeriscono che il recente interesse per l’Africa, e la sfida lanciata alle altre per sostenere il Darfur sono, almeno in parte, studiate per i media, anche se potrebbero di fatto stimolare risposte positive anche da parte degli europei. ”Questo rappresenta il tentativo del presidente di lasciare delle cose buone in eredità, cercando di farlo con estrema franchezza”, ha detto l’ex Sottosegretario al commercio Grant Aldonas. “In parte sono pubbliche relazioni, ma c’è anche vera sostanza. È qualcosa in cui il presidente crede, e non penso ci si aspetti una qualche risposta, perché almeno dal punto di vista retorico ha già messo gli altri giocatori con le spalle al muro”.

Tuttavia, le iniziative di Bush non sono riuscite a placare i gruppi della società civile qui a Washington.

L’organizzazione ambientalista Friends of the Earth ha descritto la sua proposta sul cambiamento climatico imbarazzante per gli Stati Uniti “di fronte all’intero pianeta”.

Il gruppo ha raccolto firme di americani che si scusano da inviare all’ambasciata tedesca; la proposta diventerebbe operativa solo dopo la fine del suo mandato, e sarebbe comunque non vincolante.

Il World Wildlife Fund (WWF), ha appena presentato i “Climate Scorecards”, che mettono gli Stati Uniti all’ultimo posto tra i paesi del G8 in termini di azioni per contrastare il riscaldamento globale.

”La posizione degli Stati Uniti evidenzia un’incongruenza tra l’annuncio di Bush della settimana scorsa e gli attuali tentativi Usa di ostacolare i negoziati del G8 finalizzati ad arrestare il pericoloso cambiamento climatico”, ha denunciato il gruppo.

Il Cancelliere Tedesco Angela Merkel chiede ai capi di governo un accordo cruciale durante l’incontro del G8, che comprenda l’impegno di mantenere il riscaldamento globale sotto i 2 gradi Celsius e dimezzare le emissioni di gas serra prima della metà del secolo in base ai livelli del 1990.

Le altre questioni sul tavolo del vertice saranno investimento, innovazione, relazioni con la Russia e sostenibilità.