FIRENZE, 21 maggio 2007 (IPS) – La stabilità lavorativa e quella ambientale sono legate da un filo stretto, lo sostengono gli esperti e le centinaia di associazioni che hanno animato la quarta edizione di Terra Futura, la mostra-convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità, che si è chiusa domenica a Firenze.
“Il lavoro è prima di tutto un bisogno fondamentale per gli esseri umani”, ha detto all’IPS don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, la rete di associazioni nazionali e internazionali contro le mafie e in difesa della legalità, “prima ancora che essere un diritto fondamentale”, ha aggiunto, “anche se purtroppo quelle pagine della nostra costituzione sembrano essere state strappate”.
Nei primi anni ‘90, Libera aveva iniziato a raccogliere firme per chiedere una legge che consentisse l’uso sociale delle terre confiscate alla mafia in Sicilia. L'iniziativa funzionò, e le firme raggiunsero presto il milione.
Dal 1996, quando fu approvata la legge 109, centinaia di ettari di terra confiscati alle organizzazioni criminali sono stati assegnati a cooperative sociali gestite da giovani del posto, “molti dei quali potenziali vittime dell’illegalità, per via della mancanza o della precarietà del lavoro in quelle aree”, ha detto don Ciotti.
Il lavoro fatto in questi anni, in Sicilia e in molte altre aree del sud, è stato prezioso anche per la sostenibilità ambientale.
La terra in cui la mafia ha ostacolato per anni lo sviluppo adesso dà lavoro a centinaia di persone, e produce vino, pasta, olio d’oliva, salsa di pomodori, grano, fagioli, frutta e ortaggi.
“I gruppi criminali hanno la capacità di intercettare gli individui più fragili, è per questo che il governo deve dare come diritto ciò che la mafia concede come favore”, ha proseguito don Ciotti, citando il generale Dalla Chiesa, assassinato dalla mafia nell'82.
Quello dell’occupazione è stato uno dei temi centrali di Terra Futura, che si è svolta dal 18-20 maggio a Firenze.
Esiste una stretta relazione tra il lavoro dignitoso e lo sviluppo del pianeta, sostengono gli organizzatori di Terra Futura, tra i quali molte organizzazioni civili, cattoliche e verdi, oltre alla Banca Etica, la cui missione è proprio l'uso 'etico' del denaro.
Riconoscere il legame tra occupazione e cambiamento sociale e ambientale “è un interesse comune di cittadini, cooperative, e piccole e medie imprese”, ha detto all’IPS Ugo Biggeri, presidente della Fondazione Culturale Responsabilità Etica Onlus.
“È il momento di creare alleanze tra quei settori della società civile che chiedono una svolta etica della politica e delle leggi; e la politica non può tardare ancora nel rispondere a queste richieste”.
Ma è possibile riconciliare i bisogni dell'ambiente con le esigenze dello sviluppo economico, soprattutto da parte delle grandi industrie?
“In futuro, il mondo dovrà affrontare tre pilastri fondamentali: risparmio, una produzione più efficiente e le energie rinnovabili”; ha detto Peter Hennicke, presidente dell’Istituto Wuppertal per il clima, l’ambiente e l’energia con sede in Germania, ospite di Terra Futura. “L’Europa non si è ancora resa conto che ci sarà un aumento esponenziale di energie rinnovabili, che creeranno ulteriori opportunità di lavoro”.
In Germania, riferisce Hennicke, sono stati creati 170.000 nuovi posti di lavoro in questo campo, e si ritiene che quel numero arriverà a 500.000 entro il 2020.
“Un aumento dell’efficienza energetica avrà un effetto positivo sulla spesa dei consumatori, e ogni paese potrà reinvestire i risparmi nello stesso settore”, ha proseguito. “Questa strategia mira ad una maggiore auto-sufficienza economica, ed è un passo verso la de-globalizzazione”.
Sabina Siniscalchi, parlamentare di Rifondazione Comunista, ha detto all’IPS che “l’Italia deve dare segnali chiari di cambiamento, proprio attraverso l’investimento nelle energie rinnovabili e lo sviluppo di nuove tecnologie per la protezione dell’ambiente”.
Secondo Legambiente, l’utilizzo di sistemi fotovoltaici che utilizzano energia solare dà occupazione a 76.000 persone. Il settore occupazionale dovrebbe quindi tener d'occhio la sostenibilità ambientale, oltre che delle nuove “imprese sociali”.
“Nel sistema economico stanno emergendo nuovi valori; ci sono circa 3.000 istituti di microfinanza in Europa, con quasi 100 milioni di clienti”, ha detto Leonardo Becchetti, professore di economia all’Università di Tor Vergata, a Roma. “Il commercio equo ha registrato un aumento del 20 per cento negli ultimi cinque anni; il commercio di banane del commercio equo, in particolare, ha raggiunto il 50 per cento del mercato in Svizzera, e in Gran Bretagna il caffé equo è arrivato al 20 per cento”.
Qualcosa sta cambiando nelle dinamiche economiche, tocca al consumatore spingere il mercato a continuare in questa direzione.

