POLITICA: Volano accuse di immoralità alla Banca Mondiale

WASHINGTON, 7 maggio 2007 (IPS) – Si fanno sempre più aspre le accuse di cattiva condotta del presidente della Banca Mondiale Paul Wolfowitz. E tra il presidente e alcuni ex alti dirigenti, che insieme hanno gestito miliardi di dollari in crediti per migliaia di progetti nei paesi in via di sviluppo, volano reciproche accuse di corruzione.

Giovedì scorso, un agguerrito Wolfowitz ha inviato un messaggio di protesta a Herman Wijffels, presidente di una commissione ad hoc che indaga sulle accuse di presunta violazione delle regole della Banca, secondo cui Wolfowitz avrebbe favorito la sua compagna, Shaha Riza, con uno stipendio troppo generoso e una promozione.

La commissione pubblicherà un rapporto per i 24 membri del Consiglio della Banca, che condividono con l’amministrazione la responsabilità di gestire le attività quotidiane dell’istituzione. Il Consiglio dovrebbe decidere il destino di Wolfowitz questa settimana.

Nel messaggio, Wolfowitz ha dichiarato di essere “costernato e preoccupato” per il tono delle recenti dichiarazioni dell’allora consigliere capo della Banca, Roberto Danino, e di Ad Melkert, ex presidente della Commissione Etica del Consiglio di amministrazione della Banca Mondiale.

Entrambi hanno denunciato il modo in cui Wolfowitz è arrivato a disporre quel pacchetto remunerativo, imputandogli l’accusa di nepotismo, data la mancata approvazione dell’ufficio del personale o del Consiglio di amministrazione della Banca.

La settimana scorsa, Wolfowitz ha difeso la sua decisione dicendo di aver agito in buona fede e ha chiesto di ritirare l’accusa.

Melkert e Danino hanno direttamente contestato queste dichiarazioni. Entrambi sostengono che Wolfowitz abbia insistito ad avere contatti professionali con Shaha Riza mentre era in servizio, in aperta violazione alle regole della Banca.

”Contrariamente a quanto prevedono le regole, la proposta di Mr. Wolfowitz insisteva esplicitamente sulla possibilità di mantenere contatti professionali con Ms. Riza; e ha sostenuto la sua idea anche malgrado le indicazioni della Commissione Etica”, denuncia Melkert nella sua dichiarazione, riferendosi alla commissione di cui era presidente.

”La Commissione Etica non era stata consultata, né aveva approvato i termini e le condizioni di quell'assegnazione esterna”, ha aggiunto.

L’acceso scambio ha visto Melkert accusare l’avvocato di Wolfowitz di far circolare menzogne.

”Sono stato coinvolto dalla stampa solo quando è stato chiaro che chi parlava per conto di Mr. Wolfowitz aveva intenzione di continuare a diffondere informazioni erronee sul ruolo della Commissione Etica”, ha proseguito Melkert.

Nella sua dichiarazione, Danino accusa Wolfowitz di ingannare deliberatamente l’opinione pubblica, scegliendo quali documenti rendere noti. Con riferimento alla richiesta di Wolfowitz di “ritirare l’accusa”, ha dichiarato che il presidente “non ha rispettato le regole della Banca”.

Danino ha aggiunto che tra le dichiarazioni di Wolfowitz ne viene omessa una, secondo cui il presidente non avrebbe evitato contatti professionali con Riza.

”L’omissione presenta dunque una mezza verità, fuorviante per il lettore, e nasconde l’intenzione di PW (Paul Wolfowitz) di non rispettare le regole della Banca”, ha proseguito Danino.

Secondo fonti interne alla Banca, Danino aveva originariamente rifiutato i termini del nuovo incarico di Riza al Dipartimento di Stato Usa, il che aveva provocato la sua esclusione da parte di Wolfowitz dalle trattative per il contratto.

Tuttavia, nel suo messaggio di giovedì scorso, Wolfowitz ha chiesto alla commissione di ritirare le imputazioni sulla sua scarsa credibilità, e ha ripetuto di aver agito secondo le linee guida della Banca Mondiale.

”Malgrado sia preparato a riconoscere che tutti abbiamo agito in buona fede al momento e che ci sia stata forse confusione e mancata comunicazione tra noi, è davvero ingiusto e sbagliato pensare che io intendessi ingannare qualcuno, e chiedo che la commissione ritiri l’accusa sulla mia scarsa attendibilità”, ha detto Wolfowitz.

Tuttavia, secondo i critici che hanno seguito la controversia dall’inizio, sembra che Wolfowitz, apparentemente su consiglio del suo avvocato Robert Bennett, stia ancora mentendo sul suo ruolo nella questione.

”Wolfowitz e Bennett si stanno soffermando sul gioco di parole riferito al termine “recusal” (ritiro dell’accusa), per ingannare l’opinione pubblica su quanto sia realmente accaduto”, ha detto Bea Edwards, del Government Accountability Project (GAP), l’agenzia con sede a Washington che ha fatto trapelare le notizie sul controverso pacchetto di retribuzione per la compagna di Wolfowitz.

”Il fatto è che Mr. Wolfowitz non ha mai pensato di chiudere il suo contatto professionale con Shaha Riza. Il ‘ritiro dell’accusa’ di Wolfowitz non aveva niente a che fare con questo”, ha aggiunto.

La controversia ha continuato a montarsi questa settimana con altre voci che chiedono le dimissioni di Wolfowitz, citando l’impatto negativo, a livello internazionale, per la Banca Mondiale di Washington.

Martedì scorso, cinque ex ministri delle finanze dell’America Latina hanno scritto al Financial Times esprimendo la loro preoccupazione per “lo stato of confusione senza precedenti che vige alla Banca Mondiale, dopo lo scontro di Paul Wolfowitz con il consiglio di amministrazione e il personale”.

I ministri hanno chiesto l’allontanamento di Wolfowitz. “Mr Wolfowitz dovrebbe dimettersi, nell’interesse della cooperazione multilaterale per la lotta alla povertà”, ha detto il gruppo, che comprende Domingo Cavallo, ex ministro delle finanze argentino, e Rubens Ricupero, ex ministro delle finanze brasiliano.

Se la Banca è stata spesso accusata di piegare le economie dei paesi in via di sviluppo ai governi e agli interessi del mondo più ricco, la sua reputazione ora è ulteriormente minacciata dalle accuse di nepotismo ai suoi più alti livelli.

La controversia è stata particolarmente imbarazzante per Wolfowitz e la Banca, perché dall'inizio del suo mandato, nel 2005, Wolfowitz aveva cercato di fare della lotta alla corruzione un segno distintivo del proprio mandato.

Lo scorso anno aveva annunciato una “strategia a lungo termine”, per l’utilizzo dei fondi e delle competenze della Banca per aiutare i paesi in via di sviluppo a liberarsi della corruzione e di altre pratiche disoneste da parte dei loro governi.

Oggi molti sostengono che, rimanendo attaccato alla sua carica, Wolfowitz stia portando a fondo la Banca insieme a lui.