LIBANO: Si ricostruiscono anche le alleanze politiche

AITA ECH CHAAB, 27 aprile 2007 (IPS) – La popolazione di questo villaggio del Libano meridionale sta ricostruendo le case distrutte con nuova energia. Ma anche con nuove alleanze, che vedono insieme Hezbollah, Qatar e Iran.

Questo villaggio, abitato da circa 3.000 persone, e distante meno di un chilometro dal sorvegliatissimo confine israeliano, è stato uno dei primi obiettivi delle incursioni aeree di Israele nella guerra dell’estate scorsa. Gli abitanti del luogo coltivano tabacco e lavorano nelle loro piccole fattorie.

I raid degli Hezbollah nei quali sono stati fatti prigionieri due soldati israeliani erano molto vicini a questo villaggio, sul quale si sono accaniti i bombardamenti incessanti dell’aviazione israeliana durante l’intero conflitto.

Tuttavia, anziché allontanare la popolazione dagli Hezbollah, gli attacchi sembrano aver trasformato i residenti in forti sostenitori del gruppo politico, che oggi è il solo a garantire un qualche aiuto per la ricostruzione.

”Il suono delle bombe, gli aerei da guerra, e i loro ronzii sono stati inesorabili con noi”, racconta all’IPS Fatima Ridda, madre di 11 figli il cui marito è stato ucciso da un razzo israeliano, proprio mentre gli elicotteri Onu passavano sulle loro teste. “Ora Hezbollah, Iran e Qatar sono gli unici ad aiutarci per tentare di ricostruire le nostre vite. Il nostro governo non farà nulla”.

I membri di Hezbollah hanno distribuito 12.000 dollari a tutte le famiglie la cui casa aveva subito danni durante la guerra, come aiuto alla ricostruzione.

Sfumate del tutto le speranze di Israele e Stati Uniti di vedere la popolazione libanese contro gli Hezbollah dopo la guerra, l’impasse politica tra Hezbollah e Usa – sostenuti dal governo libanese del Primo Ministro Fouad Sinora – ha spinto la popolazione a sostenere chi li aiuta, ovvero Hezbollah, Iran e Qatar.

La gente inizia anche ad opporsi al governo, e l’immagine del leader Hezbollah Hassan Nasrallah – l’uomo che aiuta la popolazione – diviene sempre più forte.

”Amo l’Iran che ci sta aiutando tanto. Il nostro Stato non ha fatto niente per noi”, ha detto all’IPS Abed Ridda, uomo d’affari che lavora in Arabia Saudita, ma vive in città. “Anche il Qatar ci sta aiutando a ricostruire, e ovviamente noi siamo grati a chi ci aiuta”.

Il Qatar, paese sunnita del Golfo Persico, mantiene relazioni commerciali con Israele e Iran, ed entrambi hanno finanziato progetti di ricostruzione nella maggior parte del Libano meridionale.

Subito dopo la guerra del luglio scorso, il Qatar ha preso l’impegno di ricostruire quattro cittadine del Libano meridionale, forti sostenitrici di Hezbollah: Khiam, Ait Ech Chaab, Bint Jbail e Ainata.

Alla fine di gennaio, il paese aveva distribuito nelle quattro cittadine oltre 5.000 assegni di risarcimento per una media di circa 6.000 dollari ciascuno, quasi il totale dell’aiuto offerto dagli Usa, 30 milioni di dollari, e sono in programma almeno altri due versamenti da parte del Qatar.

Il Qatar ha inoltre riparato ospedali, scuole e quasi 400 edifici religiosi e moschee.

Il denaro e le competenze iraniane hanno guidato i lavori per riparare o ricostruire 60 scuole in tutto il Libano, e ci sono progetti per altri 100 edifici. L’Iran ha promesso al sud oltre 112 milioni di dollari per la ricostruzione.

Hussam Khoshnevis, responsabile della missione iraniana per l’aiuto alla ricostruzione del Libano, ha recentemente annunciato ai giornalisti il restauro di quattro ospedali su 22, e di 30 luoghi di culto, comprese 10 chiese e alcune moschee sunnite.

L’elettricità è stata ripristinata in 60 villaggi del sud con l’aiuto dell’Iran, e dieci ponti di importanza cruciale sono stati ricostruiti. Ingegneri iraniani stanno inoltre supervisionando la riparazione di tutte le strade danneggiate in Libano.

I soccorsi hanno rafforzato le alleanze di questi oppositori di Israele e degli Usa.

”Non era normale per noi vedere (il Primo Ministro Fouad) Siniora a fianco di Condoleeza Rice, mentre Israele ci stava bombardando con bombe statunitensi”, ha detto all’IPS Abed Ridda, con un riferimento alla visita del Segretario di Stato Usa a Beirut durante la guerra. Questo gesto ha fatto infuriare la maggior parte dei libanesi del sud.

”Contiamo sugli Hezbollah e sugli altri paesi che ci aiutano, perché è tutto ciò che abbiamo”, ha detto all’IPS Said Abu Khalil, costruttore ora disoccupato, ferito da una granata durante la guerra. “E contiamo sugli Hezbollah perché ci proteggano ancora dalle prossime aggressioni israeliane, dato che il nostro governo non può e non vuole farlo”.