LONDRA, 26 marzo 2007 (IPS) – Le forze militari delle potenze occidentali stanno combattendo i talebani in Afghanistan, ma sono proprio le politiche di questi governi che favoriscono l’aumento dei talebani, secondo diverse indicazioni emerse negli ultimi giorni.
L’ex primo ministro pachistano Nawaz Sharif ha parlato di queste “posizioni doppie” in ossacione di un incontro a Londra la settimana scorsa con Benazir Bhutto, altro ex primo ministro del Pakistan. La lega musulmana pachistana, fazione di Sharif, e il Partito popolare pachistano di Bhutto si sono uniti in un’Alleanza per il ripristino della democrazia, per sfidare il regime militare del generale Pervaiz Musharraf.
I poteri occidentali “da una parte premiano la democrazia in India, e dall’altra sostengono la dittatura in Pakistan“, ha dichiarato Sharif dopo l’incontro.
Sharif ha detto all’IPS di avere in programma il ritorno in Pakistan per sfidare il governo di Musharraf, senza specificare i tempi; le elezioni in Pakistan sono previste per la fine di quest’anno o l’inizio del prossimo.
L’Afghanistan viene citato parlando di diritti democratici dei leader precedentemente eletti, in vista di quella che Benazir Bhutto ha definito la “talebanizzazione del Pakistan”. Secondo il politico pachistano, nella misura in cui il Pakistan è talebanizzato, esso si allontana anche dal percorso democratico.
Gli ultimi episodi di violenza in Pakistan sono opera di “elementi talebani e sostenitori di al-Qaeda“, ha proseguito Bhutto, che hanno l’appoggio del governo. “Noi ci opponiamo alla talebanizzazione del Pakistan. Vogliamo elezioni pulite; le democrazie non vanno in guerra con altre democrazie, e sostengono solo politiche contro il terrorismo”.
Secondo l’opinione dei due leader, i poteri occidentali sono complici in quanto, con il loro sostegno a Musharraf, anziché favorire la scelta democratica incoraggiano i talebani.
Sharif ha detto che non chiederà agli Stati Uniti di cambiare politica per permettere ai leader dell’opposizione in esilio di tornare ed affrontare un’elezione. Il suo ritorno, ha puntualizzato, “non sarà una decisione degli Usa, ma sarà la mia decisione, non dovrò chiedere niente a nessuno”.
Tuttavia, di fronte all’imponente sostegno Usa del regime di Musharraf, la telebanizzazione potrebbe diventare una questione più grande per il Pakistan, come lo sta diventando per l’Afghanistan. La maggior parte del Pakistan nord-occidentale è nelle mani dei talebani, o di gruppi simili.
In Afghanistan, i talebani sono tornati prima di quanto chiunque si sarebbe aspettato – e con l’aiuto involontario degli occidentali.
”Il consenso per i talebani è aumentato incredibilmente”, ha detto all’IPS Norinne MacDonald, autrice di uno studio per il Senlis Council, gruppo indipendente che controlla gli sviluppi dell’Afghanistan. “I risultati del nostro sondaggio sono impressionanti; il 26 per cento dei 17.000 afgani intervistati ha detto apertamente di sostenere i talebani; un paio d’anni fa, questo sostegno era al tre per cento”.
L’aumento della povertà si traduce direttamente nell’appoggio ai talebani, ha proseguito MacDonald. “La gente non riesce a sfamare le proprie famiglie, e la mancanza di aiuti allo sviluppo da parte degli Stati Uniti ha causato rabbia tra la popolazione”.
Adesso i talebani hanno una base di al-Qaeda in Pakistan, oltre a giovani affiliati “ai quali non piace quello che sta succedendo”. Quanto agli Stati Uniti e ai loro alleati, solo se “vinceranno la guerra alla povertà, possono pensare di impedire l’addestramento di gruppi talebani in Pakistan”.
A causa della mancanza di sviluppo e di una politica anti-droga che ha impoverito la popolazione, gli Usa stanno solo “rafforzando i nemici”. Queste politiche mettono in difficoltà le forze militari degli Stati Uniti e dei loro alleati, ha proseguito MacDonald.
L’aiuto ai telebani potrebbe essere in realtà superiore di quanto non rivelino i sondaggi. “La gente di solito è prudente nel rispondere a queste domande, e il sostegno ai talebani potrebbe anche essere maggiore”, ha rivelato all’IPS Gulalai Momand, del Senlis Council.
Momand, che opera a Kabul, ha detto che la fiducia nel governo di Hamid Karzai sostenuto dagli Stati Uniti sta “gradualmente scomparendo rispetto allo scorso anno e all’anno passato”. Un precedente rapporto del gruppo ha dimostrato che il 90 per cento dell’aiuto economico diretto all’Afghanistan è andato in operazioni militari anziché in aiuti allo sviluppo.
In Afghanistan e in Pakistan, le stesse politiche americane si stanno rivelando il principale nemico degli Usa. In entrambi i paesi, gli Stati Uniti hanno sostenuto presidenti finti. Hanno poi incoraggiato, o anche imposto, politiche per il sostegno di posizioni individuali, proprio mentre ne minacciavano la legittimità, ed hanno sostenuto – e finanziato – politiche che armeranno e stanno già armando esclusivamente i loro nemici.

