MEDIA: A Kofi Annan il premio internazionale dell’IPS

Nazioni Unite, 27 dicembre 2006 (IPS) – Kofi Annan lascia la guida delle Nazioni Unite dopo dieci anni ricchi di eventi; e porterà con sé il Premio internazionale dell'IPS 2006.

”Dopo questi dieci anni memorabili, considero un grande insegnamento ricevere un premio per aver fatto qualcosa in cui ho davvero creduto”, ha detto durante la cerimonia annuale di premiazione dell’IPS – a cui hanno partecipato circa 300 persone, tra funzionari Onu, ambasciatori e rappresentanti di organizzazioni non governative (Ong) – tenutasi il 19 dicembre scorso al palazzo di vetro.

Prima di ritirare il premio, Annan ha aggiunto: “A questo punto, le valigie sono pronte e questo sarà il solo riconoscimento – il premio internazionale dell'IPS, non il premio Nobel – che porterò con me, ora che insieme a (mia moglie) Nane partiremo per le vacanze”.

”Sono davvero onorato per questo premio, soprattutto perché mi viene assegnato da membri della stampa mondiale. Mi sembra giusto concludere con un addio per tutti voi, amici e compagni della stampa: in questi anni mi avete tenuto sempre in allerta, e qualche volta in ansia”, ha proseguito.

IAnnan ha vinto il Premio Nobel per la pace nel 2001, uno dei più alti riconoscimenti ricevuti nella sua carriera di Segretario Generale.

Formatosi all’interno del sistema Onu, ne ha raggiunto i gradi più alti in una carriera lunga 44 anni, durante la quale è divenuto assistente del Segretario Generale, poi Sottosegretario Generale, e infine Segretario Generale.

”Sono convinto che non avrei ottenuto neanche la metà di ciò che mi riconosce il Premio internazionale IPS se non fosse stato anche grazie al potere della stampa, e in particolare di organizzazioni come l’IPS, che ha sempre adeguatamente riportato gli errori dell’Onu, ma ha anche saputo riportare l’inestimabile operato dell’organizzazione”, ha aggiunto.

Rivolgendosi al Direttore Generale dell’IPS Mario Lubetkin seduto sul palco, Annan ha detto: “Come Segretario Generale delle Nazioni Unite, e come cittadino del Ghana e del continente africano, apprezzo da sempre i vostri servizi”. ”Il vostro lavoro e la mia carriera alle Nazioni Unite sono iniziati contemporaneamente. Da allora, avete raccontato questa organizzazione dal punto di vista del mondo in via di sviluppo, permettendoci di ascoltare, e di essere ascoltati, da quei popoli che rappresentano la più grande responsabilità per le Nazioni Unite”.

Annan ha proseguito con un’allusione ad alcuni dei quotidiani e media più importanti, e in particolare alla rete televisiva americana più conservatrice, la Fox News, che ha condotto una sorta di rappresaglia politica virtuale contro di lui: “Naturalmente non tutta la stampa è uguale. Non è un caso che io riceva oggi il Premio internazionale dell'IPS e non, per esempio, il premio FOX and Friends”, osservazione salutata con qualche risata.

Lubetkin ha detto che la commissione aveva deciso di conferire ad Annan il premio 2006 già dallo scorso luglio per il suo continuo contributo a temi come pace, sicurezza, sviluppo, rafforzamento della prospettiva di genere e diritti umani. Lubetkin ha spiegato che il riconoscimento dell’IPS, l’agenzia che oggi ha 42 anni e che da sempre sostiene la causa dei paesi in via di sviluppo, va all’impegno di Annan in favore delle nazioni più povere del mondo e della loro lotta per ridurre fame e povertà estrema, prevenire la diffusione dell’Hiv/Aids e combattere il degrado ambientale, come richiesto negli Obiettivi di sviluppo del Millennio (MDG).

L'IPS, ha proseguito Lubetkin, ha seguito i successi di Annan e dell’Onu, e nel corso di questi anni, grazie alla sua vasta rete che conta più di 350 giornalisti, li ha raccontati in 150 paesi e 22 lingue diverse.

”Rendiamo omaggio alla straordinaria dirigenza di Mr. Annan, che ha perseguito la vera missione per la quale le Nazioni Unite sono state fondate nel 1945: la ricerca globale di pace e stabilità politica, la riscoperta della dignità umana e il perseguimento dello sviluppo umano”, ha proseguito.

Come agenzia di stampa con una visione analoga del futuro, l’IPS considera prioritario riconoscere l’impegno personale di Kofi Annan rispetto ai timori delle nazioni più povere del mondo nella loro lotta contro la povertà e la fame, e nella difficile battaglia contro la diffusione dell’Hiv/Aids.

”Il nostro riconoscimento va anche al solido impegno dimostrato per la sostenibilità ambientale. Ringraziamo il Segretario Generale per la sua strenua battaglia in favore dei diritti umani”.

Favorendo la prospettiva di genere, ha proseguito Lubetkin, Annan ha permesso che venisse affrontata una questione chiave dello sviluppo della società, perseguendo l’obiettivo di una maggiore libertà per tutti.

Il Direttore Generale ha inoltre sottolineato come Annan abbia dedicato più di due terzi della propria vita a servire le Nazioni Unite, che ancora oggi incarnano speranze e aspirazioni di più di sei miliardi di persone nel mondo.

”Nei 42 anni dalla sua creazione, l’IPS ha conquistato l’approvazione generale come agenzia di informazione globale, per aver reso un contributo inestimabile alla comprensione delle Nazioni Unite e della sua missione globale, e per aver partecipato al progresso costante nelle sfide dei paesi in via di sviluppo”, ha sottolineato Lubetkin.

”Siamo certi che i servizi resi da Mr. Annan all’umanità non finiranno il 31 dicembre, e speriamo di potergli garantire informazione e comunicazione necessarie per il suo sguardo futuro sulle popolazioni mondiali”, ha concluso. L’Ambasciatore del Sud Africa Dumisani Kumalo, che ha presentato la manifestazione, ha detto: “Negli ultimi 20 anni, l’IPS ha individuato diversi destinatari meritevoli del suo premio internazionale, persone o enti la cui voce non ha mai taciuto la condizione dei poveri e degli emarginati di tutto il mondo”.

”Credo che consegnando a Kofi Annan il suo Premio internazionale 2006, l’IPS non stia solo premiando un uomo che ha rispettato il punto di vista dei suoi fondatori, ma ha forse individuato uno dei destinatari più meritevoli”, ha aggiunto l’Ambasciatore Kumalo, che è anche presidente del Gruppo dei 77, la più grande coalizione di paesi in via di sviluppo costituita da 132 membri.

Secondo l’inviato sudafricano, le storie del mondo in via di sviluppo non sono facili da raccontare. Sono complesse e non si prestano certo a diventare titoli di prima pagina. Tuttavia, da quando è stata fondata 42 anni fa, l’IPS ha riportato la storia sempre molto fedelmente.

Secondo l’Ambasciatore Kumalo, l’insufficienza della tecnologia e delle risorse nel mondo in via di sviluppo è stata sempre sfruttata a vantaggio dei paesi più sviluppati, che hanno potuto contare sulle loro società globali di informazione per raccontare la storia dal proprio punto di vista.

”Anche alcuni di noi che lavorano all’interno delle Nazioni Unite hanno spesso cercato sui titoli di quotidiani, radio o televisione per decidere quali fossero le questioni da sostenere o quelle alle quali opporsi”.

”E anche i nostri capitali hanno scelto le questioni da discutere alle Nazioni Unite osservando il punto di vista dei media del mondo sviluppato, spesso utilizzati per stabilire l’agenda delle Nazioni Unite”, ha proseguito.

”È stato dunque di grande aiuto oltre che di notevole interesse il fatto che Kofi Annan fosse sempre disponibile a raccontare l’altra parte della storia, anche quando non in linea con il consenso internazionale acquisito e accuratamente coltivato dai grandi poteri utilizzando proprio le compagnie di informazione globale”, ha aggiunto il presidente del G77.

Il riconoscimento dell’IPS, istituito nel 1985, era andato in passato a Gracha Machel, ex first lady del Sud Africa (1998); a Danielle Mitterand ex first lady della Francia (1991), a Boutros Boutros-Ghali, ex Segretario Generale dell’Onu (1996); a Martti Ahtisaari, ex presidente della Finlandia (1994); e nel 2005 alla Coalizione dell’Appello globale all’azione contro la povertà (GCAP, Global Call to Action Against Poverty).