NAZIONI UNITE, 23 novembre 2006 (IPS) – A meno di sei settimane dalla scadenza del suo mandato come segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan ha stilato una graduatoria politica dei successi e dei fallimenti della tanto diffusa agenda di sviluppo dell’Onu.
La buona notizia è che gli aiuti pubblici allo sviluppo (APS) – dai paesi ricchi ai paesi poveri – stanno raggiungendo una nuova quota che rompe il fronte dei 100 miliardi di dollari: negli anni ‘80 la media era di circa 50, 55 miliardi di dollari.
La notizia un po’ meno buona è che i finanziamenti per prevenire l’Hiv/Aids sono ancora al di sotto dell’obiettivo dei 20 miliardi di dollari, inferiori cioè di quasi 12 miliardi di dollari.
E la notizia peggiore, secondo Annan, è che il riscaldamento globale sta minacciando la stabilità ambientale globale – in particolare il continente africano, definito “il più colpito” dal cambiamento climatico.
Alla richiesta di un suo parere sull'analisi di Annan, Anuradha Mittal, direttrice esecutiva del think tank The Oakland Institute di San Francisco, ha dichiarato che a dispetto della rapidità con cui i donatori occidentali hanno finanziato la guerra al terrorismo lanciata dagli Usa, è da sottolineare l’estrema lentezza della loro risposta alla crisi dell’Africa, dove si trovano ben 36 dei 50 paesi meno sviluppati (PMS) nel mondo, giudicati i più poveri tra i poveri.
Mittal ha riconosciuto che la campagna globale per alleviare la povertà ha raggiunto un “livello senza precedenti” negli ultimi anni, in particolare nel 2005, intorno al “Vertice degli Otto” (che comprende Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia, Giappone, Canada e Russia) tenutosi a Gleneagles, in Scozia.
“Il mondo si è mobilitato con i concerti del ‘Live Aid’, quando i leader del G8 hanno stabilito di aumentare gli aiuti ai paesi in via di sviluppo di 50 miliardi di dollari entro il 2010, di raddoppiare gli aiuti all’Africa, e di eliminare i forti debiti dei paesi più poveri”, ha detto Mittal all’IPS.
L’esperta ha sottolineato che gli aiuti esteri all’Africa sono precipitati del 40 per cento negli anni ’90, e adesso si aggirano intorno ai 12 miliardi di dollari l’anno. Invece, le forze della coalizione guidata dagli Usa hanno raccolto ben 70 miliardi di dollari nel giro di appena qualche settimana, per combattere la guerra in Iraq.
Finora, ha proseguito, gli Stati Uniti hanno speso in Iraq oltre 350 miliardi di dollari. Miliardi di dollari finiscono nei rifornimenti di armi per i partner della coalizione, in nome della guerra al terrorismo.
“Sarà necessario qualcosa di più delle false promesse delle nazioni ricche, per assicurare il diritto di tutti gli esseri umani a vivere dignitosamente e liberi dalla fame. È il momento di attivare un ‘Piano Marshall per l’Africa’ incondizionato e non paternalistico, che preveda uno sgravio del 100 per cento del debito e una spinta negli aiuti dell’Occidente”, ha aggiunto Mittal.
In ciò che è stata definita una dichiarazione chiave sullo sviluppo prima della fine del suo mandato il 31 dicembre, all’incontro del Forum per lo sviluppo africano tenutosi ad Addis Abeba il 16 novembre scorso Annan ha ricordato l'esistenza di una serie di obiettivi concordati – gli Obiettivi di sviluppo del millennio (MDGs) – sostenuti da tutti i principali attori dello sviluppo.
“Perciò abbiamo molto di cui essere orgogliosi”, ha detto Annan. “Ma non possiamo compiacerci nemmeno per un istante. Abbiamo gettato le basi per lo sviluppo, ma niente di più”. Ha poi avvertito: “Non possiamo sapere cosa ne sarà di questi obiettivi tra 10 anni, quando dovremo guardare indietro per vedere se gli MDGs saranno stati raggiunti; se la prosperità starà aumentando in modo equo in tutti i paesi e in tutte le regioni; se i giovani in tutto il mondo andranno a scuola, se avranno cibo a sufficienza, e la prospettiva di un futuro con posti di lavoro, salute, alloggio e altre necessità di base soddisfatte”.
“Francamente, le prospettive sono a dir poco confuse”, ha aggiunto, ma confidiamo che, tutto considerato, il mondo potrà raggiungere l’obiettivo del dimezzamento dell povertà, “grazie ai notevoli progressi in Asia”.
Annan, in quanto segretario generale africano, ha detto ai delegati africani: “Ho fatto del mio meglio per alimentare e costruire un rapporto tra l’Africa e le Nazioni Unite”.
Ma i governi africani sanno fin troppo bene che, nonostante gli enormi progressi degli ultimi anni, “non abbiamo ancora il sistema delle Nazioni Unite strutturato ed attrezzato di cui abbiamo bisogno”.
Annan ha detto che molti africani considerano frustrante e complesso avere a che fare con le Nazioni Unite, poiché esse si presentano sotto tante forme diverse, con mandati che si sovrappongono, o lasciano intatti grossi divari.
“Spesso si finisce per avere a che fare con 10 o persino 20 diverse agenzie dell’Onu, le quali offrono un supporto che non è né coordinato né strategico, né proporzionato”, ha detto.
Un’esperta di sviluppo di un think tank con sede in Asia, che ha preferito rimanere anonima, ha commentato all’IPS: “Sospetto che questo sia uno dei tanti ‘addii’ di Annan, e la prima bozza di un discorso che deve ancora svilupparsi”.
Ha poi aggiunto che il discorso del segretario generale è stato franco, molto più vigoroso rispetto ai precedenti. “A tratti persino commovente. È molto centrato sull’Africa, e guarda allo sviluppo puramente da questa prospettiva, che non la stessa per la quale si può giudicare il sistema dell’Onu, e tanto meno il suo mandato”.
”Ciò che mi lascia perplessa è che, nel descrivere i risultati del suo mandato di segretario generale, (il discorso) sorvola su tutte le incoerenze del sistema e sugli scandali e gli altri misfatti che sono divenuti endemici nel sistema sotto la sua vigilanza”.
Parlando di denaro e di statistiche, ha aggiunto la studiosa, non la dice tutta, perché lo sviluppo è disuguale ovunque, la prosperità iniqua e gli aiuti rimangono come sempre imprevedibili.
”Purtroppo, il concetto di sviluppo come una cosa compatta di cui parla (Annan), sarà sempre offuscato dall’eredità di un’Organizzazione impotente, con scarsa legittimità e credibilità e infangata dagli scandali”.
“Perciò non sono sorpresa per l’aumento degli APS, o la promessa di maggiori fondi per la lotta contro l’Hiv/Aids. L’unica cosa che ho apprezzato del suo discorso è il riconoscimento della realtà che il riscaldamento globale supererà ogni previsione, e che gli MDGs, per essere raggiunti, necessitano di strategie di sviluppo nazionali e della partecipazione della società civile”, ha sostenuto l’esperta di sviluppo.
“Niente di tutto ciò si sta verificando in sostanza, e così nel 2015 noi potremo benissimo esser qui a fare ancora gli stessi discorsi”.

