KORHOGO, Costa d’Avorio settentrionale, 31 ottobre 2006 (IPS) – Quattro anni dopo una crisi militare e politica che ha disgregato il sistema educativo in Costa d'Avorio, il paese ha finalmente trovato il modo di far ripartire tutte le scuole in contemporanea.
L'avvio simultaneo dell'anno scolastico è stato interrotto quando le ribelli Forces Nouvelles (Forze nuove) hanno preso il controllo del nord del paese, dopo un tentato colpo di stato nel 2002, dando inizio alla discriminazione contro le popolazioni indigene.
Il ministro dell'educazione ivoriano aveva raggiunto un accordo con i ribelli per un anno accademico comune, dopo due anni di intensi negoziati condotti su iniziativa di organizzazioni che assistono la Costa d'Avorio nell'educazione, come il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia (Unicef) e l'Organizzazione Onu per l'educazione, la scienza e la cultura (Unesco).
“Possiamo ancora raggiungere un'intesa, grazie all'educazione”, ha detto il ministro per l'educazione e la formazione Amani N'guessan, parlando al consueto incontro di inaugurazione dell'anno scolastico all'inizio di ottobre presso la scuola superiore Sainte Marie de Cocody, nella capitale commerciale di Abidjan.
L'inizio simultaneo dell'ultimo anno accademico ha permesso agli studenti, trasferiti nelle aree controllate dal governo a causa dei combattimenti, di ritornare in massa nelle loro città d'origine, ora occupate dai ribelli, per riscriversi nelle scuole che frequentavano prima.
“Tra una o due settimane, saremo in grado di dire esattamente quanti studenti si sono registrati. E ci saranno dei progressi rispetto agli anni precedenti”, ha assicurato Kanigui Soro, un funzionario del comitato delle Forze Nuove.
Tuttavia, sebbene quest'anno tutte le scuole abbiano aperto le porte nello stesso momento, l'IPS ha scoperto che, in alcuni casi, le iscrizioni sono state scarse. Secondo i genitori residenti nelle zone dominate dai ribelli e dal governo, il problema sarebbero le difficoltà finanziarie.
“Non ci sono soldi per le attrezzature scolastiche e per pagare le tasse. Per il momento, tutti aspettano la fine del mese”, ha fatto notare Korona Tuo, addetto alle vendite per un'impresa di Abidjan. “Aspettiamo di essere pagati… prima di cominciare a spendere”.
Un'altra difficoltà deriva dal fatto che negli ultimi anni, nel nord, i corsi sono stati affidati a volontari inesperti, dopo che gli insegnanti hanno abbandonato l'insegnamento nelle aree controllate dal governo.
Per risolvere il problema, il ministro dell'educazione ha ordinato che le domande vengano presentate da insegnanti preparati, e indirizzate alle scuole colpite dalla “fuga di cervelli” dell'istruzione. Ha inoltre autorizzato i direttori di regioni e dipartimenti nelle zone del nord, centro e ovest dominate dei ribelli, a nominare i presidi delle scuole.
N'guessan ha riferito che i contratti firmati dagli insegnanti volontari indicano che questi avrebbero dovuto lasciare la cattedra quando fossero ritornati i docenti di ruolo: “Ma i volontari possono continuare a ricevere i sussidi che erano stati concessi loro dalla presidenza del Consiglio scolastico fino alla fine dell'anno”.
Tuttavia, il Movimento degli insegnanti volontari della Costa d'Avorio (Mouvement des enseignants volontaires de Côte d'Ivoire, Mevci), che opera a nord, a ovest e nel centro del paese, ha dichiarato che il ministro aveva anche promesso di riconfermare il posto di lavoro ai volontari in caso di necessità.
Secondo Souleymane Traoré, coordinatore del Mevci per il nord, il ministro si era impegnato a trasformare 1.951 dei 10.000 volontari in operatori del servizio civile, cercando nuove opportunità di lavoro per gli altri 8.059.
“Se il ministro vuole che l'inizio dell'anno scolastico avvenga regolarmente, deve mantenere le promesse fatte ad agosto”, ha detto Traoré all'IPS, che ha aggiunto: “Finché l'integrazione dei 1.951 volontari nel servizio civile promessa dal ministro… non verrà presa in considerazione, non verrà nominato nessun nuovo insegnante nelle nostre zone”.
Secondo Brahima Ouattara, ispettore dell'istruzione primaria a Korhogo, i problemi scolastici nel nord derivano anche da altri fattori.
“Le scuole non hanno mai ricevuto assistenza o supporto”, ha osservato. “I nostri problemi rimangono la mancanza di insegnanti e il deterioramento delle nostre attrezzature didattiche”.
Per di più, afferma Salif Kinafo Touré, ispettore a Niakaramadougou, nel centro della Costa d'Avorio, “nel nord, solo una piccola percentuale di bambini frequenta la scuola a tempo pieno, e questo per una scarsa consapevolezza delle famiglie, che preferiscono vedere i loro figli nei campi piuttosto che nelle aule”.
La campagna per l'iscrizione delle ragazze, promossa dall'Unicef e portata avanti dai direttori scolastici e dai consulenti educativi, è stata efficace, ma c'è ancora molto da fare, sostengono Jean François Coulibaly, presidente di un consiglio scolastico, e Karim Touré, insegnante francese presso una scuola superiore a Nielle, nell'estremo nord. (Le famiglie spesso preferiscono mandare a scuola i figli maschi, visto che generalmente si ritiene che le femmine siano destinate al lavoro domestico, e non abbiano quindi bisogno di istruzione).
“Ci auguriamo che questo avvio scolastico unificato crei coesione sociale, e attenui le tensioni socio-politiche, che hanno enormemente influito sullo stato psicologico dei ragazzi in particolare, ma anche su quello degli insegnanti”, ha osservato Karim Touré.
Ouattara ha avvertito: “Se le autorità al potere non si preoccuperanno di salvare l'educazione nelle zone dei ribelli, l'handicap intellettuale che ne deriverà non sarà limitato solo a queste aree, ma potrebbe diffondersi in tutto il paese”.
“A pagarne il prezzo potrebbero essere l'educazione e la formazione di tutti i giovani”.

