SVILUPPO: Una partnership equa

NAZIONI UNITE, 22 settembre 2006 (IPS) – Paesi sviluppati e in via di sviluppo devono lavorare insieme come partner alla pari nel rafforzare i valori e le risorse locali, invece di riprodurre il modello “distorto” dei paesi del nord, ha dichiarato all’IPS la viceministra degli Esteri italiana Patrizia Sentinelli.

“[Il nuovo governo di centro-sinistra] e io in prima persona – ha dichiarato la viceministro -, riteniamo che non si può promuovere l’attuale modello di sviluppo. È uno sviluppo distorto, che comporta enormi perdite quanto al degrado delle risorse ambientali e alla povertà, che anche nei nostri paesi continua ad aumentare”.

A New York, Sentinelli ha rappresentato l'Italia in occasione dell'High-level Midterm Review del Programma d’azione dell’Onu per i Paesi meno sviluppati (PMS) (18-19 sett.).

La partnership, ha sottolineato, è l’obiettivo ultimo dei programmi ufficiali di aiuti allo sviluppo dell’Italia per i PMS.

L’Italia è il settimo principale donatore al mondo, ma il terzo in termini di effettivi finanziamenti per i PMS, ha detto Sentinelli.

Nel commentare le discrepanze tra il relativo successo macroeconomico e la crescente povertà in quasi tutti i 50 paesi del mondo definiti PMS dall’Onu, Sentinelli ha evidenziato che la crescita è “certamente un parametro dello sviluppo di cui tenere conto, ma non è assoluto: prima vengono i diritti umani e sociali”.

In un recente rapporto, Kofi Annan dichiara che “anche prima dell’adozione del Programma di Bruxelles, la maggior parte dei PMS aveva cominciato a migliorare la propria gestione macroeconomica; questi sforzi hanno portato a una riduzione dei deficit fiscali, minori tassi di inflazione e minori deficit esterni”.

“I governi della maggior parte dei PMS hanno introdotto ampie disposizioni di misure microeconomiche, tra cui la privatizzazione delle imprese statali e agevolazioni nelle regolamentazioni per le imprese, volte a stimolare il settore privato e a migliorare l’efficienza”, aggiunge il rapporto.

Tuttavia, “la recente esperienza dei PMS dimostra la natura esile della relazione tra crescita economica e riduzione della povertà. Gli scarsi dati dei recenti trend della povertà nei PMS suggeriscono che c’è stato un calo trascurabile, anzi persino qualche aumento, nella povertà dei redditi”.

“Ad oggi, i PMS sono considerati i paesi con minori probabilità di raggiungere l’obiettivo di ridurre della metà il tasso di povertà entro il 2015”.

Per invertire questa tendenza, sostiene Sentinelli, sono necessari nuovi approcci allo sviluppo.

“La sostenibilità, nel quadro di una produzione diversificata, è un elemento chiave. I PMS devono essere incoraggiati a produrre cibo per le proprie popolazioni, invece di essere costretti a produrre monoculture a pronti da esportare al Nord, per poi importare da lì gli alimenti. Non ha senso”, ha commentato.

Il diritto agli aspetti basilari dello sviluppo, come un lavoro dignitoso, una casa, cibo, educazione e tutela della salute, devono andare insieme con i diritti civili e politici, ha proseguito Sentinelli.

La lotta contro la povertà e per il raggiungimento del benessere finanziario e sociale sono fondamentali per costruire la pace, che continuerà ad essere solo un’utopia, se non vengono stabilite le condizioni basilari per una vita decente: cibo, alloggio, educazione, e salute per tutti”, ha affermato nel suo discorso.

“Dovremmo essere in grado di riconciliare politica e economia, e non lasciare che quest’ultima prevalga sulla prima. Guardiamo a questa revisione di medio termine non come a una scadenza, ma come un’occasione per ripensare, se necessario, le nostre priorità, obiettivi e convinzioni”, ha aggiunto.

A lungo attivista nei movimenti sociali italiani, Sentinelli ha sottolineato il bisogno di definire “buona governance” non solo l’esigenza di trasparenza, di istituzioni più forti e di lotta contro la corruzione nei paesi in via di sviluppo, ma anche la politica di “sostegno alle comunità locali”.

“La buona governance rientra nella sfera della capacity-building, nel pieno rispetto dei valori e delle priorità locali. Non è una politica che si esporta dal Nord al Sud”, ha detto all’IPS.

“Con la mia nomina, il nuovo governo ha mostrato il suo forte interesse nella cooperazione allo sviluppo, riconoscendone il ruolo fondamentale nella politica estera. Questa nomina è stata gradita a tutte le organizzazioni che si dedicano alla pace e alla solidarietà”, ha detto Sentinelli al meeting dell’Onu.

“La cooperazione allo sviluppo è uno scambio reciproco di ciò che ogni paese può offrire – che si tratti di esperienza o di risorse umane-finanziarie – così da trovare insieme una strada da percorrere che coinvolga tutte le nazioni, e che sia in grado di proteggere le cose che tutti condividiamo”, ha aggiunto.

“La cooperazione deve avvenire tra partner uguali, e dobbiamo impegnarci per eliminare la distinzione persistente tra paesi donatori e beneficiari, promuovendo partenariati territoriali”.