POLITICA – AFRICA CENTRALE: Tre paesi, lo stesso problema

YAOUNDE, 29 agosto 2006 (IPS) – Il banditismo lungo il confine di Camerun, Ciad e Repubblica centrale Africana stanno peggiorando e sacrificando vite innocenti.

Jean Paul Manga, professore all’Università del Camerun di Yaounde I, ha detto all’IPS: “L’insicurezza è una conseguenza delle azioni di banditismo da parte degli ex gruppi di ribelli, degli attacchi di rapinatori sull’autostrada e della rappresaglia delle forze armate”.

Un funzionario di polizia del Camerun, che chiede di restare anonimo, ha riferito all’IPS che la polizia ha identificato diversi tipi di crimini commessi lungo i tre confini.

Tra questi, traffico d’armi, veicoli e organi, rapine in autostrada, furti ed incursioni di gruppi armati all’interno dei tre paesi.

Secondo il funzionario, malgrado le misure prese da ciascun paese per proteggere il proprio confine, il crimine non si arresta.

Per combattere il banditismo, Repubblica dell’Africa centrale, Camerun e Ciad nel dicembre 2005 hanno istituito una “Iniziativa tripartita”, che autorizza i regolari eserciti di quei paesi a dare la caccia alle bande armate che minacciano la sicurezza.

”Ma ad oggi, nessun esercito nazionale ha intrapreso un’azione su larga scala e trans-confine per combattere i criminali armati che seminano il terrore sulle nostre frontiere comuni”, ha dichiarato Paul Zemdjio, coordinatore di Equal Opportunity for All, organizzazione non governativa con sede a Yaounde, capitale del Camerun.

”Alla fine del dicembre 2005, Camerun e Repubblica dell’Africa centrale hanno istituito una nuova commissione congiunta per risolvere i problemi di sicurezza sui confini comuni. Ma cosa ha portato?”, si chiede l’attivista.

”I risultati sono stati vani perché da allora violenza ed estorsioni sono cresciuti”, ha aggiunto Marthe Belinga, avvocato di Yaounde, denunciando la “formazione di un gruppo armato prima sconosciuto che ha rivendicato raid in due villaggi del Camerun nord-orientale” due settimane fa.

I rapinatori delle autostrade, spesso ex guerriglieri della Repubblica dell’Africa centrale o del Ciad, uccidono e stuprano lungo le tre frontiere.

Fonti di polizia in Camerun riferiscono che alcuni dei rapinatori sono ex ribelli della Repubblica dell’Africa centrale che hanno aiutato l’attuale presidente, Francois Bozize, a rovesciare Ange-Felix Patasse con il colpo di stato militare del 2003. L’esercito della Repubblica dell’Africa centrale ha avviato un’operazione a Bouar, cittadina di confine, il 14 luglio 2005, uccidendo 36 rapinatori di strada che per diversi mesi avevano terrorizzato l’area vicina al Camerun. La polizia riferisce che durante l’operazione, l’esercito ha anche liberato 20 bambini camerunensi che erano stati tenuti in ostaggio dai criminali. L’esercito del Camerun ha poi sparato uccidendo tre rapinatori dell’autostrada e catturandone cinque, il 28 luglio 2006, dopo l’attacco dei banditi nella cittadina di Mbaiboum, vicino al punto di raccordo dei tre confini.

L’Alto Commissario Onu per i rifugiati a Yaounde ha detto all’IPS che circa 20.000 persone sono fuggite dai loro villaggi nel Camerun nord-orientale, nel nord della Repubblica dell’Africa centrale e nel Ciad sud-occidentale tra l’aprile 2005 e il luglio 2006, dopo gli attacchi dei rapinatori dell’autostrada e di altri gruppi armati.

La polizia ha riferito di 15 morti e “numerosi” ostaggi catturati dai rapinatori, che tra il 2005 e il 2006 hanno agito sulle diverse parti dei tre confini.

Secondo Manga, l’insicurezza prevalente ha portato molti abitanti dei villaggi alla fuga, e a rifugiarsi in campi, foreste e città.

”Sono arrivata a Yaounde alla fine di giugno 2006 dopo essere fuggita al caos di Djohong (600 chilometri a nordest di Yaounde)”, ha raccontato all’IPS Michelle Amama, 31 anni.

”I criminali sono arrivati nel nostro villaggio con le pistole, hanno stuprato donne e ragazze e ci hanno derubato del denaro. Poi sono andati via con i bambini e alcune delle donne”, ha riferito tristemente, trattenendo le lacrime. “Io sono fuggita nella foresta e dopo diverse settimane sono finita a Betare-Oya (Camerun orientale). Da lì, sono arrivata a Yaounde”.

Un diplomatico francese, che ha chiesto l’anonimato, ha detto all’IPS che i criminali di cui parla Amama sono ex soldati del Ciad o della Repubblica dell’Africa centrale fuggiti nel bosco con le loro armi dopo una tregua nella guerra tra i due paesi.

”La Repubblica dell’Africa centrale era stata colpita diversi mesi fa (aprile-maggio 2006) dalle violente tensioni tra il Ciad e il Sudan, che si sono accusati a vicenda di appoggiare i ribelli ostili al regime dell’uno o dell’altro stato”, ha detto all’IPS Marie-Angele Nguebou, commissario di polizia di Yaounde.

”Regna dunque una situazione di sfiducia e sospetto reciproco che ha portato alla proliferazione di gang armate e armi da fuoco nella sub-regione, dove gli eserciti nazionali non riescono a mantenere il controllo a causa della scarsa manodopera e dei problemi logistici”, ha proseguito Nguebou.

Secondo fonti militari di Yaounde, le forze armate potrebbero combattere l’insicurezza, ma mancano strutture di comunicazione, veicoli adeguati e strumenti di controllo satellitare per individuare i movimenti delle gang nel bosco.

Tuttavia, alcuni analisti sono preoccupati anche per la capacità dei tre paesi di contenere il banditismo.