WINDHOEK, 21 Giugno 2006 (IPS) – Parte oggi in Namibia una campagna nazionale per la vaccinazione contro la poliomielite, mentre il paese è alle prese con una nuova esplosione dell’epidemia dopo oltre dieci anni.
Jack Vries, presidente del National Health Emergency Management Committee, che coordina la campagna del 21-23 giugno, ha detto all’IPS che i funzionari hanno dovuto far fronte a un “compito colossale” per distribuire i vaccini in tutti i 35 distretti dello stato.
La Namibia è il primo paese che ha intrapreso la strada della vaccinazione per tutti gli abitanti, circa due milioni secondo le stime, negli ultimi dieci anni. L’ultima nazione ad aver effettuato una simile campagna antipolio è stata l’Albania, nel 1996.
Il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia sta finanziando questa spinta alla vaccinazione, per un costo di 4,5 milioni di dollari Usa. A luglio e agosto sono previste altre due fasi di immunizzazione.
L’ultima esplosione di poliomielite è stata registrata il 7 maggio nella cittadina di Aranos, nella Namibia sud-orientale, sebbene in un primo momento la malattia non fosse stata diagnosticata. Gli ufficiali sanitari hanno impiegato circa un mese per confermare che si trattava di polio, dopo che erano già morte sette persone, e 39 erano rimaste paralizzate.
“Il problema è lo stato dell’intero sistema dei servizi sanitari. Il paese non ha attrezzature per i test, e per questo ci sono volute tre settimane per confermare la presenza della polio nel paese”, ha dichiarato all’IPS Phil ya Nangolo, direttore esecutivo della National Society for Human Rights, un’organizzazione non governativa con sede nella capitale Windhoek.
La malattia è stata infine identificata il 6 giugno, dopo che i campioni inviati al laboratorio del vicino Sud Africa hanno confermato la presenza del virus della poliomelite.
Ad oggi, 10 persone sono morte a causa della malattia, tutte adulte, e ne sono state contagiate 61. L’esplosione ha colpito persone di tutte le età, con circa il 90 per cento delle vittime tra i 20 e i 40 anni, e una persona di 76.
“Questo è inusuale, poiché nella grande maggioranza dei casi la poliomielite attacca i bambini di meno di cinque anni, non gli adulti”, ha spiegato all’IPS Tomas Hakuendwi, un epidemiologo di Windhoek.
“L’esplosione (dell’epidemia) presenta diversi aspetti poco chiari. La Namibia organizza campagne di vaccinazione per i bambini tutti gli anni, il che ha aiutato gli altri paesi a promuovere la vaccinazione dell’intera popolazione”, ha aggiunto.
“L’ultima epidemia si è verificata nel 1995, e a quell’epoca non ha ucciso nessuno. Ciò sta sollevando interrogativi sul perché il virus abbia avuto un ritorno così feroce, dopo tanti anni”.
Quel che si sa è che il virus viene dall’Angola. L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) lo ha rintracciato in un ceppo scoperto in questo paese a nord della Namibia, che sembra essere arrivato attraverso l’India.
La maggior parte dei casi in Namibia si sono verificati in insediamenti irregolari a nord della capitale, ma ci sono casi isolati anche in altre parti del paese, secondo Kalumbi Shangula, segretario del ministero della sanità.
Bruce Aylward, coordinatore dell’Iniziativa globale dell’OMS per lo sradicamento della polio, ha detto all’IPS che si teme che il virus possa diffondersi ad altri stati della regione.
Si pensa che la malattia possa essere arrivata fino in Zimbabwe e poi tornata in Angola, ha osservato Shangula, “a seguito dei massicci spostamenti di persone da questi paesi verso la Namibia”.
Secondo i funzionari dell’immigrazione, più di 50.000 abitanti dell’Angola e 20.000 dello Zimbabwe si recano ogni mese in Namibia.
“La soluzione è agire lungo le frontiere. È l’unico modo per limitare i rischi dell’importazione”, ha aggiunto Aylward.
Sono in corso iniziative per evitare che la polio oltrepassi il confine.
“Il vaccino è stato distribuito a tutte le compagnie aeree, ambasciate, porti d’entrata del paese e in ogni posto di frontiera”, ha detto Vries. “Chi viene dalla Namibia verrà vaccinato ai posti di confine”.
Shangula ha spiegato all’IPS che si stanno facendo anche degli sforzi a livello regionale per contenere la minaccia della polio: “Stiamo cooperando con quasi tutti i paesi sudafricani mediante il Protocollo sanitario della SADC (Southern African Development Community), che si rivolge ai problemi della salute e alle sfide che deve affrontare la regione”.
“È stata (una cooperazione) efficace, e per questo Botswana e Sud Africa si sono detti disponibili ad aiutarci nella spinta alla vaccinazione”.
Secondo Custodia Mandlhate, rappresentante dell’OMS in Namibia, esperti provenienti da Ginevra, Ghana, Sierra Leone e Tanzania stanno portando altri aiuti, e si sono recati a Windhoek per contribuire alla campagna di immunizzazione.
“Andremo porta a porta, fattoria per fattoria”, ha detto Mandlhate. “Dobbiamo raggiungere tutti”.
Anche istituzioni come l’Università e il Politecnico della Namibia hanno promesso l’invio di volontari per la campagna, ha assicurato Vries.
La poliomielite è una malattia altamente infettiva, che attacca il sistema nervoso, e può portare alla paralisi. I primi sintomi sono febbre, vomito, mal di testa, dolore agli arti e rigidità del collo.
Il virus si trasmette attraverso le feci delle persone infette, esponendo ad un alto rischio le comunità con scarsi servizi sanitari. Attualmente non esiste una cura, ma i vaccini possono proteggere contro la malattia per tutta la vita.

